Lazio in crisi: è già pronto il dopo-Pioli

Pubblicato il autore: cdistefano

Lazio in crisi
Le lacrime amare del capitano Biglia inquadrano una Lazio in crisi e fotografano, meglio di tante parole, la frustrazione dello spogliatoio laziale.

La perentoria sconfitta interna di venerdì sera contro una rinata Juve ha reso palese il nervosismo  che serpeggiava da settimane all’interno della squadra.

Gli ultimi risultati negativi dei biancocelesti, nonostante l’alibi dell’ infortunio del fondamentale De Vrij e complice il periodo no di Klose, hanno evidenziato una manifesta fragilità psicologica dei giocatori.

La posizione del patron Lotito – ieri protagonista di una reazione stizzita ai cori di critica intonati dai pochi tifosi allo stadio – non fa che confermare quella che ormai appare una tendenza di una intera società che sembra non riuscire a metabolizzare le sconfitte e a ripartire.

Il clima nello spogliatoio del resto appare teso già da alcune partite, complici alcune scelte spesso inspiegabili di Pioli come l’esclusione di Keita dall’ undici iniziale. A complicare le cose l’apparente crisi di Candreva, privato della fascia di capitano in favore di un Biglia in rinnovo contrattuale. Anche Felipe Anderson, incoronato tra le stelle del campionato solo lo scorso anno, sembra aver perso quelle qualità che avevano incantato i tifosi e giornalisti.

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La disfatta del Derby è dunque solo la punta di un iceberg che ha fatto emergere alcune criticità interne ancor più aggravate, se possibile, dallo sfortunato incidente occorso in settimana alla stella del centrocampo biancoceleste Lulić.

Un nervosismo che abbiamo avuto modo di osservare anche ieri sera nel match contro la Juventus. La gomitata di frustrazione di Radu sull’ex Lichtsteiner è un’altra delle istantanee che fotografano il momento no della Lazio.

Pioli sembra non avere più in pugno squadra e singoli giocatori che appaiono decisamente demotivati e privi della lucidità necessaria per esprimere il tipo di gioco che rispecchia gli schemi e lo stile dell’allenatore parmigiano.

Nonostante la società abbia l’evidente responsabilità di non aver gestito il mercato in entrata in maniera oculata, non riuscendo ad allestire una rosa completa di sostituti all’altezza dei titolari, sembra che il capro espiatorio della Lazio in crisi possa essere anche in questo caso l’allenatore: ed è corsa a due per i possibili sostituiti.

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La reticente reazione di Marcello Lippi – che intervistato giovedì non confermava né smentiva un suo possibile ricollocamento su una delle due panchine della Capitale – è un segnale plausibile della fragilità della posizione di Pioli.

Lippi dopo l’esperienza in Cina sembra però non convincere troppo l’ambiente biancoceleste e il nome che circola con insistenza tra le stanze di Formello è quello dell’ex calciatore svizzero di origine turca ed ex allenatore del Basilea Murat Yakin.

Già accostato in precedenza alla società di Lotito, la giovane rivelazione della panchina, noto per aver battuto col suo Basilea Mourinho per ben due volte, appare una scelta di buon senso e in linea con una possibile idea di rinascita.

Si aspettano dunque entro la fine dell’anno, azioni per risollevare questa Lazio in crisi da parte di Lotito, un presidente che ormai si muove in un clima interno del tutto sfavorevole e davanti al silenzio assordante di una Nord in protesta e tristemente vuota.

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