Pioli: con la Juve l’ultima spiaggia?

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli

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4 punti nelle ultime sette partite. 1 punto nelle ultime 5.  Già 7 sconfitte dopo solo 14 giornate. Terza peggior difesa del campionato. Eccoli i numeri che inchiodano Stefano Pioli alle proprie responsabilità di non essere riuscito finora a ripetere il miracolo compiuto la scorsa stagione. Venerdì prossimo all’Olimpico arriva la Juventus Campione d’Italia in carica ed in grande ascesa per quella che potrebbe essere l’ultima spiaggia per l’allenatore emiliano. E’ chiaro a tutti che le responsabilità non possono essere solo le sue anzi, però in questi casi a pagare è sempre l’allenatore perchè una società non può certo mandare via una mezza dozzina di giocatori che stanno rendendo neanche la metà di quello che avevano fatto vedere la precedente stagione! Una stagione nata storta fin dal ritiro di Auronzo di Cadore, con un  gruppo di giocatori che per motivi vari, non sembravano più quel gruppo così unito da cantare l’inno della squadra al centro del campo di Napoli  solo qualche mese prima festeggiando la qualificazione al playoff di Champions League. Tutte le amichevoli prestagionali perse dovevano far suonare il primo campanello d’allarme. Le dichiarazioni di insofferenza di Biglia nella conferenza stampa prima della supercoppa di Shangai, l’assurda querelle per la fascia da capitano, promessa a Candreva, tolta a Radu per darla a Biglia. Il reintegro di Mauri a stagione iniziata non proprio la scelta preferita da alcuni. L’eliminazione cocente contro il Bayer Leverkusen che ha infranto i sogni di gloria di tanti giocatori che forse erano rimasti solo convinti da questa ultima possibilità, non ultima la mancata campagna rafforzamento di una rosa forse troppo sopravvalutata dalla società dopo il terzo posto acciuffato in extremis la scorsa stagione. Troppi i giovani arrivati da altri realtà. La squadra fin dall’inizio è sembrata lontana parente di quella bella, spigliata, coraggiosa che tanto aveva incantato lo scorso anno. Dopo la sconfitta in Champions sono arrivati i rovesci pesanti di Verona contro il Chievo e quello di Napoli, lì si è subito capito che sarebbe stata una stagione lacrime e sangue. A nulla è servito il primo ritiro ordinato dalla società: tante belle parole d’intenti, un mese di vittorie e poi questo tremendo mese di novembre, dove la squadra sembra aver staccato di nuovo la spina. Il mister in questo scorcio di stagione le ha tentate tutte per far riaccendere la scintilla nelle teste dei giocatori: cambio di modulo, atteggiamento tattico, bastone e carota ma il risultato alla fine è stato sempre lo stesso. Troppo fragile mentalmente la squadra, troppo arrendevole alla prima difficoltà. La Supercoppa, Leverkusen, il derby, partite decisive, importanti di questo inizio di stagione affrontate male e e perse peggio. Sembra abbandonato a se stesso con i giocatori che non sembrano più recepire nessun messaggio da parte dell’allenatore. A nulla è valso anche il secondo ritiro ordinato dalla società. Due imbarazzanti giorni di ritiro buoni per piegare la resistenza degli ucraini del Dnipro in Europa League per poi, dopo averlo sciolto e fatto tornare i giocatori al caldo delle proprie case, tornare a perdere l’ultimo lembo di faccia rimasto ad Empoli con un approccio alla partita e una prestazione complessiva, davvero inquietante. Il fantasma di Petkovic insegue oramai da vicino Pioli, troppe davvero le analogie con il secondo anno del tecnico attuale della Svizzera. Primo anno trionfale, ieri il 26 maggio e quella coppa storica contro la Roma, oggi il terzo posto finale e il playoff di Champions League e un secondo anno trasformatosi subito in un incubo, con il tecnico completamente avulsi dai giocatori. Lazio – Juventus nel gelo non solo atmosferica di venerdì sera potrebbe essere l’ultima spiaggia per Pioli, la società infatti, dopo aver cercato in qualche modo di difenderlo, inchiodando i giocatori alle loro responsabilità, sembrerebbe aver cominciato a guardarsi intorno. Un patto pare essere stato siglato tra le mura di Formello: tutti uniti per tentare di risalire in campionato, proseguire il bel percorso in Europa, unica oasi di felicità in questi primi mesi di stagione e poi a giugno liberi tutti quelli che sentono oramai “stretta” la piazza romana. Biglia potrà coronare il suo sogno madrileno, Candreva finalmente potrà ricominciare a sorridere tutti i giorni e non solo nelle parentesi “Azzurre”, Lulic andare a guadagnare quei soldi che crede di meritare e magari anche Felipe Anderson ritrovare la gioia tutta brasiliana che lo faceva andare con il vento palla al piede, da qualche altra parte. Con buona pace della gente laziale che ha visto ancora una volta infrangersi tutti i propri sogni sugli scogli di una società che non ha mai avuto voglia di sognare!

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