Mancini intervista: “La Juve può rimontare come il mio City, Icardi farà 20 gol”

Pubblicato il autore: Edoardo Evangelista

Mancini intervista
Mancini intervista: “La Juve può rimontare come il mio City, Icardi farà 20 gol”.
A poco più di 24h dalla sconfitta di Napoli, Roberto Mancini si è concesso al Corriere dello Sport-Stadio per una lunga ed intensa intervista, nella quale ha sviscerato alcuni dei temi più interessanti legati attualmente al nostro calcio. Innanzitutto, la questione arbitri, con alcune decisioni che non sono affatto piaciute al Mancio. La rabbia per la doppia ammonizione di Nagatomo al San Paolo non è ancora sbollita, e Mancini intervista non fa nulla per nasconderlo: “Sì, la penso esattamente come ieri – afferma Mancini intervista sulla direzione di gara di Orsato -. Il primo di Nagatomo non era assolutamente un fallo da ammonizione e anche il secondo era un mezzo fallo perché Yuto non va diretto sull’uomo”.
Quella di lunedì sera è stata una partita che ha detto molto sulle legittime ambizioni dell’Inter a vincere lo Scudetto. “Il dispiacere per il risultato subito dopo la partita è forte, ma poi uno metabolizza e cerca di pensare solo alle cose positive”, il commento di Mancini intervista, che poi respinge l’argomentazione di Sarri, secondo il quale fino all’89’ non ci fosse stata partita sul piano delle occasioni da gol create: “Non mi risulta che sia andata così – il secco parere di Mancini intervista -. Il Napoli è stato bravo e Higuain ha fatto la differenza con un gol straordinario dopo un minuto. Passare subito in svantaggio ci ha messo in difficoltà nel primo quarto d’ora, poi la partita è stata normale ed equilibrata. Credo che la nostra sia stata una delle migliori prestazioni di questo campionato e le cose positive sono state parecchie”. Ci si aspettava una sofferenza maggiore da parte dell’Inter, soprattutto quando è rimasta in 10 contro 11. La risposta caratteriale, invece, è stata delle migliori, di quelle che lanciano un segnale al campionato: “A Napoli ci può stare di essere messi un po’ sotto – prosegue Mancini intervista -. Anzi, pensavo ci mettessero molto più sotto… Andare sullo 0-1 dopo 60 secondi ti scombussola, ma poi, a parte i primi 15′ in cui loro hanno tenuto più la palla, siamo stati bravi“.

Qualche errore individuale c’è stato, in particolare in occasione dei due gol subiti. Per Mancini, però, è stato bravo Higuain e non c’è margine per individuare nei suoi difensori la causa della sconfitta, anche a fronte della buona prestazione offerta nel complesso da Miranda e Murillo: “Sul primo c’è stata una svirgolata di Murillo, ma Higuain si è inventato il gol da campione. Sul secondo è partito nel momento in cui i nostri centrali stavano salendo perché ha capito che Albiol di testa poteva mettere la palla lì e poi ha calciato in diagonale. E’ stato lui che ha fatto la differenza, non i nostri errori“, conclude il ragionamento Mancini intervista.
Poi Mancini intervista torna brevemente sugli episodi arbitrali, pur precisando di non voler crearne un caso: “Non so, ma non voglio parlare di questo. Il mio discorso è più generale e riguarda anche tutte le altre squadre. Prima di cacciare un giocatore o di ammonirlo, il fallo deve essere davvero da ammonizione“, spiega Mancini intervista, memore anche della sua esperienza in Inghilterra, dove i cartellini gialli vengono utilizzati con minor schizofrenia che in Italia.

A proposito di Premier League, alla luce dei suoi trascorsi inglesi Mancini vede una situazione fluida al vertice della serie A, dove può succedere ancora davvero di tutto: “Il campionato, però finisce all’ultima giornata – ammonisce Mancini intervista -: dopo aver recuperato 8 punti a 6 giornate dalla fine allo United e dopo averne “mangiati” 9 alla Juve con la Lazio, ho imparato che nel calcio può succedere di tutto“. Per il Mancio la Juve è tornata, ed anche se a Roma con la Lazio dovesse steccare, lui si aspetta un’altra serie di vittorie che la riporti davvero a ridosso delle prime: “Sì e non mi ha stupito perché credevo che sarebbe tornare nel gruppo di testa – ammette Mancini intervista -. I 7 punti di distacco dal Napoli sono recuperabili perché magari allungherà la sua serie o ne farà un’altra così”. Nell’economia della lotta Scudetto, il fatto che Roma, Fiorentina, Napoli e Juventus siano realtà più consolidate rispetto all’Inter recente, potrebbe rivelarsi un fattore secondo Mancini intervista: “Napoli, Roma, Fiorentina e Juventus sono più attrezzate di noi perché giocano insieme da tanto tempo. La Juve ha cambiato tre pedine di un certo calibro, ma ha messo dentro 4-5 calciatori importanti, le altre si conoscono da più anni. Se saremo bravi a restare in alto fino in fondo, vedremo quello che succederà”.

Poi Mancini intervista si sofferma per un momento sulla situazione delle romane, alla luce di un’ambiente particolarmente caldo in una piazza che conosce profondamente: “La Roma è una squadra forte, ma Roma è… Roma. E questo vale per la Roma e per la Lazio. Un giorno sei qua (mima in alto, ndr), un giorno sei sotto il tavolo. Intendiamoci questa è la più bella città del mondo e ci sono stato benissimo per 7 anni – chiarisce Mancini intervista –, ma lavorarci per tecnici e giocatori non è semplice. Ciò premesso, i giallorossi sono in corsa piena per lo scudetto. Magari loro tra due giornate vinceranno a Napoli e noi conquisteremo i tre punti (a Udine, ndr)… Almeno trascorreremo unNatale di festa”, l’augurio di Mancini intervista. Ad essere in crisi, nonostante i fatti di Trigoria nella mattinata di ieri, sembra essere più la Lazio che la Roma. Una crisi strutturale e logica secondo Mancini intervista: “La Lazio lo scorso anno ha fatto tanto, forse troppo. Non si può sempre andare oltre il proprio limite“. L’exploit della Lazio di Pioli sembra simile a ciò che quest’anno sta facendo la Fiorentina, guidata da un allenatore ormai sulla bocca di tutti. Per Mancini intervista, però, non è tutto merito di Paulo Sousa: “La Fiorentina gioca bene, ma giocava bene anche lo scorso anno. Giocando insieme da tanto tempo, arriva un momento in cui le cose diventano automatiche. Ai viola sta accadendo adesso”, spiega Mancini intervista.

Poi torna sulla situazione del gruppo nerazzurro, soffermandosi sul momento attualmente vissuto da Icardi e Jovetic, entrambi esclusi dall’11 titolare per lo scontro diretto del San Paolo contro il Napoli: “Mauro è giovane ed è il classico attaccante da area di rigore che fa sempre 20 gol. Ha un tipo di gioco che necessita dell’aiuto della squadra, ma ha margini di miglioramento importantidice Mancini intervista, spendendo belle parole per il suo n.9, paragonandone la situazione a quella di un altro suo vecchio pallino, oggi alla Roma, ovvero Edin Dzeko -. Edin ha bisogno di tempo per capire il calcio italiano. In Premier si gioca in maniera più aggressiva, ma ti lasciano spazi. In Italia c’è più tattica. Vedrete che farà 20 reti. Come Mauro“, pronostica Mancini intervista. Poi su Jovetic dice che è “una punta tecnica ideale per l’Italia e la Spagna, ma in Inghilterra ha comunque vinto un campionato”, mentre sull’intesa con Icardi, ancora da affinare: “Hanno bisogno di giocare insieme 6 mesi e non è detto che bastino per trovare un’intesa“, afferma laconico Mancini intervista.

Chissà come sarebbe stato disegnato l’attacco dell’Inter qualora fosse arrivato il grande sogno di mercato del Mancio, quel Paulo Dybala che adesso sembra stia esplodendo in bianconero. “Dybala è bravo e ha un grande futuro perché è tecnico e veloce. E’ stato il nostro primo obiettivo“, rivela Mancini intervista.
A conclusione della chiacchierata, Mancini torna sulla polemica a distanza con Arrigo Sacchi, che nel suo tradizionale, recente ossequio al bel gioco ha puntato il dito contro l’Inter ed il Mancio, rei di sviluppare un calcio che ha definito “antico… con principi di gioco validi solo per il calcio italiano”. Questa la replica di Mancini intervista: “Non mi interessa fare polemica. Non c’è un depositario della verità nel calcio: non lo è Sacchi e non lo sono neppure io… Ognuno dà la sua opinione e tutte sono da rispettare.Come tecnico sono uno che guarda la realtà: se avessi Gullit, Van Basten, Maldini, Baresi, Donadoni e tutti gli altri campioni di quel grande Milan giocherei un certo calcio – la stoccata di Mancini intervista -, ma a disposizione ho un’altra rosa e quando affronto una formazione più forte che non posso mettere sotto perché ha più certezze ed è insieme da più anni, mi adatto. Sarebbe da fessi comportarsi in un altro modo. Una squadra cresce se fa i risultati anche all’inizio, quando non è al 100%. Rimanere attaccati alle prime può essere importante in vista della crescita futura“, spiega Mancini intervista in chiusura.

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