Serie A, il pagellone di fine anno

Pubblicato il autore: Nello Simonetti

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Il 2015 va in archivio. Un anno solare non privo di sorprese, sia nella sua fase iniziale (alzi la mano chi avrebbe mai previsto una Juventus capace di sfidare il Barcellona nella finale di Champions League a Berlino), sia in questa che ha dato inizio alla stagione 2015/2016 (un’ammucchiata simile con ben cinque squadre a contendersi lo scudetto nel brevissimo spazio di quattro punti non la si vedeva da tempo immemore). Di questi tempi si tracciano i soliti bilanci, proviamo a dare un voto alle squadre di serie A, con eccezione delle tre neo promosse, alle quali non è ovviamente possibile attribuirne uno sulla base di risultati conseguiti in competizioni diverse, con il nostro pagellone di fine anno.

Atalanta 7: Qualche problemino nella fase iniziale dell’anno, costata la panchina a Colantuono, le fa perdere mezzo voto, ma dall’arrivo di Reja alla guida degli orobici, i nerazzurri sono tornati ad essere la squadra ostica da affrontare per chiunque. Nella stagione in corso poi, Denis e compagni si sono addirittura superati, riuscendo a sfiorare addirittura la zona Europa. La brusca frenata dopo la bella affermazione di Roma ne ha leggermente ridimensionato le ambizioni, ma il voto resta comunque alto. PROMOSSA
Chievo Verona 7: La solita matricola terribile, capace di costruire in ogni stagione squadre all’altezza di una categoria in cui ben pochi avrebbero, a suo tempo, preconizzato una così lunga permanenza. Patron Campedelli spende bene le sue poche risorse ed i risultati gli danno ampiamente ragione. Anche quest’anno la salvezza si preannuncia come una pratica da archiviare con relativa semplicità, merito suo, dei suoi dirigenti, del tecnico Maran, e, ovviamente della squadra. PROMOSSO
Empoli 7,5: 
Altra bellissima realtà della nostra provincia. Se qualcuno aveva pensato che che l’exploit firmato Sarri lo scorso anno potesse essere soltanto un episodio e che quest’anno, complici i dolorosi addii dello stesso tecnico e dei vari Rugani, Hysaj, Valdifiori e Vecino, la retrocessione sarebbe stata inevitabile, deve rivedere le sue convinzioni. Il nuovo tecnico Giampaolo, ripescato addirittura dalla Lega Pro, ha saputo lavorare bene su quanto lasciato dal suo predecessore, valorizzando altri giovani, Zielinski su tutti, già al centro delle trattative di calciomercato. La classe di Saponara ha fatto il resto. Il record di quattro vittorie consecutive nelle ultime giornate del 2015 il fiore all’occhiello di una stagione, ad oggi, ancora più positiva della precedente. PROMOSSO
FIORENTINA 7: 
Da Montella a Paulo Sousa, la Viola non ha smesso di sorprendere. Quarto posto e semifinale di Europa League la scorsa stagione, secondo posto quest’anno ad un punto dall’Inter e raggiungimento (seppure con qualche affanno di troppo) dei sedicesimi di finale della seconda competizione continentale. La qualità del gioco la costante tra le due gestioni ed un futuro che si preannuncia roseo. PROMOSSA
GENOA 4,5:
Una delle più grandi delusioni, e non ci riferiamo solo a quest’anno. Preziosi continua a fare e disfare, ma se lo scorso anno, le buone intuizioni di Gasperini, bravo a valorizzare alcuni elementi (vedi Niang), hanno regalato un piazzamento onorevole, la stagione in corso rischia di diventare un calvario. La zona retrocessione è lì ad un punto di distanza ed ora il patron è costretto ad affidarsi di nuovo al mercato per rimediare ai suoi errori. Rigoni il primo tassello, ma è fondamentale ora non solo trattenere, ma anche recuperare il miglior Perotti per allontanare ogni rischio. La valutazione globale resta negativa. Bocciato
Hellas Verona 5: 
Il voto è la media tra il sei della prima parte, ed il quattro della seconda. Confermare la bella affermazione della prima stagione in serie A era oggettivamente impresa ardua, già lo scorso anno si capiva perfettamente che quella dimensione era inaccessibile per gli scaligeri, per giunta privati di alcuni dei pezzi più pregiati, ceduti nelle varie sessioni di calciomercato. La salvezza tutto sommato tranquilla arrivata a giugno aveva mantenuto positivo il bilancio. Era però lecito attendersi ben altro in questi ultimi mesi del 2015. L’addio al diesse Sogliano e la scelta di affidarsi a Bigon non è stata felice ed a pagare per tutti è stato Mandorlini, allontanato ad inizio dicembre in favore di Delneri. Il tecnico di Aquileia ha racimolato due miseri punticini nelle prime tre uscite, ma per la prima vittoria c’è ancora da attendere. La situazione rimane disperata. Bocciato
Inter 6: 
Anche qui il voto è frutto della media tra il quattro della prima parte e l’otto per la seconda. Mancini, subentrato in corsa a Mazzarri nella precedente stagione, nonostante una sontuosa campagna di rafforzamento operata già a gennaio, non è riuscito ad invertire la rotta nerazzurra, peggiorando anzi il già deludente score che aveva portato all’esonero di Mazzarri. Tutt’altra storia con l’avvento della nuova stagione. Campagna acquisti ben più importante e risultati che vanno oltre ogni più rosea aspettativa. Certo, le lacune di un organico forse non ancora pronto per lo scudetto ed i limiti di un gioco mai convincente, sono evidenti, ma già tornare in Champions sarebbe un ottimo traguardo per una squadra rinata dalle ceneri di una stagione disastrosa. PROMOSSA
JUVENTUS 8:
Scudetto, Coppa Italia, finale di Champions League persa con onore contro una squadra di un altro pianeta ed una Supercoppa italiana. Basterebbero questi risultati, ma il difficile avvio di stagione sembrava poter abbassare il voto al 2015 bianconero e ridar fiato alle altre pretendenti. Pura illusione. La squadra di Allegri ha ripreso a macinare successi, chiudendo l’anno con ben sette vittorie consecutive che l’hanno riportata a soli tre punti dal primo posto. Chi vuole vincere lo scudetto deve di nuovo fare i conti con la vecchia signora. PROMOSSA
Lazio 5,5: 
Un anno nato sotto buonissime premesse e conclusosi nel peggiore dei modi. La doppia vittoria di Napoli in Coppa Italia e all’ultima giornata dello scorso campionato, con annesso raggiungimento della finale della competizione tricolore e del preliminare di Champions avevano illuso un po’ tutti, da Lotito in giù. Poi ci ha pensato prima la Juve a spezzare i sogni di conquista di almeno un trofeo, tra la stessa Coppa Italia e la conseguente Supercoppa, poi il Bayer Leverkusen a chiudere ai biancocelesti le porte dell’Europa che conta. In mezzo, un disastroso avvio di campionato che ha visto il tecnico Pioli addirittura vicino all’esonero. La bella, quanto inattesa vittoria di Milano ed il superamento sia del girone di Europa League, sia degli ottavi di Coppa Italia ai danni dell’Udinese hanno reso meno amaro un bilancio comunque non positivo. BOCCIATA
MILAN 4:
Di gran lunga la peggiore squadra del 2015. Reduce da due stagioni negative (eufemismo), aveva l’obbligo di riscattarsi, soprattutto in considerazione del fatto che Silvio Berlusconi non aveva esitato a riaprire il portafogli per consentire a chi di dovere di costruire una squadra in grado di compiere il salto di qualità (leggasi ritorno in Champions come obiettivo minimo) dopo le delusioni del recente passato. Il risultato, nonostante i quasi cento milioni investiti sul mercato, è stato però un minimo miglioramento verso una posizione che, al momento, garantirebbe solo un posto in un preliminare di Europa League. Nè si intravedono potenzialità tali da invertire il trend e consentire di raggiungere le cinque di testa. Mihajlovic, a cui è stata affidata la squadra dopo il benservito dato in estate ad Inzaghi, è finito, come il predecessore sulla graticola, e probabilmente, a fine stagione, gli toccherà lo stesso destino. Peccato che, pur volendo attribuire alla guida le giuste responsabilità, la proprietà eviti accuratamente di porsi qualche interrogativo su chi ha investito le ingenti risorse messe a disposizione durante il mercato estivo…
NAPOLI 6,5: Sufficienza superata ampiamente grazie allo straordinario lavoro di Maurizio Sarri, capace in poche settimane, di ridare linfa a diversi calciatori divenuti, sotto la gestione Benitez, l’ombra di se stessi. Un mercato intelligente e la bravura di De Laurentiis nel tenere forte il timone della barca, quando, ad inizio di campionato, i risultati non arrivavano, hanno fatto il resto. La parte iniziale del 2015 pur non regalando i risultati sperati, aveva visto un Napoli protagonista ovunque, in campionato, dove è arrivato ad un calcio di rigore dal terzo posto, in Europa League, la cui finale è stata negata soltanto da due discutibili arbitraggi tra andata e ritorno ed in Coppa Italia, eliminata, anche qui in semifinale, da una Lazio capace di espugnare il San Paolo con Lulic. Il meglio dovrà ancora venire, la piazza sogna in grande, il bilancio del 2015 è positivo. PROMOSSO
PALERMO 5,5: 
Anche in questo caso, il voto è la media tra il 6 della scorsa stagione, quando i rosanero, guidati da un super Dybala, hanno concluso il campionato in maniera più che dignitosa, ed il cinque di questa, nella quale, Zamparini, come suo solito, ha provveduto ad un cambio in panchina, chiamando Ballardini al posto di Iachini. Le cose non sono migliorate granchè, la squadra naviga sempre nei bassifondi della classifica, ma l’ultima vittoria interna nello scontro diretto col Frosinone ha restituito un minimo di tranquillità, regalando un Natale un po’ più sereno alla piazza, anche dopo il brutto ko di Genova. La salvezza sembra un traguardo alla portata, il mercato sta già regalando qualche rinforzo all’allenatore, ma la valutazione complessiva dell’anno non può essere positiva. BOCCIATO
ROMA 5: 
Dopo il Milan, forse la più grande delusione dell’anno che sta per concludersi. Un 2015 quasi fallimentare per i giallorossi, cominciato con una disastrosa campagna acquisti di gennaio (quando sono arrivati i vari Doumbia, Ibarbo etc.) e proseguita con il lento declino in campionato, dove è stato a rischio persino il piazzamento in Champions, ottenuto più per demeriti altrui che per meriti propri, e la brutta batosta in Europa League ad opera della Fiorentina. Poi il mercato estivo, gli arrivi di Salah e Dzeko che le hanno restituito, complice il difficile avvio della Juventus, un ruolo da favorita, rapidamente abbandonato, in seguito ai deludenti risultati. La brutta eliminazione in Coppa Italia ad opera dello Spezia ha acuito i malumori della piazza che non ha lesinato forme di contestazione anche abbastanza dure. La nota positiva è che tutto è ancora aperto. Il primato dista solo quattro punti ed anche il mediocre cammino in Champions ha regalato comunque la qualificazione agli ottavi ed il suggestivo confronto con il Real Madrid. Troppo poco, urge una svolta. BOCCIATA
SAMPDORIA 5:
Massimo Ferrero, pittoresco presidente blucerchiato, è riuscito a distruggere in pochi mesi, quanto di buono c’era nella Sampdoria già durante la gestione Garrone. Un mercato al ribasso e l’esonero dell’incolpevole Zenga, subentrato in estate all’ottimo Mihajlovic, partito alla volta di Milano, i principali capi di accusa, dai quali si può pure facilmente spiegare la difficile situazione di classifica. La vittoria sul Palermo nel turno pre natalizio ha leggermente aggiustato le cose, ma non toglie l’insufficienza al 2015 blucerchiato. BOCCIATA
Sassuolo 6,5: 
Ormai non è più una sorpresa. Se non fosse per quei disastrosi quattro mesi nel primo anno di serie A, la squadra cara al presidente Squinzi avrebbe delle medie di rendimento ancora migliori. Il terzo anno di serie A sta regalando un’altra brillante salvezza e anche la prospettiva di lottare addirittura per un posto in Europa. Berardi e compagni sono al momento settimi, ma devono recuperare la gara interna con il Torino rinviata per nebbia. La possibilità di scavalcare il Milan al sesto posto è reale e concreta, come quella di restare agganciati al treno che porterebbe ad una storia qualificazione alla prossima Europa League. PROMOSSO
TORINO 6:
La bella cavalcata europea, nobilitata dall’indimenticabile trionfo di Bilbao, è il fiore all’occhiello di un 2015, per quel che concerne il campionato, senza infamia e senza lode. Ventura, nonostante la società gli abbia venduto quasi tutti i pezzi migliori nelle ultime sessioni di mercato, è riuscito a tenere la squadra in una zona medio alta della classifica, ma la brutta sconfitta patita nel derby di Coppa Italia ha scatenato la rabbia dei tifosi. L’anno non si è chiuso nel migliore dei modi e la prima trasferta del 2016, a Napoli, non promette nulla di buono, ma questo non deve autorizzare nessuna forma di disfattismo. L’anno che si sta chiudendo è quanto meno da sufficienza. PROMOSSO
UDINESE 5,5: 
Dov’è finita quella bella realtà della nostra provincia nella quale tutti i calciatori riuscivano ad esaltarsi portando la squadra sempre a ridosso delle primissime ed in qualche caso anche più avanti? L’Udinese dei miracoli stenta a ritrovarsi, purtroppo proprio in coincidenza con la ristrutturazione dello stadio Friuli, un piccolo gioiellino nella desolazione generale degli impianti italiani. I Pozzo ed il direttore sportivo Giaretta faticano a ritrovare le geniali intuizioni di un tempo ed i friulani, nonostante il cambio in panca tra Stramaccioni e Colantuono, non riescono a migliorare la già non positiva stagione scorsa. Un periodo meno brillante ci può stare, dalla gara con la Juve lo stadio sarà completamente funzionante, rilanciare le proprie ambizioni diventa doveroso. L’Udinese in zona salvezza non siamo proprio abituati a vederla. BOCCIATA

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