Infortunio Ribery, rischia due mesi di stop. Interminabile il calvario del francese

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Infortunio Ribery
Infortunio Ribery: rientrato il 5 dicembre nella trasferta di Monchengladbach, il francese si è fermato subito.
La sfortuna continua a perseguitare Franck Ribery. Quasi a volersi prendere gioco di lui, sul più bello la buona sorte ha voltato le spalle al campione francese, appena rientrato dall’infortunio che da marzo scorso lo aveva tenuto lontano dai campi per sei mesi. Giusto il tempo di riassaporare il campo, nell’incredibile sconfitta di Monchengladbach per 3-1 contro il Borussia, e tac: altro infortunio. Stavolta sembrerebbe trattarsi di un problema di natura muscolare che interessa l’area del quadricipite. Normale per un atleta di 31 anni, con la muscolatura particolare di Ribery, fermarsi per un risentimento dopo uno stop così lungo. Al rientro da questo tipo di infortuni è necessario effettuare una lunga e graduale fase di rieducazione e soprattutto riatletizzazione delle fibre muscolari più delicate delle altre, come quelle della coscia, sempre soggette a stiramenti e lesioni. E qui casca l’asino, perché c’è già chi in Germania ha visto in questa situazione l’imperdibile occasione per rialimentare l’aspra polemica andata in scena nella scorsa stagione in casa Bayern, ed avente ad oggetto il controverso rapporto tra entourage medico e staff tecnico del club bavarese.

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Infortunio Ribery: infiamma di nuovo la polemica con lo staff medico.
A fare scalpore in quella circostanza fu lo scontro a distanza tra lo storico medico sociale del Bayern, Müller-Wohlfahrt, una specie di santone al quale si rivolgono giocatori da tutto il mondo per risolvere i loro problemi, e Pep Guardiola. Il tecnico spagnolo aveva individuato neanche troppo velatamente nello staff medico il principale responsabile della sconfitta di Oporto (3-1 nell’andata dei quarti di finale di Champions League), causando la separazione di Müller-Wohlfahrt sulla base di una fiducia venuta improvvisamente meno in maniera insanabile. Si ricorderà l’epidemia di infortuni che ha colpito il Bayern nella seconda metà della scorsa stagione, risultata decisiva nell’economia delle sorti dei tedeschi nella massima competizione continentale. Thiago Alcantara, Javi Martinez, Alaba, Robben, Ribery, Schweinsteiger, sono solo alcuni degli elementi cardine di cui la squadra ha dovuto fare a meno nelle fasi decisive dell’annata. Una situazione grave che si è riproposta anche quest’anno: in questo momento sono assenti, e non da oggi, Benatia, Gotze, il solito sfortunatissimo Alaba, Bernat, Lahm e Robben, con l’olandese che gioca ad intermittenza da quasi un anno. Non che la responsabilità possa ricadere interamente sullo staff medico, ma è chiaro che un problema esiste e negarlo appare fuori luogo.

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Infortunio Ribery: c’è un problema infortuni al Bayern?
Alcuni dati riportati con estrema puntualità dalla Gazzetta dello Sport mostrano che la questione infortuni e lungodegenze va in scena in quel di Monaco da ormai due anni. Addirittura nella stagione 2013/14 il bilancio medio dei giorni di assenza degli infortunati raggiungeva livelli molto preoccupanti. Stime confermate dal terribile anno passato, il 2014/15, in cui si sono registrati 1927 giorni di assenza per una media di 69 giorni ripartita sui 28 elementi di cui si componeva la rosa del club bavarese. Nell’ultimo anno e mezzo, le due punte di diamante Robben e Ribery sono quelli che, assieme forse ad Alaba, hanno saltato il maggior numero di gare ufficiali. L’olandese non è stato a disposizione di Guardiola per oltre il 30% del totale delle gare ufficiali, il francese anche non scherza con un 31%. Praticamente una gara su tre per entrambi. Notizie che se da un lato preoccupano l’allenatore catalano e in generale l’ambiente di Monaco di Baviera, dall’altro lasciano soltanto immaginare la forza di questa squadra se e quando riuscirà ad avere tutti i suoi migliori giocatori a disposizione. Intanto il Bayern si può consolare con l’esplosione del giovane Coman e la piena affermazione del brasiliano Douglas Costa, il cui impatto nella nuova realtà è stato dei migliori andando probabilmente al di là delle più rosee aspettative estive. Oltre al prezioso innesto di Vidal, che non sta assolutamente facendo rimpiangere una bandiera come Schweinsteiger. Sarà un caso che i nuovi acquisti sembrano esser stati finora i meno colpiti da infortuni di una certa entità?

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