La cura per Mourinho

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso

Leicester-v-Chelsea

Quando uno ti sta sulle palle, non c’è niente da farci: lì è e li resterà.
Ripercorriamo brevemente la vita di due persone che si stanno sulle palle ma che da bravi signorotti british si stringono la mano, ogni tanto si fanno complimenti approfittando del clima natalizio, ma sotto sotto l’uno vedrebbe molto bene licenziato l’altro e viceversa.

Ripercorriamo brevemente: Claudio Ranieri e Jose Mourinho non si sono mai amati più di tanto. Anzi. Ai tempi di Juve-Inter il portoghese vinceva a mani basse e infieriva sull’avversario, poi l’italiano andò alla Roma e diede del filo da torcere allo Special: il risultato fu sempre lo stesso e Mou attaccò Ranieri durante l’anno dicendogli che era uno che piangeva sempre oltre che un vecchio. Poi quando il buon Claudio divenne allenatore dell’Inter, Mou, che all’Inter è una divinità, lo chiamò per rincuorarlo e augurargli buona fortuna: la sincerità di questo evento è un particolare che tendiamo a non analizzare.

Ieri sera i due si sono incontrati: com’è andata? Avete presente In Treatment, la serie di successo degli ultimi anni dove uno psicoterapeuta fa parlare i suoi pazienti in cura? Ecco, noi abbiamo immaginato questo scenario tra il buon Giovanni Mari e il paziente celebre Jose Mourinho.

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P: Buongiorno, chi è lei?
J: Chi sono io? Chi sei tu in caso! Io sono lo Special One, Jose Mourinho. Mai sentito dire?
P: No mai.
J: E’ evidente che non capisci niente tu. Il sono il miglior allenatore al mondo.
P: E allora perchè sei qui? Se sei il migliore che problema dovresti avere?
J: Beh, recentemente le cose non stanno andando bene.
P: In che senso?
J: Al Chelsea, dove alleno io, va tutto storto. In campionato siamo in piena zona retrocessione, tutti mi rompono perchè me la sono presa col medico sociale (avevo ragione io dottore, Eden stava solo perdendo tempo, e poi se il medico era maschio già tutti se l’erano dimenticato), la squadra non mi segue, e poi ieri sera…
P: Cosa è successo ieri sera?
J: Non ce la faccio..
P: Dai si sforzi Jose, dica…
J: Ieri sera ho perso con Ranieri!
P: E chi è Ranieri?
J: Dottore, ha presente uno che le sta sulle palle?
P: Certo, di tutti gli psicologi che ci sono in giro neanche immagina lei, Jose, quanti me ne stanno sulle palle a me. Ma cosa le ha fatto sto Ranieri?
J: Tutto risale ai tempi dell’Italia: io ero all’Inter e lui alla Juve. Juve e Inter non si possono vedere: io vincevo e lui rodeva. E io lo prendevo in giro. Poi lui è andato alla Roma: io ho vinto comunque e lui ha perso. E ho continuato a prenderlo in giro dicendogli che piangeva sempre e che era un vecchio. Poi quando me ne sono andato al Real, lui è andato all’Inter: l’ho chiamato augurandogli buona fortuna.
P: Oh, ma che bel gesto. Bravo Jose!
J: Ma quale: io l’ho chiamato per dirgli che tanto non avrebbe fatto mai quello che ho fatto io. E infatti l’hanno cacciato.
P: Lei è veramente cattivo Jose: ma ieri sera?
J: Ci ritroviamo di fronte: l’uno contro l’altro. Noi stiamo giocando male, i miei sono fuori forma: i suoi invece sono una bomba. In pratica lui ha preso sta squadretta che l’anno scorso si è salvata solo perchè segnava sempre il mio amico Cuchu (Cambiassso, ndr): hanno acquistato un pò di giocatori quasi sconosciuti e ora sono primi.
P: E com’è andata?
J: Hanno vinto loro! 2-1! Pensi che ha segnato anche uno, tale Vardy, che un pò di anni fa hanno preso dai dilettanti e ora segna sempre. Ma si rende conto? E io faccio spendere i miliardi per Diego Costa e Falcao che non azzeccano una!
P: E tra lei e Claudio?
J: Dapprima ci siamo salutati come due normali persone, poi dopo ci siamo abbracciati.
P: Oh, che bellini…
J: Bellini un corno: ha fatto la stessa faccina che faceva a fine partita quando allenava al Roma e non gli davano i rigori.
P: Josè ma lei non è mai contento!
J: Io sono lo Special One. Nessuno può consolare me. Sono io che (falsamente) devo consolare tutti quelli che perdono contro di me. Non gli altri. (Urlo isterico)
P: E ora che farà?
J: Non so, i miei giocatori non mi seguono. Mi hanno tradito. Non fanno quello che chiedo. In campo sono lenti e subiscono senza battere colpo. Diego Costa è obeso, Hazard è un fantasma, William segna solo in coppa, Terry non ce la fa più, sto Begovic è una schiappa. Mi aiuti dottore!
P: Farmaci?
J: No, nel calcio non si può. Mi manca solo l’antidoping…

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Riuscirà lo psicoterapeuta a trovare una cura ai mali di Jose?
E Jose, a sua volta, riuscirà a risollevare il suo Chelsea? Lo scopriremo nelle prossime puntate…

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Ecco l’abbraccio tra i due.

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