Un Duemila al Massimo : la cavalcata dell’Empoli di BigMac

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta

empoli, maccarone
Siamo all’inizio degli anni Duemila, campionato 2001-2002, l’Italia del pallone si prepara al primo torneo iridato in terra asiatica, ancora inconsapevole di chi sia il signor Byron Moreno, mentre l’Empoli di BigMac arriva quarto e si aggiudica la promozione nella massima serie. Maccarone era già lì al suo posto, a segnare e a far sognare, primo giocatore della storia del club ad esordire in nazionale. Vicino a lui Totò Di Natale, 16 reti, e Ciccio Tavano, futuro compagno di scorribande, ancora agli esordi. Quest’ultimo viene dalle esperienze in C2 con Pisa e Rondinella, non disputa una stagione esaltante e timbra la prima marcatura contro il Cosenza all’ultimo atto: ultima tappa di una lunga cavalcata.
Maccarone saluta la Toscana, è un giovane di grandi prospettive, sceglie la Premier e abbandona la A, ancora prima di assaggiarne il sapore, alla Verratti insomma. L’Empoli anche senza il suo bomber non si ferma, Silvio Baldini raggiunge la salvezza e Totò vola in azzurro, l’anno dopo però si torna in serie B, e Di Natale approda al Friuli di Udine.
In Toscana non ci si demoralizza facilmente, i tifosi sono abituati a gustarsi attaccanti di razza e morto un bomber se ne fa un altro. E’ la volta dell’esplosione di Tavano: 19 reti in 42 partite, è un ottovolante di emozioni, di promozioni e retrocessioni, di grandi attaccanti.
La squadra raggiunge la salvezza e anzi sfiora l’Europa, il pastiacciaccio Calciopoli sconvolge il calcio italiano. Un boom di squalifiche e penalizzazioni porta un’altra provinciale, il Chievo, a giocarsi l’accesso all’Europa più bella, mentre l’Empoli accarezza per un attimo la Uefa.
Il 2006-2007 è un anno da sogno, un anno da record: quarti di Coppa Italia, 54 punti in campionato e accesso in Europa: il sogno dura poco perchè lo Zurigo caccia a casa la squadra di Cagni, anche a causa di un eccessivo turnover.
Il campionato non porta gioie, tutt’altro. Malesani viene chiamato nella parte centrale della stagione, aperta e chiusa da Cagni, la retrocessione è inevitabile e ancora una volta, Chievo docet, l’Europa non porta fortuna alle provinciali.
Cominciano gli anni neri dell’Empoli del nuovo millennio, la risalita alla serie A non viene centrata subito, nel 2008-2009 perde la semifinale playoff col Brescia, e dopo alcune stagioni altalenanti si arriva al punto più basso: la finale playout dell’8 giugno 2012, dal sogno serie A al rischio serie C.
All’andata finisce a reti bianche, al ritorno basterebbe un pareggio all’Empoli, che però al minuto 65 è sotto di due gol. Paolucci gela il Castellani, ma è una partita pazza e in otto minuti si torna al pareggio con le reti di Mchedlidze e Tavano, sembra che possa finire così, fino a 120 secondi dalla fine quando Paolucci va sul dischetto. Dossena, l’estremo difensore toscano, salva tutto e BigMac, ritornato nella sessione del mercato invernale, segna il punto del 3 a 2, a Empoli si esaltano con gli attaccanti, ma questa volta è un umile portiere di provincia a segnare la storia.
Scongiurato l’incubo retrocessione, si può tornare a sognare con Tavano, Maccarone e il nuovo gioiellino Riccardo Saponara. La stagione successiva, Maurizio Sarri, scelto come nuovo tecnico, perde la finale playoff, ma l’appuntamento è solo rimandato e nel  2014-2015 si torna in alto con il secondo posto finale.
Pochi credono nella banda di Sarri, l’inizio è difficile, i risultati sono altalenanti ma i punti sono quelli giusti per la salvezza, tutti vedono l’Empoli in serie B e si sbagliano di grosso. A gennaio torna Saponara e quando si torna a Empoli difficilmente si fa un flop: la squadra si salva e gioca bene, i vari Sepe, Croce, Valdifiori, Maccarone, Rugani, Hysaj, Saponara lasciano il segno.
L’anno successivo si riparte per una nuova avventura, e si comincia già con una sfida salvezza contro il Chievo. Sono numerosi le cessioni, tanti i cambiamenti, a cominciare dalla panchina dove non siede più il guru Sarri, ma Marco Giampaolo, tecnico che mai ha convinto pienamente.
Per l’esordio in campionato sceglie questi undici: Skorupski; Zambelli, Martinelli, Barba, Mario Rui; Zielinski, Diousse, Croce; Saponara; Maccarone, Pucciarelli. Finisce 3 a 1 per il Chievo, e nei bar tra una birra e l’altra piovono sempre gli stessi commenti: “ma dove vuoi che vada l’Empoli”, “han venduto tutti, a gennaio sono in B”.
A gennaio ci siamo arrivati e l’Empoli ha 27 punti, staziona in ottava posizione e viene da quattro vittorie consecutive, l’ultima al Dall’Ara di Bologna, Maccarone e Saponara stanno girando al massimo, supportati da una difesa organizzatissima e dal gioiellino di centrocampo Piotr Zielinski.
Abbiamo concluso questo nostro viaggio, abbiamo cominciato con un BigMac per arrivare in Serie A, per concludere con una birra gelata bevuta in una sera d’inverno a Bologna. Minimo comun divisore un grande attaccante di provincia, elemento indispensabile per questo Duemila vissuto al Massimo.

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Paolo Bellosta

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