Angelo Di Livio: “Grazie Lorenzo, mi hai fatto coronare un sogno”

Pubblicato il autore: Simone Braconcini Segui

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Squilla in continuazione il cellulare di Angelo Di Livio, indimenticabile “soldatino” della Juve di Lippi e di una Roma di tanti anni fa: sono tanti i complimenti che riceve per l’esordio del figlio Lorenzo con la maglia della Roma, avvenuto ieri al Bentegodi contro il Chievo. Lo ha contattato persino Alex Del PieroLorenzo Di Livio, centrocampista, 19 anni fra pochi giorni, corona il sogno della sua vita, quello di entrare a tutti gli effetti a far parte della Roma dei grandi. E’ entrato in campo per sostituire l’infortunato Salah. E papà Angelo, come dichiarato in una bella intervista a La Gazzetta dello Sport, ha coronato anche il suo, di sogno: “Era il sogno di mio padre, vedermi in A con la maglia della Roma, ma io non ci sono riuscito, solo 2-3 presenze in panchina con la Roma di Eriksson, senza giocare neppure un minuto. Ora mio figlio ha realizzato il sogno suo, il mio, e quello di mio papà. Che non c’è più, ma in qualche modo lo avrà visto lo stesso”. Sono queste parole molto belle e toccanti. 

Nonostante gli anni alla Juve in cui ha vinto molto, Angelo Di Livio si dice sia rimasto tifosissimo della Roma: ” Sono romano e legato a questi colori. Pensate che non sono voluto andare a Verona, la partita l’ho guardata in tv, con mia moglie. Anche perchè volevo lasciare Lorenzo tranquillo…”

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E, a giudicare dai fatti, ci deve esser riuscito, papà Angelo: Lorenzo ha fatto un buon esordio, non mostrando la ben che minima emozione. Anzi,quando c’è stato bisogno di entrare con decisione per spezzare una trama offensiva degli avversari, Lorenzo lo ha fatto senza alcun timore. E ha fatto la cosa giusta, così come Angelo Di Livio spiega: “Lorenzo è entrato in un momento difficilissimo, sul 2-2. E ha fatto le cose semplici, si è sacrificato senza strafare, sono molto soddisfatto del suo esordio. Lui è più tecnico di me e per certi versi sembra già molto maturo”. 
Non c’è che dire, anche per “soldatino” è stato un pomeriggio da ricordare. Cento di queste partite, Lorenzo.

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