Roma, cartelloni contro i giocatori: “Indegni, senza palle”

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

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01/12/2015, I TIFOSI DELLA ROMA MOSTRANO IL LORO MALUMORE VERSO I CALCIATORI CON UNO STRISCIONE E DELLE CASSETTE PIENE DI CAROTE DAVANTI L'ENTRATA DEL CENTRO SPORTIVO F. BERNARDINI A TRIGORIA. (Foto Bartoletti)


Dopo le uova lanciate contro il pullman della Roma, si assiste a un nuovo atto della contestazione da parte dei tifosi romanisti contro i giocatori giallorossi, che dopo aver dormito in ritiro erano tornati a passare la giornate in famiglia. Lungo la via di Trigoria, la strada che da via Laurentina conduce al centro sportivo dove si allena la Roma, da stamani sono comparsi manifesti di insulti rivolti ai giocatori: “Noi romani e romanisti vi urliamo indegni. Ominicchi senza palle, solo la maglia”. Ce ne sono una decina, i calciatori contestati li hanno visti perché, dopo aver dormito al Bernardini in seguito alla festa di Natale, stamani hanno raggiunto le famiglie nella loro abitazione, prima di tornare al centro per l’allenamento di oggi pomeriggio.

 

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I manifesti di oggi sono soltanto l’ultimo atto di un clima che, a Roma, è da settimane incandescente (vedi anche la protesta parallela dei cugini laziali): prima le carote portate a Trigoria dopo la sconfitta contro l’Atalanta in campionato, accompagnate dall’eloquente “Buon appetito conigli”, poi i fischi allo stadio dopo il pareggio contro il Bate Borisov in Champions League (che comunque non ha compromesso il passaggio agli ottavi di finale per la squadra di Rudi Garcia), infine le uova lanciate contro il pulllman della squadra ieri sera al termine della cena-festa di Natale.

 

La protesta quindi non accenna a diminuire, e i tifosi non salvano nessuno, colpiscono di volta in volta la società e i calciatori, passando ovviamente per i dirigenti e l’allenatore francese, insomma sono tutti sotto accusa. E domenica all’Olimpico contro il Genoa, in attesa domani di sapere il contenuto delle dichiarazioni di Garcia in conferenza stampa alle 13, si prevede il minimo stagionale di spettatori con meno di 20 mila presenze: la curva Sud ha infatti invitato i sostenitori degli altri settori a rimanere a casa, e in molti sembrano orientati a farlo. E le parole del direttore generale Baldissoni, dette ad esclusivo uso e consumo degli sponsor alla festa di Natale (“le prospettive della Roma non sono mai state migliori di come sono in questo momento”), sembrano stridenti se paragonati all’atmosfera che si respira intorno al club.

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I manifesti contro i giocatori li ha visti anche il direttore sportivo della Roma Sabatini, che però ha lasciato Trigoria intorno all’ora di pranzo per un appuntamento con Gino Pozzo, proprietario del Watford, e Pierpaolo Triulzi, agente di Iturbe. I tre hanno discusso del futuro dell’attaccante, che la Roma non vorrebbe cedere a titolo definitivo. Si lavora sulla base di un prestito oneroso (un paio di milioni circa) con diritto di riscatto già fissato: per la Roma almeno 18 milioni, per il Watford non più di 15. In mezzo, anche il futuro di Ibarbo, ceduto in prestito proprio al club inglese nella passata estate ma incapace di affermarsi in Premier League: per lui, finora, si contano appena 3 presenze per un totale di 42 minuti giocati. A gennaio dovrebbe ritornare a Trigoria. Insomma un Natale amaro per la Roma e, se si sposta l’attenzione sull’altro lato sportivo della capitale, sarà un Natale amaro per l’intera città.

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