Intervista Zanetti Inter: “A Napoli grande consapevolezza”. Mercato: tra Ljajic, Telles e Jesus

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

 

zanettiIl vicepresidente dell’Inter Javier Zanetti si è concesso ai microfoni di Sport Mediaset per una breve intervista, nella quale si è soffermato sul momento attraversato dai nerazzurri alla luce della sconfitta di Napoli. In primo luogo a Zanetti preme manifestare la propria soddisfazione per la prestazione offerta dalla squadra al San Paolo, qualcosa di tutt’altro che scontato considerato lo svantaggio subito dopo appena 60″ e l’inferiorità numerica per l’intero secondo tempo, contro la squadra più in forma del campionato e nello stadio probabilmente più difficile da affrontare della serie A.

Intervista Zanetti Inter: “A Napoli grande carattere…”.
A Napoli la squadra ha dimostrato grande caratteresottolinea il dirigente dell’Inter, ha fatto un secondo tempo straordinario. Non era facile su un campo molto difficile come il ‘San Paolo’, in inferiorità numerica. I ragazzi ci hanno creduto fino alla fine“. La reazione della squadra all’espulsione di Nagatomo e al doppio svantaggio firmato da Higuain ha stupito la critica, che si attendeva comprensibilmente un crollo mentale da parte dei nerazzurri. Dall’inizio dell’anno, complici alcuni 1-0 non troppo convincenti e in generale una costruzione di gioco piuttosto latitante ed insoddisfacente, in molti hanno evidenziato l’inadeguatezza dell’Inter rispetto all’obiettivo di competere per lo Scudetto con squadre notevolmente superiori sotto il profilo della qualità. Non che all’Inter manchino giocatori di estro e talento, anzi, ma è innegabile che i ragazzi di Mancini abbiano finora badato più al sodo che alla spettacolarità.

Intervista Zanetti Inter: “Da Napoli a testa alta, ora si torna a vincere col Genoa”.
A Napoli, però, è arrivata una grandissima risposta tecnica oltre che mentale, con i nerazzurri capaci in 10 contro 11 di tenere il pallino del gioco e spaventare la squadra di Sarri fino all’ultimo nella ripresa. Per questo l’ex capitano nerazzurro ha inteso rimarcare la notevole dimostrazione di forza dell’Inter al San Paolo. Una prestazione che potenzialmente può costituire un’ulteriore spinta verso il raggiungimento di una continuità di risultati poggiante sulla consapevolezza della propria forza. In poche parole, quelle svolte che nell’arco di una stagione ti fanno comprendere pienamente di aver compiuto quel passetto necessario per diventare “grandi”. “Usciamo a testa alta – spiega Zanetti -, si è capito il nostro valore e se giochiamo così vinceremo tante partite. Adesso dobbiamo tornare al successo sabato contro il Genoa“, l’avvertimento lanciato dal dirigente nerazzurro, consapevole dell’urgenza di ricominciare sin d’ora a macinare punti per non perdere il treno di testa guidato dal Napoli.

Intervista Zanetti Inter: “In alto fino alla fine, grande lavoro di Mancini”.
La dimostrazione di forza del San Paolo, in parte inattesa, ha in qualche modo anticipato il momento di gettare definitivamente la maschera circa le legittime ambizioni di vertice dei nerazzurri. Checché ne dica Mancini, che continua ad ostentare prudenza a riguardo, l’Inter è ad oggi assieme al Napoli la più seria candidata a colmare il vuoto di potere lasciato aperto dall’eclissi della Juve, la cui rimonta appare quanto mai complicata considerato il novero delle squadre che la precedono in classifica. A Zanetti la parola Scudetto non fa quindi alcuna paura: “Mi auguro si possa restare in alto fino alla fine. Lunedì c’è stata una dimostrazione di consapevolezza delle nostre forze. Mancini sta facendo un grande lavoro, c’è un bell’ambiente e c’è grande spinta da parte dei nostri tifosi“.

Intervista Zanetti Inter: “Abbiamo tutti fiducia in Icardi, deve solo ritrovare il gol“.
In questo momento di comprensibile esaltazione, l’unico neo all’interno della gestione dello spogliatoio da parte di Mancini è quello legato al reparto attaccanti. Jovetic era partito molto bene realizzando tre gol decisivi per i 6 punti che hanno lanciato l’Inter in testa alla classifica ad agosto. Da quel momento in poi, il montenegrino ha vissuto un graduale calo di rendimento anche a causa del riproporsi di quei fastidi di natura muscolare che ne hanno a lungo condizionato la carriera e la sua definitiva esplosione. Se per l’ex attaccante del Manchester City la condizione fisica può almeno in parte spiegare la parziale retrocessione nelle gerarchie del tecnico, completamente diversa si presenta la situazione di Icardi. Il centravanti argentino non è più a suo agio nel vestito che il tecnico ha cucito addosso alla sua Inter per questa stagione. Il Mancio chiede grande movimento ai suoi attaccanti, chiamati a svariare lungo tutto il fronte offensivo con la capacità di attaccare gli spazi e giocare palla a terra con i compagni, consentendo alla squadra di alzare il baricentro in maniera armoniosa. Sotto questo profilo, è innegabile, Icardi deve crescere molto, ma Zanetti non ne fa assolutamente un dramma.

Intervista Zanetti Inter: “Momenti così possono capitare ad un attaccante. Mauro deve stare tranquillo, ha la fiducia di tutti in società e in squadra. Sono sicuro che tornerà a segnare con continuità e non smetterà più. La fascia non è un problema, Mauro ha personalità. Ma è giovane e deve fare il suo percorso. Essere il capitano dell’Inter è motivo di grande orgoglio“.

MERCATO:
Intanto si rincorrono indiscrezioni sul mercato dei nerazzurri, dopo che il direttore sportivo Piero Ausilio e soprattutto il presidente Erick Thohir hanno alimentato a più riprese le speranze dei tifosi. Tanti i nomi che gravitano attorno all’orbita nerazzurra, dagli esterni Candreva e Feghouli sino ai registi Biglia e Pirlo, passando per gli attaccanti argentini Lavezzi e Calleri.
E’ però di oggi la notizia lanciata dal Corriere dello Sport secondo il quale l’Inter dovrà ben presto effettuare una scelta sul riscatto di uno tra Alex Telles ed Adem Ljajic. Il primo è arrivato in prestito dal Galatasaray sino a fine stagione per 1,3 mln di euro, con riscatto fissato ad 8,5; per il riscatto del serbo, invece, l’Inter dovrà versare nelle casse della Roma proprietaria del cartellino la cifra di 11,5 mln, dopo aver corrisposto 1,75 mln per il prestito annuale. In base a quanto si legge sul quotidiano romano, l’Inter sarebbe chiamata a scegliere entro fine stagione quale tra i due predetti calciatori meriti maggiormente un investimento per l’acquisto a titolo definitivo.

La scelta è meno semplice di quanto poteva apparire sino a poche settimane fa. Mentre il brasiliano si è inserito prontamente nel ruolo di terzino sinistro, mettendosi in mostra con alcune prestazioni convincenti che ne hanno segnalato la maggior propensione offensiva rispetto a Nagatomo, Ljajic ha incontrato notevoli difficoltà nella prima parte di stagione. L’ambientamento del serbo è stato più complicato del previsto: arrivato in chiusura di mercato per completare il reparto d’attacco con un giocatore che sapesse agire partendo dall’esterno, in linea con i desiderata di Mancini, l’attaccante balcanico ha vissuto i primi due mesi quasi da separato in casa. Sporadiche se non rare le presenze in campo, il tutto condito da un atteggiamento sbagliato in allenamento ancor prima che alla domenica, che gli alienato le simpatie del tecnico. Nelle ultime settimane, però, Ljajic ha dato il via all’operazione riscatto, conquistando la piazza a suon di prestazioni positive. Il cambio di rotta in termini di mentalità impresso alla propria stagione da parte di Ljajic, è passato tutt’altro che inosservato sulla panchina nerazzurra, con Mancini che ne ha elogiato più volte l’attitudine alla fase difensiva denotata in campo con spirito di sacrificio, oltre che le indiscusse qualità tecniche. Il gol con cui ha riaperto la partita di Napoli ha infine suggellato il definitivo ritrovamento del giocatore ai massimi livelli, dopo aver smaltito le scorie dell’avventura romana, iniziata e finita forse nel peggiore dei modi.

L’ago della bilancia, alla luce delle urgenze di natura finanziaria presentate dalle tormentate casse del club nerazzurro, potrebbe essere proprio quel Juan Jesus che tanto piace alla Roma. Spostato inizialmente nel ruolo di terzino sinistro, il brasiliano si è gradualmente visto chiuso anche nel ruolo che aveva ricoperto a più riprese l’anno scorso. Telles, D’Ambrosio e Nagatomo vengono costantemente preferiti da Mancini all’ex Internacional, e le necessità di rinforzamento del club giallorosso nel reparto arretrato potrebbero spianare la strada verso un accordo che coinvolga il riscatto di Ljajic oltre al trasferimento di Juan Jesus nella capitale.

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