Zaza ritrova la scarpetta…da sacrificabile a incedibile

Pubblicato il autore: Domenico Margiotta

zaza
Simone Zaza ha steso ieri sera con la sua doppietta (la prima in bianconero) un Torino mai in gara e per tutta risposta è stato sostituito da Allegri in fretta e furia, non tanto per ricevere il tributo dello Stadium, quanto per evitare un secondo giallo sfiorato in un paio di occasioni. Ma Simone Zaza è fatto cosi, colpi di classe (vedi il primo gol al volo nel sette e la freddezza sul secondo gol) e tackle da mediano. Quel grido (“io sono pazzo”) urlato al cielo dopo il primo gol che ha portato in vantaggio la Juventus (un capolavoro perfetto di tecnica e coordinazione), vale sicuramente più di mille parole. Zaza è un attaccante ruvido (e lo ha dimostrato ieri sera con tre interventi al limite del secondo giallo su Ichazo, Glik e Belotti), ma i suoi gol li ha fatti sempre, e non si è di certo fermato da quando è alla Juve, anzi il contrario.

Leggi anche:  Mondiali Wollongong 2022, Van Der Poel arrestato e rilasciato, si ritira e martedì va a processo

 

La sua media realizzativa è addirittura migliore di quella dei più titolari Mandzukic, Dybala e Morata: viaggia al ritmo impressionante di una rete ogni 74 minuti giocati, segnando più degli altri pur, ribadiamolo, giocando molto meno. Allora non è più possibile considerarlo una semplice riserva, e dopo la doppietta in Coppa Italia qualcosa è cambiato: il cenerentolo ritrova la sua scarpetta (chiodata), quella giusta che gli calza a pennello, e segna, e come se segna. I 18 milioni costati alla Vecchia Signora per portarlo a Torino sembrano un buon investimento, e adesso la Juve se lo tiene stretto, parola di Massimiliano Allegri, che parla dopo la partita ai microfoni Rai: “A gennaio, anche se Zaza chiederà di andare via, non gli sarà concesso di lasciare la Juve. Deve abituarsi alla concorrenza e lottare per giocare qui, non per giocare altrove”. Si Max, ma se lo facessi giocare un po’ di più.

Leggi anche:  Olanda-Belgio, streaming e diretta tv Sky o Mediaset? Dove vedere Nations League

 

Messaggio recepito dal giocatore, che accetta prontamente la sfida: “Andare via è l’ultima delle ipotesi che prenderei in considerazione. Non ho giocato quanto speravo, ma sono consapevole che essere alla Juventus è cosi, qui c’è grande concorrenza in attacco. Sono stato bravo e fortunato a sfruttare le occasioni, non penso al mercato, voglio solo giocare di più. Le voci di mercato non le ascolto, mi destabilizzano. Dopo il gol ho detto “sono pazzo”, è un gioco che faccio con mio papà, nessun riferimento alla partita”.

 

Insomma, tecnico e società hanno di nuovo cominciato a credere fermamente in lui, dopo aver lodato in più di un’occasione le prestazioni e i numeri di Dybala, la ritrovata verve realizzativa di Mandzukic, e aver riempito i titoli dei giornali con un Morata annebbiato. Ci voleva questa doppietta e il passaggio del turno per mettere sotto i riflettori un centravanti che, a detta di tanti, è un panchinaro di lusso. Un giocatore, un centravanti che se da un lato dimostra di saper fare gol, sa anche lavorare tanto per la squadra, recuperare palla, muoversi tra i vari reparti ed essere sempre e comunque un pericolo. Anche se Cenerentolo ha ritrovato la scarpetta giusta, sarà ora il momento di dimostrare tutto il suo valore.

Leggi anche:  Jordan Veretout: "Lo status di titolare indiscusso non esiste. La parata in città, con la folla, pazzesca"

  •   
  •  
  •  
  •