Lazio: miracolo a Milano

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli

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A venti minuti dalla fine della partita di Coppa Italia contro l’Udinese di giovedì scorso, Stefano Pioli era praticamente esonerato dopo il gol del vantaggio friulano, oggi lui e i suoi ragazzi sono stati capaci di una vera e propria impresa: un miracolo a Milano! Proprio così dobbiamo chiamarla questa grande vittoria ottenuta stasera contro la capolista Inter, un 1-2 che non dice neanche tutto della partita praticamente perfetta fatta dai giocatori di mister Pioli. La Lazio era reduce da soli 2 punti nelle ultime 7 giornate ma la vittoria di giovedì scorso  con una rimonta in soli 11 minuti lasciava sperare che potesse rappresentare l’interruttore di nuovo su on, ma nessuno osava sperare in un’impresa del genere, anche perchè la Lazio che si è presentata a Milano stasera era in ogni caso priva di almeno 6 titolari. Partita praticamente perfetta e solo con una prestazione sontuosa potevi anche solo pensare di giocartela in casa della lanciatissima capolista che era chiamata anche a rispondere alle vittorie che nel pomeriggio avevano conseguito tutte le avversarie dirette. Fin dai primi minuti si è visto che i giocatori della Lazio oggi avevano l’atteggiamento giusto, pronti, reattivi, concentrati e subito capaci di pressare alti gli avversari. Al primo calcio d’angolo arrivava il primo acuto. Corner basso ad uscire dall’area di rigore di Biglia verso Candreva che trovava la perfezione assoluta nel colpire il pallone, che radente e rasoterra lasciava di stucco Handanovic. Gelo sugli spalti, nessuno poteva minimamente immaginare un avvio di partita del genere, tanto meno i non pochi tifosi laziali presenti nell’ultimo anello del Meazza. L’inter accusava il colpo, probabilmente non era in una giornata di luna buona, e la Lazio era praticamente perfetta nel contenere i tentativi avversari e poi cercare di ripartire. Candreva a destra, Felipe Anderson a sinistra guidata in cabina di regia da un sontuoso Biglia, permettevano alla Lazio di riproporsi sempre in avanti. La facilità di palleggio dei biancocelesti faceva girare a vuoto il centrocampo dell’Inter. La Lazio non sprecava un pallone, Konko, anche oggi schierato al posto di Basta ancora infortunato, interpretava una gara speciale, sempre preciso e attento in difesa ma sempre puntuale al duetto con Candreva. Il movimento di Matri in avanti a giocare di sponda impegnava entrambi i centrali dell’Inter mentre il serbo Milinkovic-Savic oggi finalmente ha interpretato alla perfezione quel ruolo da guastatore che Pioli sta cercando di cucirgli addosso dall’inizio dell’anno. Uomo ovunque, pronto ad aiutare il compagno in possesso palla, pronto ad andare in verticale, pronto a ripiegare per riformare subito la prima linea di difesa a centrocampo ma soprattutto prontissimo  a lottare su tutti i contrasti aerei, facendo valere come non mai il suo fisico. La Lazio così compatta e concentrata non ha mai rischiato nulla dalle parti di Berisha anzi sul finire del primo tempo ha avuto anche la clamorosa palla per andare al riposo con il doppio vantaggio dopo che una percussione di Anderson salvata in extremis da Murillo faceva carambolare il pallone dalle parti di Candreva che tutto solo metteva di poco alto il cucchiaio sull’uscita disperata di Handanovic. Il secondo tempo ci si aspettava una capolista a testa bassa invece la Lazio continuava con estremo ordine a disimpegnarsi senza correre alcun rischio. Poi però una palla apparentemente innocua recuperata da Medel a centrocampo veniva verticalizzata immediatamente per Perisic che di prima trovava il corridoio per lanciare Icardi che freddava Berisha in uscita. 1-1 al sedicesimo e ora ci si aspettava la vera Inter. Dentro Liaijc e Brozovic e Inter con il 4-3-3 mentre Pioli cambiava solo Matri con Djordevic. La Lazio ci crede non arretra di un metro. Continua a fare possesso palla appena ne entra in possesso facendo girare a vuoto gli avversari. Per un attimo ha provato l’arbitro Mazzoleni ad aiutare la capolista vedendo soltanto lui un retropassaggio di Radu verso Berisha quando il romeno sbagliando lo stop in piena area piccola dell’area di rigore tentava di addomesticare il pallone. La successiva punizione di seconda a non meno di 5 metri dalla linea di porta calciata da Telles veniva respinta dal muro laziale oggi in maglia bianca.

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MILAN, ITALY - DECEMBER 20:  Antonio Candreva (R) of SS Lazio scores his second goal during the Serie A match between FC Internazionale Milano and SS Lazio at Stadio Giuseppe Meazza on December 20, 2015 in Milan, Italy.  (Photo by Marco Luzzani/Getty Images)
Quando tutto lasciava presagire nella divisione della posta in palio, Felipe Melo pensava bene di franare sulla schiena di Milinkovic-Savic saltando scomposto di testa provocando un inutile quanto netto fallo da rigore. Candreva con la ribattuta esorcizzava anche il pararigori Handanovic. Lazio di nuovo in vantaggio. I minuti finali, compresi gli inspiegabili 8 (!!) di recupero, servivano solo per i cartellini rossi sventolati proprio ai due protagonisti dell’azione da rigore. Poi il triplice fischio sanciva il regalo di Natale più bello che i tifosi della Lazio potessero sperare. La Lazio incerottata di questi ultimi due mesi, andata già 3 volte in ritiro, con un allenatore in bilico ha compiuto il miracolo e ora può con più tranquillità, dopo la sosta, pensare di lavorare per risalire una classifica che la vede ancora molto attardata. Chissà che, dopo 3 autoreti in 16 giornate, sconfitte immeritate per decisioni assurde degli arbitri, tante partite giocate sottotono, quel rigore ribattuto da Handanovic proprio sui piedi di Candreva che ha così potuto regalarsi la doppietta personale ma soprattutto i 3 punti alla sua squadra, non siano proprio il segnale decisivo che forse la ruota ha decisamente girato il verso!
Buon Natale!

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