Roma, è ormai rottura tra Pallotta e la tifoseria

Pubblicato il autore: Giuliano Tufillaro Segui

ROME, ITALY - MAY 11:  AS Roma President James Pallotta (L) and General Manager Mauro Baldissoni look on during the Serie A match between AS Roma and Juventus at Stadio Olimpico on May 11, 2014 in Rome, Italy.  (Photo by Paolo Bruno/Getty Images)

Si è ormai giunti al punto di non ritorno. Le parole tuonate dal presidente della Roma Pallotta al termine della gara di Champions contro il Bate Borisov sanciscono la rottura insanabile dei rapporti con una tifoseria che non riesce più a sopportare di assistere a uno spettacolo così avvilente e pietoso quando la Roma scende in campo. La sofferenza degli ultimi minuti con cui la Roma ha resistito grazie alla buona sorte agli attacchi dei modesti ma volenterosi bielorussi( e loro sì che erano calciatori affamati) resterà impressa a lungo nelle menti dei tifosi increduli di fronte a quanto stava accadendo. Pallotta ha accusato i giornalisti e le radio di influenzare i tifosi che non sono vicini alla squadra e che è frustrante essere fischiati dopo un obiettivo raggiunto. Ieri pomeriggio il presidente ha tentato una goffa retromarcia, dichiarando di apprezzare i tifosi e di essere sulla loro stessa lunghezza d’onda. Tifosi che secondo il pensiero del presidente dovrebbero essere soddisfatti della qualificazione agli ottavi di Champions League( con una sola partita vinta su 6 e una differenza reti di -5: un autentico record di buona sorte) e gioire e acclamare una squadra che in campo non riesce a fare più nulla e si ritrova in costante balia di qualsiasi avversario, che sia il Barcellona e il Bate Borisov. Giocatori bloccati e che alle prime difficoltà si sciolgono come neve al sole, messi in campo in maniera dilettantesca, senza uno straccio di gioco o di organizzazione in nessun reparto, tanto che ci si chiede com’è possibile che giocatori così privi di personalità e di amor proprio non siano in realtà degli elementi estremamente sopravvalutati.
Per Pallotta quella di due giorni fa è stata una giornata surreale, caratterizzata dalla tarantella del ping pong di dichiarazioni del prefetto Gabrielli e lo stesso Pallotta, che si tiravano frecciatine a vicenda come in una sitcom poco divertente con tanto di risate preregistrate. Il tutto culminato con il mancato incontro del presidente in Campidoglio con il commissario straordinario della capitale Tronca, frutto forse di un’incomprensione o della solita scarsa organizzazione mostrata in vari casi dagli addetti alla comunicazione della Roma. La chiusura all’Olimpico in quella atmosfera è stata la ciliegina sulla torta. Forse qualcuno dovrebbe spiegare a Pallotta che non è vero che i giocatori lavorano duramente, come da lui sostenuto, se poi le prestazioni sono di questo livello, se la Roma ha una delle peggiori difese d’Europa, se viene surclassata sul piano del gioco da chiunque e se le uniche cose positive vengono prodotte da iniziative individuali. Forse Pallotta dovrebbe farsi qualche domanda sulla guida tecnica, che sta disperdendo un patrimonio tecnico importante, non sta facendo crescere i giocatori ed è brava solo a inventarsi scuse per giustificare la cronica incapacità di dare un senso logico alla squadra. Un utilizzo della rosa discutibile, con 5-6 giocatori utilizzati ininterrottamente dal tecnico e che stanno visibilmente in debito d’ossigeno. Guardando ai numeri, per la Roma è la quinta partita consecutiva senza vittoria( e, se si esclude il Barcellona, gli avversari non erano proprio di primissimo livello). La Roma ha per il momento limitato i danni, la vetta della classifica in campionato dista solo 5 punti, il girone di Champions è stato in qualche modo superato, ma se non c’è una scossa la sensazione è che il distacco potrebbe sensibilmente aumentare. Come successo l’anno scorso a gennaio, quando la Roma è andata incontro a una crisi tecnica e di risultati che sembrava non dovesse finire mai. Urgono interventi tempestivi sul mercato di gennaio e di ricomposizione dello staff tecnico se non si vuole buttare in mare l’ennesima stagione.

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