I Top e i flop del campionato! Il listone dei bocciati e dei promossi

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

during the Serie A match between SSC Napoli and SS Lazio at Stadio San Paolo on May 31, 2015 in Naples, Italy.

Tempo di Natale e tempo di bilanci, ecco i top e i flop. Va bene che in questo periodo siamo tutti più buoni, sarà che le mangiate del 25 e di Santo Stefano ci hanno, per usare un eufemismo, appesantito leggermente, ma dopo 17 giornate di campionato è doveroso scovare sorprese, conferme e delusioni di questa prima parte di campionato.
Siccome il lavoro sporco qualcuno lo deve fare, spostiamo il panettone e mettiamo in frigo lo spumante, è ora di salire in cattedra. Ruolo per ruolo, scopriamo chi mettere dietro la lavagna e chi premiare, sia chiaro, sia nel bene che nel male c’è ancora tempo sia per rifarsi che per rovinare tutto. Si parte!

Tra i portieri un voto di merito spetta ai soliti noti: Buffon, Handanovic e Reina. Il Gigi nazionale merita la palma di migliore solo per il fatto di sapersi confermare anno dopo anno, ha fatto il suo sporco lavoro difendendo la porta bianconera senza spavature, salvando più volte la baracca, soprattutto a inizio stagione. Handanovic si è ritrovato finalmente una difesa davanti, un’emozione che l’avrà commosso non poco. Pochi errori, unico neo le sbavature con la Viola, e tante belle parate, a volte inutili, come il rigore neutralizzato a Candreva nell’ultimo turno.
Reina si è confermato idolo di Napoli, la parata all’ultimo secondo su Miranda può valere uno scudetto, qualche pecca di troppo nel disastro di Bologna, ma nel complesso Pepe è sempre un valore aggiunto.
Buono il rendimento per Bizzarri, Karnezis, Consigli, Mirante, Skorupski e Tatarusanu: ottimi portieri sempre affidabili. Una pacca di incoraggiamento per Donnarumma, il ragazzo sta crescendo, giocare nel Milan è un onore, ma anche un onere non da poco.
Tra i “big” male Szczesny. Perchè andare a pescare portieri di medio/basso livello quando in Italia siamo pieni di estremi difensori affidabili? Niente contro il povero polacco, se non per il suo nome che tanto ricorda un codice fiscale, ma le incertezze sono decisamente superiori alle prodezze.

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Passiamo alla difesa, continua questo viaggio tra i top e i flop della Serie A.
Voti eccellenti per la coppia Murillo-Miranda, risollevare una difesa a pezzi non era impresa facile; per la retroguardia empolese, chiunque giochi e chiunque alleni, questa squadra dimostra un’organizzazione difensiva da applausi; per Acerbi, tornato a livelli da nazionale e decisivo anche in zona gol; per il viola Alonso e per Evra, migliora con gli anni e a quasi 35 anni se la gioca tranquillamente con un giovincello come Sandro, per la serie “vecchio a chi?”.
Una sufficienza che sfiora quasi il sette, se la merita Digne, fa il suo sbagliando pochissimo; il buon Gonzalo Rodriguez, ormai una certezza, e Sandro, per lui vale il discorso inverso fatto per Evra. Arrivare in Serie A e trovarsi un vecchietto col coltello tra i denti, che non molla un centimetro, non dev’essere semplice. Sufficiente Romagnoli, stesso discorso fatto per Donnarumma.
Male Rudiger, non capisco come si possa vendere Romagnoli per poi far giocare uno che faceva la riserva a Stoccarda; Montoya, non basta essere canterani per sfondare; la coppia horror Mauricio/Gentiletti e i desaparecidos Herteaux e Castan.

Si passa in mezzo al campo, la zona più corposa, fioccheranno bocciatture eccellenti, ma non prendetevela troppo!
Tra i top, tante le sorprese! Non posso non esaltare il Papu Gomez, tornato a livelli eccellenti dopo l’esperienza in Ucraina; Saponara, il miglior trequartista del campionato; Bonaventura, un soldatino di qualità e quantità; il bosniaco Pjanic, decisivo come non mai; Zielinski, vero outsider di questo insolito centrocampo; Baselli e Allan, due delle sorprese più belle.
Infine “er bello de nonna” Florenzi, non è un terzino, non è un centrocampista, non è un attaccante esterno, non si sa bene cosa sia, ma io uno con un cuore, e un piede, così, pure in porta ce lo metterei.
Tra i più che sufficienti: Soriano, sempre più concreto; Birsa, un po’ di alti e bassi ma comunque decisivo; Marchisio, si vede poco e si sente tanto e Hamsik, meno goleador e più uomo squadra.
La lazio delude tantissimo anche in mezzo al campo. Felipe Anderson è un fantasma, Parolo sembra il Nocerino post Ibra e Candreva, nonostante qualche segno di risveglio, deve fare molto di più. Infine il Polpo Pogba, non me ne voglia nessuno, ma uno che vale 100 milioni non può pescare un jolly ogni tanto, e poi vivere di rendita per 4 o 5 partite. Da uno così mi aspetto qualità e concretezza.
Questi sono i top e i flop del centrocampo di Serie A.

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Gli attaccanti, gli uomini del gol, idolatrati o contestati a morte: al centro di tutto ci sono sempre loro.
Un po’ di suspence, partiamo dai flop questa volta!
Di Natale, Toni e Quagliarella sono le certezze che quest’anno stanno venendo meno, causa infortuni o colpa di uno scarso minutaggio, i numeri piangono. Berardi ha lasciato il segno troppe poche volte, per dirla fantacalcisticamente, più i malus che i bonus. In casa Lazio poco incisivo il trio di prime punte, come pure, a Trigoria, il promettente ma deludente, Iago Falque.
Saliamo di livello e diamo qualche bel voto, vanno bene gli attacchi delle medio piccole: Paloschi-Meggiorini (occhio a Inglese) e la coppia Dionisi-Ciofani hanno dato parecchie gioie ai loro tifosi. Maccarone segna e gioca bene, in netta controtendenza rispetto agli altri “vecchietti” che abbiamo dovuto bocciare. Risale la china Mandzukic dopo un inizio difficile, mentre il pescatore Bacca, tra alti e bassi, si dimostra un’ottima punta. Bene Salah che brilla in mezzo alle difficoltà della Roma e agli infortuni, e Pavoletti. A parte lo “spigoloso” finale, il ragazzo sembra davvero promettere bene, permettetemi il paragone: un piccolo Vieri.
Ilicic, punta anomala, entra di diritto sul carro dei migliori, assieme al suo compagno, ex Dnipro, Nikola Kalinic, la sorpresa più inaspettata di questo campionato. Dybala è la conferma più roboante, impressionante la facilità di adattamento di questo ragazzino; Eder è sempre più l’anima del Doria, un giocatore imprescindibile anche per Conte. Sul gradino più alto, non c’è neanche bisogno di dirlo, il Pipita: Gonzalo Higuain, re incontrastato di questa Serie A.
P.S. Maurito, non ci siamo dimenticati di te, cerchiamo solo di capire dove collocarti!

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E adesso smentiteci, ribaltate tutto quello che abbiamo scritto, sorprendeteci e fateci divertire come fate da sempre. Fateci stilare una nuova graduatoria suoi top e i flop. Come diceva, un pilastro della televisione italiana, Buon Campionato a tutti!

Paolo Bellosta

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