Roma-Bate e l’ennesimo becero coro anti-Napoli

Pubblicato il autore: Francesco Moscato

via-caracciolo
“Un giorno all’improvviso il Vesuvio erutterà,
e sta città de M…. col fuoco laverá
Colera e Salmonella 
Ma siete ancora qua,
Qual é l’epidemia che vi sterminerá?
Ale ale ale Vesuvio ale ale…”

Iniziamo così questo articolo, con queste orribili e deplorevoli parole, di un coro che gli ultras del Napoli, cantano dopo ogni vittoria, con i calciatori che al ritmo dei sostenitori battono le mani, a fine partita, festeggiando le vittorie. No, i tifosi della Roma, in piena crisi psicologica, invece di pensare alla loro squadra, d’essere vicini a loro, pensano di macchiare la loro dignità, con queste parole, che di divertente e di esaltante davvero non hanno niente. Ma ormai, che si parla a fare? Tutt’Italia, si riunisce quando c’è da infangare una città, ed un simbolo della natura conosciuto in tutto il Mondo. Pazienza. Si sa, la mamma degli scemi è sempre incinta. Il gemellaggio contro Napoli, trova riscontri positivi in ogni lato della Penisola. E vedremo se ci saranno sanzioni, che probabilmente si faranno attendere. Domenica, Napoli-Roma, sarà infuocata, già per l’appiccamento del fuoco dei tifosi della Roma. Non servono a niente le parole di riavvicinamento di Antonella Leardi, e del cantante romano Antonello Venditti, che si è detto pronto e disponibile per tenere lontano quest’odio, che è salito alle stelle dopo la tragica fine di Ciro Esposito.  Chissà se sarà festa nazionale quando il Vulcano, farà il tanto sperato dovere che tutta Italia reclama.

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