Livorno sempre più giù, dopo la sconfitta di Lanciano

Pubblicato il autore: Alessandro Paroli

Livorno

La caduta verticale sta assumendo le sembianze di un crollo totale. Il Livorno non c’è più e la sconfitta di Lanciano (doppietta di Marilungo per gli abruzzesi e gol di Bunino per i toscani) è servita solamente per aggiungere tristezza tra i tifosi amaranto alla fine di questo amaro 2015. Il Livorno di Mutti non c’è mai stato e, sperano in molti, non ci sarà, visto che è probabile che il 2016 porti in dote anche il suo esonero. Aldo Spinelli, presidente degli amaranto, si è già affrettato a dire che Mutti resterà al suo posto nonostante tutto, che è lui l’uomo giusto per guidare la riscossa del Livorno. Ma è sembrata una dichiarazione fatta “a caldo” per evitare di prendere decisioni in preda alla rabbia del momento.

Ormai i “difensori” di Spinelli a Livorno stanno sparendo tutti. Una volta, giustamente, tutti spinelliani; ora non se ne trova uno neanche con il lanternino. Perché se l’esonero di Panucci, ancorché inutile, poteva essere accettato, la scelta di Bortolo Mutti, fermo ai box da due anni e quindi fuori dal calcio che conta da troppo tempo, proprio no. E’ stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso della pazienza e della sopportazione dei tifosi del Livorno nei confronti di Spinelli. E confermarlo ora, nonostante tutto, sembra una forzatura troppo grande. Perché quel “nonostante tutto” è decisamente ricco di dati inquietanti per il Livorno e per la gestione Mutti: su 7 partite giocate, alla casella vittorie c’è un incoraggiante zero. Due i pareggi e cinque le sconfitte. Cinque i gol fatti e 14 quelli subiti. Quattordici! Nella virtuale  classifica delle ultime dieci partite, il Livorno è ultimo strascicato con 3 punti fatti. Anche se le cose stavano andando male, Panucci aveva lasciato il Livorno in settima posizione, ora gli amaranto sono in sedicesima piazza in piena zona play out. L’ex difensore di Roma, Milan, Real Madrid aveva comunque legato bene con l’ambiente amaranto e sembrava godere della fiducia dei suoi giocatori. Si può dire lo stesso di Mutti?

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Nessuno imputa a Mutti la totale responsabilità di questa situazione incresciosa per una squadra che negli ultimi 10 anni è stata tanto in serie A, arrivando fino agli ottavi di Coppa Uefa, e in B ha sempre fatto la sua figura, arrivando anche a dominare alcuni campionati. Ma Mutti è comunque parte del fallimento, come lo è ovviamente Spinelli e con lui tutta la società. Spinelli che ha perso ulteriore credibilità con le continue e non si capisce quanto veritiere voci sull’imminente cessione della società: un giorno vuole vendere, l’altro no, l’altro ancora il possibile acquirente è sparito. Comunque, cambiare allenatore ora, con la prospettiva di un periodo di sosta per ricaricare le energie e permettere a chi verrà dopo di avere un po’ di tempo per lavorare, è la scelta più coerente. Non tra una settimana, non a metà gennaio e non tanto meno aspettare un’altra partita. L’ambiente è palesemente sfiduciato, i giocatori corrono poco e male, ma sono gli stessi che a inizio stagione sembravano pronti per il grande salto. Ci vuole una scossa, ma una scossa vera. E Mutti non pare proprio in grado di darla.

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