Inter perde la testa…e il giornalista gliela taglia

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta Segui

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Nell’ultima partita di campionato, nella fattispecie quella tra l’Inter di Roberto Mancini e una rediviva Lazio di mister Pioli, sono successe cose che voi umani…no, niente di cosi epico, normale amministrazione in casa nerazzurra. La conosciamo tutti, tifosi e non, l’abbiamo vista tutti e più volte, ma tutti siamo comunque sempre rimasti sorpresi dall’atteggiamento: d’altronde lo stesso inno della squadra col biscione, “Pazza inter amala”, dice proprio questo. L’Inter è una squadra pazza, che perde facilmente la testa in gare importanti o in momenti fondamentali della stagione, ma che sa come far fronte alle conseguenze di questo atto e prendere il meglio da un’occasione fallita.

Perché di questo si sente parlare spesso in queste settimane: l’Inter ha fallito il passo giusto per staccare il resto della combriccola, per dare al popolo nerazzurro il là e cantare “la capolista se ne va”. Ma non è cosi, né per l’Inter né tantomeno per questo campionato. Finalmente la Serie A italiana si dimostra divertente, a tratti perfino spettacolare, ma sempre e comunque inconoscibile. Se gli addetti ai lavori e non, hanno ipotizzato una corsa per lo scudetto che vede cinque squadre all’attivo in gara (ovviamente si parla di Inter, Fiorentina e Napoli, Juventus e la “rinata” Roma), altre voci hanno cominciato a parlare di un Milan di nuovo in gioco (almeno per un piazzamento in Europa).

Difficile dire cosa scriveranno le principali testate italiane a riguardo, certo che questa sosta natalizia serve più a noi scrivani che ai giocatori per riprendere fiato. Infatti, siamo noi che col fiato corto e le mani impallate, domenica dopo domenica, lanciamo ammonimenti, grandi miracoli e profonde delusioni. Siamo noi che diamo comunque spazio alla voce dei tifosi (vedi le tante testate ferme ormai da settimane sul rapporto non proprio idilliaco di tante tifoserie e delle loro amate società). Siamo noi che in questa Serie A Tim cosi diversa da quelle passate (quelle del dominio di una squadra sulle altre, si vedano Juventus e Inter pre-triplete), ancora non abbiamo capito nulla, al di là di logiche di mercato, giri eclettici del pensiero e noiosi ghirigori.

Forse abbiamo bisogno anche noi di una capolista che finalmente se ne va, di un punto fermo lì su tutte le altre dietro a rincorrere, di una squadra da eleggere campione prematuramente (campione di settembre, di ottobre, d’inverno, di primavera ecc…). Invece, questa Inter, cosi come in generale questo campionato, sono cosi indecifrabili che solo un uomo altamente saggio può trovare il coraggio di dire: “il saggio è colui che sa di non sapere”. E allo stato attuale del calcio italiano, molte sono le cose non sapute e non dette di questa Inter e di questa Serie A Tim. Una squadra dal ritmo incredibile che cade nel momento in cui deve dare il meglio di sé non può essere eletta regina, né d’inverno né d’estate. Un campionato cosi funambolico, che in ogni giornata lascia gioie e dolore, ha sortito l’effetto desiderato: la stampa italiana è ufficialmente pazza. E forse proprio per questo possiamo riscaldarci le mani e cantare, da veri tifosi, “pazza stampa amala”.

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