La Roma scopre Umar Sadiq

Pubblicato il autore: lorenzo caruso

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Che il calcio sia uno sport strano, non lo scopriamo di certo oggi ma accaduti come quello di ieri pomeriggio allo Stadio Olimpico di Roma non fanno altro che confermare questa tesi. Prendi una squadra in un periodo di netta difficoltà, una Curva Sud vuota, un allenatore che, a sentire le voci che circolano, è ormai in bilico sul filo di un rasoio, prendi inoltre i dati legati alle ultime prestazioni, la difficoltà a rendersi pericolosi sotto porta ma ancor di più, la mancanza di una trama di gioco che si possa chiamar tale. Considera il risultato di 1 a 0 momentaneo sul Genoa, con gol dell’instancabile Florenzi, arrivato su un rimpallo favorevole, dopodiché non prendere in considerazione quasi più nulla, se non un ” Fuck off ” sparato in faccia all’ arbitro da Edin Dzeko per un rigore negato, frase questa, che costa, all’attaccante bosniaco, l’espulsione al 75° minuto di gioco, sul risultato di 1 a 0 in favore della squadra capitolina. In una cornice del genere, magra e quasi avvilente, immaginare di ” capare ” dal mazzo, una carta se non vincente, quantomeno fortunata, sembra quasi impossibile ma come detto, il calcio è strano, capace a volte di raccontarci una storia quasi inverosimile ed è proprio ciò che succederà di lì a poco.
E’ in corso l’82° minuto di una partita sinceramente scialba, tra due formazioni, il Genoa e la Roma, reduci da una cocente eliminazione dalla Coppia Italia, rispettivamente contro Alessandria e Spezia, la prima, squadra di Lega Pro, la seconda invece, formazione della serie cadetta. Come detto, i giallorossi sono in 10 uomini a causa dell’espulsione di Edin Dzeko per frasi ingiuriose rivolte all’arbitro. Dalla panchina, il tecnico Rudi Garcia ordina al giovane attaccante Umar Sadiq di tenersi pronto perché è arrivato il suo momento; il quarto uomo alza la tabella luminosa ed ecco qui che appare il numero 11, Mohamed Salah. L’egiziano si avvicina alla linea laterale del campo in un mix di applausi e fischi per un cambio un pò inaspettato, molti infatti, probabilmente, causa il risultato ancora precario, avrebbero immaginato l’entrata di un giocatore più difensivo. Così non è. Entra Sadiq, numero 97, proprio come il suo anno di nascita. Sì, avete capito bene, 1997, cioè 18 anni. Una stazza fisica già importante per la sua età, aiutata sicuramente da un’altezza, anch’essa non indifferente, vale a dire 1.92 m. Quella di ieri non è la prima apparizione tra i grandi del giovane attaccante nigeriano, che aveva già accumulato qualche minuto in Serie A, esordendo nel 2 a 2 fuori casa contro il Bologna. E’ chiaro però che i riflettori sul giocatore, abbiano cominciato ad illuminarsi proprio dopo il match contro il Genoa, più precisamente al minuto 89′, quando, su cross di Vainqueur dal limite destro dell’area di rigore, il pallone, avvicinandosi sempre più verso la porta difesa da Perin, incappa sulla testa proprio di Umar Sadiq, lasciato solo nel bel mezzo dell’area. Inzuccata potente e precisa che vale il 2 a 0 per la Roma e la prima grande gioia al giovane bomber della Primavera giallorossa, prelevato lo scorso Luglio, come il caso vuole, proprio dallo Spezia, squadra che in settimana ha estromesso la Roma dalla rincorsa alla Coppa Italia.
A volte è proprio vero, anche nel cemento può nascere un fiore e forse ieri il giovane Sadiq ha mostrato, nel grigiore attuale, il suo primo petalo. Ora sta a lui e a noi non farlo appassire. In bocca al lupo Umar.

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