Marcello Lippi celebra Carlo Ancelotti

Pubblicato il autore: Luca Prete Segui

 

Marcello Lippi fa il bilancio in una intervista della stagione calcistica ormai agli sgoccioli parlando del suo futuro e di allenatori, dai più gettonati agli emergenti.
Si parte con Carlo Ancelotti, l’uomo delle cinque leghe europee, verso il quale, l’ex ct della Nazionale Italiana campione nel mondo del 2006, ha solo naturalmente parole di stime e ammirazione, definendolo non solo in più bravo in assoluto ma anche citandolo come colui che possa smentire a suo pare il tipico luogo comune che gli allenatori incidano solamente per il 20%, ma che uno della sua esperienza internazionale  (Chelsea, PSG, Real Madrid e l’anno prossimo il Bayern), e competenza possa davvero essere il fattore determinante per fare vincere una squadra già forte di partenza.
Marcello Lippi parla anche di Massimiliano Allegri evidenziano alcune similitudini con se stesso. Prima di tutto, l’aspetto anagrafico (entrambi sono arrivati alla Juve a 46 anni) ma anche caratteriali come la concretezza e una giusta dose di “durezza” nel lasciare in panchina più volte nomi importanti (tra tutti Alvaro Morata). Lippi si rivede in lui riguardo ad alcune scelte tecniche a scapito di giocatori nettamente più blasonati rispetto a chi sostituiva decise negli anni ’90, come per esempio, preferire un ragazzino di grande talento di nome Alessandro Del Piero a un totem come Roberto Baggio.
Il discorso verte poi su Pep Guardiola, difendendolo dopo Arrigo Sacchi, il secondo grande “rivoluzionario” del gioco del calcio, della filosofia del possesso palla apportata alle sua squadre e ovviamente alla capacità del catalano di imporsi anche al di fuori dell Spagna. Tuttavia, Lippi lo considera dietro ad Ancelotti al momento.
L’ex ct viareggino non dimentica i nuovi che avanzano, come Sarri, Sousa e Di Francesco. Riguardo al primo, Marcello Lippi ammira la sua velocità di adattamento on una piazza “calda” come quella di Napoli e la rapidità mostrata dallo stesso di stravolgere (sino ad ora in meglio) la squadra partenopea, conferendole solidità ma anche un buon gioco. La Fiorentina di Sousa è definita, invece, la compagine che mostra il miglior calcio, veloce e piacevole da vedere, mentre su l’ex tecnico del Sassuolo, Eusebio Di Francesco, Lippi critica soprattutto la squadra emiliana riguardo alla sua decisione di mandarlo via, un allenatore definito tra i più bravi nel dare una grande impronta di organizzazione nei club dove ha allenato.
Chiusure relativa alla sfida da quasi “mission impossible” , almeno sulla carta, che adottande la Juventus contro il Bayern Monaco negli ottavi di Champion League, definita dallo stesso Marcello Lippi molto dura ma con una Juve al top, fattibile. Quindi, lecito almeno di sognare per i tifosi della “Vecchia Signora”.

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