Lite Manolas Pjanic, caso Gervinho e Iturbe: dentro la crisi della Roma di Garcia

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista Segui

Lite Manolas Pjanic
Lite Manolas Pjanic, caso Gervinho e Iturbe: dentro la crisi della Roma di Garcia.
A due giorni dalla serata dell’Olimpico escono fuori ulteriori dettagli che rendono concisamente l’idea del momento quanto mai delicato attraversato dalla Roma. Il raggiungimento di un traguardo fondamentale dal punto di vista finanziario e sportivo, la qualificazione agli ottavi di Champions League che mancava dal 2010, sembra passare in sordina di fronte alle pieghe di una situazione ormai ai minimi termini per quanto riguarda il rapporto tra il tecnico, il presidente e la piazza. I primi segnali di nervosismo all’interno dello spogliatoio non hanno tardato a manifestarsi, ed i protagonisti sono tutt’altro che casuali. Se Kostas Manolas l’anno scorso era uscito dal campo discutendo in maniera animata con Morgan De Sanctis, stavolta il greco ha avuto un acceso battibecco con Miralem Pjanic. Evergreen, poi, il caso Gervinho, elemento per il quale Rudi Garcia continua ad avere una predilezione che presenta delle sfumature abbastanza controverse.

Lite Manolas Pjanic: manca dentro e fuori dal campo il trait d’union tra difesa e centrocampo.
Partiamo dal primo caso. Al triplice fischio della partita pareggiata per 0-0 contro il Bate Borisov, lo stadio all’unisono sommerge la squadra con una bordata di fischi, mentre i giocatori si avvicinano alla panchina e al tunnel degli spogliatoi per sincerarsi del risultato di Leverkusen, che garantirà il passaggio del turno ai giallorossi. Stando a quanto riporta la Gazzetta dello Sport, in quel frangente sarebbe iniziato il confronto diretto tra Manolas e Pjanic, avente ad oggetto la gestione del pallone in uscita dalla difesa negli ultimi minuti di partita, giocati in un clima surreale in cui onestamente appare normale aver cercato più che altro di badare al sodo portando a casa il risultato. Il greco avrebbe rinfacciato, probabilmente a ragione, le carenze dei costruttori di gioco della linea mediana nel venire incontro ai centrali di difesa per raccogliere il pallone ed infondere sicurezza alla squadra. Insomma, una discussione tattica incentrata sui movimenti di gioco, su quegli automatismi che in frangenti così delicati vengono inevitabilmente a mancare.

Lite Manolas Pjanic: all’intervallo o al termine della gara?
Fin qui nulla di strano, solo consuete e comprensibilissime dinamiche che si vengono a creare nell’economia di un gruppo in difficoltà di risultati, se non fosse che stando alla rosea la discussione tra i due sarebbe continuata fino all’interno degli spogliatoi su toni via via più alti, tanto da richiedere l’intervento di un dirigente e di alcuni compagni per riportare la situazione alla calma. Non è di certo un mistero che nel calcio possa anche capitare di mettersi le mani addosso tra colleghi, cosa peraltro non successa minimamente nel caso in questione, ma è chiaro che la Roma in questo preciso momento ha l’impellente necessità di ritrovarsi partendo dall’unità di intenti tra i più autorevoli esponenti tenici e temperamentali della squadra, di cui Manolas e Pjanic costituiscono senza dubbio due punte di diamante, colonne imprescindibili per i delicati equilibri tecnico-tattici trovati da Garcia negli ultimi due anni, seppur a corrente alternata.
Per dovere di cronaca, è utile precisare come sull’episodio non sia ancora stata fatta pienamente chiarezza, dato che altre autorevoli fonti parlano di un confronto avvenuto all’intervallo e non al termine della gara tra i due calciatori.

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Lite Manolas Pjanic: l’altalena prestazionale di Gervinho.
Poi il caso Gervinho, come detto tutt’altro che nuovo ad essere oggetto di polemica nella capitale. La sua parabola in giallorosso ha davvero del curioso. Autentico idolo nella prima stagione, quella degli 85 punti e delle 10 vittorie consecutive in apertura di torneo, nella quale l’ivoriano ha avuto un impatto straordinario sul calcio italiano e si è posto quale autentico leader tecnico della Roma. Tutto vanificato nella scorsa stagione, quando alcuni infortuni di troppo e la partenza per la “maledetta” Coppa d’Africa hanno impedito all’ala d’attacco di trovare la condizione fisica e mentale migliore, fattore fondamentale per un giocatore che fa delle qualità atletiche e dell’inerzia le armi più affilate per il suo gioco. Un’altalena ricominciata quest’anno, con Gervinho capace di far ricredere rapidamente i tanti tifosi giallorossi che lo avrebbero spedito negli Emirati per una cifra ben inferiore agli oltre 10 mln che sembra siano stati offerti, e rifiutati, nel mese di luglio. Cinque reti in campionato, accelerazioni devastanti ed una maggior attitudine al sacrificio per la squadra testimoniano il ritrovamento ad alti livelli dell’ex Arsenal e Lille Metropole, sanzionato dall’esultanza straordinariamente coinvolta dello stadio ( meglio, di quella parte occupata dello stadio) al 2-0 firmato nel derby contro la Lazio.

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Lite Manolas Pjanic: la gestione del recupero di Gervinho.
Qui entra in gioco Rudi Garcia, che se nella passata stagione aveva ingiustificatamente insistito sull’ivoriano schierandolo anche quando palesemente non presentabile dal punto di vista psicofisico, ha trovato nelle prestazioni di quest’anno ulteriore motivo per farne un elemento irrinunciabile nell’economia delle sorti giallorosse. Schierarlo sabato a Torino, anticipandone i tempi di recupero, appare difficilmente giustificabile con il parere dato dai medici: di rischio si trattava e pagarlo con l’uscita dal campo dopo una manciata di minuti di gioco ne è la logica conseguenza. Il tema è quanto mai delicato, sollevando ancora una volta i dubbi solo apparentemente sopiti di una carenza di comunicazione interna tra staff tecnico e medico.
Non è comunque detto che mercoledì sarebbe stato pienamente recuperato, però si sarebbe forse potuta evitare l’ennesima farsa che ha visto protagonisti Gervinho ed Iturbe nel pregara, con il primo che ha provato fino all’ultimo ad essere della partita per poi dare una pacca sulla spalla al compagno, facendogli capire che era il suo turno. Cose che solitamente dovrebbe fare un allenatore, non un giocatore, per quanto ci possa stare che i due si siano scaldati insieme attendendo il responso fisico dell’ivoriano.

Lite Manolas Pjanic: Iturbe è definitivamente perso?
Ciò che più lascia perplessi della vicenda, infatti, è la superficialità con cui si è ignorato lo stato d’animo di Juan Manuel Iturbe, giocatore che a suon di umiliazioni sta uscendo definitivamente dal progetto tecnico della Roma. Si obietterà come su questo non ci fossero ormai più dubbi, questo è vero, ma è chiaro come così facendo si stia riducendo ulteriormente e drammaticamente il residuale valore di mercato del giocatore, ancora accettabile fino a qualche mese fa. E’ veramente difficile comprendere la strategia con cui si è deciso di bloccarne la partenza a fine mercato, peraltro ampiamente pianificata ed allora imminente. Valorizzare, anzi, salvare un investimento di 25 mln di euro appariva sinceramente come una priorità per i giallorosssi. Decidere di trattenerlo a Roma nonostante gli arrivi di Salah e Iago Falque vuol dire dargli piena fiducia, per proteggerlo da un’ambiente che ha sviluppato un profondo scoramento verso la possibilità che l’ex Porto torni ad essere il giocatore ammirato a Verona. La recente affermazione all’Inter di Adem Ljajic, inoltre, desta più di una perplessità sulla reale opportunità di aver rinunciato al serbo invece che all’argentino, per di più cedendo il primo ad una potenziale (oggi concretissima) rivale e rinunciando a cedere il secondo al Genoa, dove un ambiente consono ed un maestro di calcio come Gasperini avrebbero potuto aiutare Iturbe a riprendere il percorso tecnico bruscamente interrotto a Roma.

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Lite ManolasPjanic: dov’è il valore aggiunto di Garcia per uscire dalla crisi?
La Roma è attesa adesso dalla complicata trasferta di Napoli, dove troverà una squadra affamata dopo la sconfitta di Bologna e pronta a capitalizzare il gap mentale che in questo momento separa le due compagini. Gervinho sarà tra i convocati, è probabile che Salah parta titolare mentre Florenzi verrà riproposto nel ruolo di terzino. Proprio il calo di rendimento dell’esterno di Vitinia, di solito ago della bilancia delle prestazioni offerte dai giallorossi, è rivelatore del momento vissuto dalla Roma, letteralmente dominato dalla paura, dal nervosismo e dalla rabbia. Starà a Garcia convogliare questi sentimenti negativi in un impulso positivo che spinga la squadra a reagire al San Paolo. Inutile ricordare come la fiducia della piazza nelle capacità dell’allenatore di far tirare fuori gli attributi al gruppo sia ormai definitivamente scemata. Oltre al fatto che per battere il Napoli di Sarri ed Higuain gli attributi senza le idee ed i principi di gioco potrebbero non bastare. L’impostazione della manovra, l’uscita fluida in disimpegno palla al piede, la costruzione di gioco in mezzo al campo, la lucidità nella fase di rifinitura: sono questi i problemi più evidenti ed urgenti della Roma, è qui dove da due anni a questa parte viene puntualmente a mancare il valore aggiunto del tecnico francese.

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