Mogli disperate e mariti sull’orlo di una crisi di nervi: lo strano destino degli allenatori

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso

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Il matrimonio: cos’è il matrimonio? Se guardi i vari forum che si pongono come obiettivo quello di rispondere a questa domanda, vedi solo risposte femminili. Per le donne è l’inizio di una nuova vita insieme, per sempre unite  all’altro, oltre che un coronamento d’un sogno d’ammmore (ho forse esagerato con le m? ): per gli uomini invece è un passo a cui sei stato costretto perché magari hai pensato bene di lasciarla incinta,  oppure perché la suocera (che comunque ti romperà gli zebedei per il resto della vita a pranzo la domenica e durante tutte le varie festicciole) ti ha intimato di muoverti visto che un fidanzamento non può durare settantasette anni, o perché magari ormai hai la bellezza di 40 primavere e la solitudine incombe su di te che probabilmente non sai manco partire la lavatrice e che mangi tonno ed insalate già fatte, o per qualsiasi altro motivo (evitiamo d’indagare a tal proposito per non urtare troppo la suscettibilità di voi che leggete) che riesce ad attanagliare l’essere umano maschile a quel dolce visino femminile capace di abbindolare anche il più cruento degli eredi di Ibrahimovic.  Chiaramente esistono pure i matrimoni felici, gioiosi, sereni…  come quelli della famiglia della Mulino Bianco.

Ma va bene, dopo aver attirato su di me la stima e la simpatia del popolo femminile che leggerà questo pezzo, veniamo al dunque: tutto questo preambolo, non ci crederete, ma centra col calcio. Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria, già in estate aveva detto che “scegliere un allenatore è come scegliere una donna,  prima ci si conosce, va tutto bene, felici, contenti, e poi col tempo…” : adesso, prima del match col Milan, ha ricordato a Mihajlovic che ha rotto il matrimonio con lui per il Milan e Berlusconi (che poi a pensarci bene non è manco la prima unione che salta, ma quello è un altro campo), che l’aveva tradito,  e che adesso però ha sposato il più bravo di tutti, Vincenzino Montella.

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Un Ferrero insomma sedotto e abbandonato, ma sempre innamorato: cancellato il serbo, (si dice che ogni volta che il buon Massimo faceva il provolone con la D’Amico e la Calcagno, Sinisa provava a casa le punizioni di sinistro contro di lui), adesso si pensa all’Aereoplanino. I due sembrano andare d’accordo, anche se Vincenzo pare abbia già preparato una lista della spesa abbastanza lunga per sistemare un po’ l’arredamento di casa Samp;  la coppia in ogni caso sembra salda, e il Presidente ha anche deciso di rinunciare ad un piatto per cui andava matto ma che purtroppo Montella non riesce a digerire: la bistecca fiorentina.

Il matrimonio è una cosa bellissima: chiedere per informazioni a Massimiliano Allegri. Lui ed Agnelli, assieme agli amici di coppia Marotta e Nedved, adesso, dopo le ultime quattro vittorie, vanno d’amore e d’accordo. Eppure anche per loro i momenti di crisi ci sono stati, soprattutto riguardo a delle pretese: Max chiedeva per l’arredamento prima Hamsik,  poi Oscar, poi Eriksen, poi Isco, poi Draxler: alla fine gli hanno preso Hernanes.  Oltre a queste incomprensioni  poi anche i giornali di gossip hanno fatto la loro mettendo in giro storie del passato: Allegri via, torna Conte. L’ex. Proprio lui. Lui che è più cattivo. Lui che ha più capelli. A lui che tutti vogliono tutti bene. Allegri è arrivato in finale di Champions perché ha sfruttato la squadra già fatta da Conte. Ad Allegri hanno preso Cuadrado: se prendevano Cuadrado anche a Conte vinceva l’Intercontinentale. Alla Juve serve grinta: Conte gliela dava, Allegri no. Conte non perdeva col Sassuolo, Allegri si. Conte vinceva lo scudetto con Quagliarella e Matri, Allegri ha Dybala e non lo mette. Allegri devi mettere Morata, no Mandzukic. Mandzukic segna? Sicuro gliel’avrà detto Conte di metterlo. La Juve ora vince perché è tornata a giocare come li metteva Conte.  Allegri  va dal consulente di coppia.

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L’amore è una cosa bellissima: lo sa benissimo anche Roman Abramovich, presidente del Chelsea dove siede in panchina Mourinho. Questo è un matrimonio che, volente o nolente però, deve durare: la casa (lo spogliatoio) è costantemente in disordine, Josè litiga con tutti, ha eliminato la pediatra dei bambini (la Carneiro, ndr) e il lavoro non va come deve andare. Il problema più grosso però è che il portoghese  ha un avvocato divorzista parecchio in gamba, e se il presidente russo decidesse di separarsi da Mou sarebbe costretto a pagare oltre 50 milioni di euro di alimenti. Meglio sopportare. Esattamente come Benitez, tecnico del Real: il suo presidente è uno facile, uno di quelli che ama cambiare sempre partner. Ne aveva trovato uno che andava bene a tutta la famiglia (Ancelotti, ndr): licenziato. Adesso Rafa deve armarsi di pazienza e resistere alle bizze di qualche calciatore un po’ più capriccioso oltre che magari ingozzarsi di pesce per la memoria (Cheryshev docet) anzichè sempre panini: ci riuscirà?
Almeno però, dobbiamo ammetterlo, i due non sono come quelle coppie che litigano in pubblico , davanti a tutti e che s’insultano pure: anche se, pure questo è amore. Si sa che l’amore non è bello se non è litigarello: a Maurizio Zamparini piace questo elemento.

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L’amore è una cosa bellissima: il matrimonio pure. Specie se dura.

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