Cinque squadre in corsa per il titolo d’inverno

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

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Quest’anno si assiste a un campionato aperto come non lo era da anni e lo diciamo senza timori di alcuna sorta, senza tener conto delle proprie fedi calcistiche, senza guardare spasmodicamente la classifica, senza le gufate da tifoso e le speranze di exploit o di crolli in base alle proprie rose del fantacalcio. Non so voi ma da queste parti ci stiamo proprio divertendo. Non si assisteva ad un campionato cosi bello e aperto da parecchi anni. Talmente bello e aperto da assistere a una mini volata per il titolo di campione d’inverno a due giornate dal termine del girone di andata, con ben 5 squadre nel piccolo raggio di 4 punti.

Partiamo dalla capolista Inter, prima a quota 36 punti. A volte bella, altre brutta, ma sempre solida e vincente. Dall’inizio del campionato a oggi l’evoluzione della squadra nerazzurra ha compiuto passo passo il suo naturale corso  tanto che, una settimana, fa sembrava la squadra designata per tentare l’allungo decisivo, contando che il club non partecipa a coppe europee. Invece, l’Inter ridiventa bruttina, dopo il blackout contro una Lazio cinica e ben organizzata a San Siro, là dove la Fiorentina aveva interrotto la striscia perfetta di 5 vittorie su 5 gare, durante la primissima fase del campionato. Dopo la sosta, la combriccola del Mancio è attesa da due test insidiosi, a Empoli e col Sassuolo in casa. Il nodo più complicato da risolvere resta comunque il centrocampo, dove la coppia Melo-Medel ha dimostrato i suoi limiti e fatto emergere l’esigenza (per chi ancora non volesse vedere la lacuna li in mezzo) di un costruttore di gioco. Non a caso nel mirino c’è il laziale Biglia, uno dei migliori registi della Serie A. Punti di forza della squadra la forza fisica e la concretezza.

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La Fiorentina, a quota 35, dopo i k.o. con Juve (in campionato) e Carpi (in Coppa Italia) si sono rilanciati con il 2-0 al Chievo, partita senza storia. Le ultime due giornate dell’andata prevedono Palermo in trasferta e Lazio al Franchi: non esattamente due passeggiate, ma finora la squadra di Paulo Sousa ha mostrato evidenti difficoltà solo contro le grandi. Bernardeschi è in stato di grazia, Ilicic ritrovato e Kalinic bomber: ecco i punti di forza.

A pari merito anche il Napoli, che è uscito dalla bolgia di Bergamo con 3 punti importantissimi: il feeling con la vittoria, smarrito dopo il 2-1 all’Inter, sembrava improvvisamente sparito. Invece la squadra c’è, e soprattutto con un Higuain cosi (16 gol in 17 gare di campionato), c’è e si vede. Per la volata d’inverno lo aspettano il Torino in casa e Frosinone fuori. Anche se probabilmente è la squadra col calendario più agevole, la squadra di Sarri è sembrata stanca e poco brillante. La sosta arriva quindi al momento giusto, per recuperare lo smalto necessario e tornare ad essere belli, oltre che vincenti.

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Poi, inaspettatamente, c’è la Juventus: se si pensa a qualche mese fa e alla situazione di classifica si può gridare al miracolo (piccolo intendiamoci). Il modo in cui la Vecchia Signora ha raddrizzato la partita del Braglia, dopo essere andata sotto con il gol di Borriello, dà la sensazione di una forza finalmente ritrovata. Dopo un inizio di esperimenti e risultati scadenti, Allegri è tornato al 3-5-2 e ha trovato in Dybala e Mandzukic la coppia giusta per comandare l’attacco bianconero (anche se Morata e Zaza scalpitano empre più). Il risultato è stato una Juventus che ha ritrovato la fame, capace di mettere in fila sette vittorie consecutive (record personale per Allegri). Le ultime due partite per la volata d’inverno sono in casa col Verona e la trasferta contro la Sampdoria di Montella (squadra sembrerebbe rigenerata). Ma la partita di Carpi ha dimostrato anche la debolezza di una squadra che ha molto ancora da fare per definirsi matura (vedi gli ultimi minuti della partita col Carpi e lo sfogo di Allegri versione Hulk).

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La Roma infine a 32 punti. Se la classifica e un certo equilibrio in difesa (tre gare consecutive senza subire gol) può far nascere un minimo di speranza, il resto è un pianto amaro: dalla panchina traballante di Garcia ai fischi e alle varie contestazioni dei tifosi, dalla manovra lenta e macchinosa vista anche contro il Genoa al caso Dzeko (centravanti perso nelle trame di un gioco forse poco adatto a un giocatore come lui), che salterà per squalifica la prossima gara contro il Chievo. Ultima partita di andata, la sfida con il Milan.

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