Zeman Lugano, il binomio inizia a funzionare

Pubblicato il autore: Alessandro Cipolla

Zeman

Zeman Lugano e un matrimonio che inizia a dare i suoi frutti. Fece clamore infatti questa estate la scelta di Renzetti, presidente della squadra ticinese, di scegliere per la panchina proprio il boemo, che stupì a sua volta per la sua voglia di rimettersi in gioco e in discussione ancora una volta. Un salto nel vuoto fu definito da diversi critici l’avventura del tecnico in un campionato come quello svizzero e, inizialmente, i timori si erano rivelati fondati.

Ora lungi dal voler partecipare al solito sport del lodare un tecnico o un giocatore dopo una vittoria oppure dar contro per una sconfitta, ma Zeman ora si sta prendendo una bella rivincita anche se la posizione di classifica è ancora pericolante. Nella partita delle 13.30, ebbene si anche in Svizzera hanno questa pessima abitudine a dimostrazione che tutto il mondo è paese, il suo Lugano ha strapazzato per 4-1 il Grasshoppers secondo in classifica e che veniva da tre vittorie consecutive. Dopo essere passato subito in svantaggio i ticinesi hanno raggiunto il pari su rigore, nell’occasione gli avversari sono rimasti in dieci, per dilagare poi nella ripresa.

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Tre punti fondamentali per Zeman che così al terz’ultimo posto in classifica a quota diciannove punti, aumentando a quattro le lunghezze di vantaggio dal Vaduz ultimo di una graduatoria che prevede una sola retrocessione. Non una posizione esaltante sicuramente ma ve tenuto conto che il Lugano non è esattamente uno squadrone e che l’obiettivo stagionale è la salvezza. Naturalmente il boemo ha intrapreso questa sfida non scalfendo di un millimetro il suo credo tattico, anche se incredibilmente la sua difesa non è la più perforata del campionato e l’attacco, anche qui c’è da meravigliarsi, ha realizzato solo 25 gol in 18 partite. Per buona pace di chi gioca over a prescindere quando scende in campo una squadra allenata da Zeman.

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