Barella e Martinelli: l’oro della B e di Cagliari e Sampdoria

Pubblicato il autore: Vassalli Riccardo Segui
barella como
Stadio Seniglia di Como, sabato 16 gennaio, seconda vittoria consecutiva dei lariani allenati da mister Festa. Poco prima del fischio d’inizio lo speaker annuncia la formazioni. C’è anche un nome poco conosciuto, o meglio nuovo, negli undici comaschi. Si tratta di Nicolò Barella sbarcato sulle riva del Lario poco meno di una settimana fa. Mister Festa, che lo ha fortemente voluto, non ci pensa due volte e lo lancia immediatamente nella formazione iniziale come centrocampista centrale. La partenza del classe 97 da Cagliari, dove ha totalizzato 9 presenze divise tra A e B, ha lasciato i tifosi sardi con l’amaro in bocca. La spiegazione non tarda ad arrivare, basta vedere la prestazione di Barella al suo esordio col Como. Una quantità enorme di palloni recuperati, grande corsa e dinamismo, spirito di sacrificio e anche qualche tiro pericoloso, senza tuttavia centrare la porta. Tra gli scroscianti applausi finali dedicati al intero Como e a Barella, qualche tifoso di vecchia data si è convinto. Il ragazzo, con questa personalità, è l’uomo giusto per la rincorsa alla salvezza. Nicolò ringrazia a sua volta battendo le mani al pubblico, ma il meglio deve ancora venire.
Dietro questa convincente operazione, oltre agli amichevoli rapporti tra il presidente del Como Porro e quello rossoblu Giulini, c’è l’occhio lungo di Alessandro Beltrami; esperto procuratore nel scovare giovani talenti emergenti : Barella, Martinelli (Brescia), Cataldi (Lazio), Cortesi (Como), e molti altri ancora oltre ai più famosi Nainggolan, Ionita, Hallfredson. La salvezza del Como e il futuro del Cagliari passano dalle prestazioni di Barella, già nel giro delle rappresentative nazionali giovanili. Il Como e i suoi tifosi ora hanno un motivo in più per credere alla salvezza, che fino a due partite fa pareva improbabile.
Martinelli
La Serie B può vantare molteplici giovani promettenti, tra i tanti si può inserire sicuramente anche Alessandro Martinelli che partita dopo partita sta stupendo lo stadio Braglia di Brescia. Insieme alla sua squadra, vera sorpresa in cadetteria, Martinelli si è messo a lavorare duramente fino a guadagnarsi la massima stima da tutto l’ambiente bresciano. Da diversi anni nel giro della Sampdoria, diverse esperienze in prestito a Venezia, Modena, e Porto Gruaro, fino all’attuale stagione a Brescia. Arrivato in punta di piedi e lontano dai riflettori Martinelli è un punto fondamentale dello scacchiere di Boscaglia. Non è un caso che la Sampdoria abbia rinnovato il contratto del giovane ticinese fino al 2019. Martinelli, tutto cuore e polmoni coi piedi buoni, può essere schierato in ogni ruolo a metàcampo, dal mediano al regista fino alla mezz’ala. Brescia si è accorta di lui cosi come il Modena lo scorso anno, e in attesa che la Sampdoria lo aggreghi alla prima squadra di Montella, il centrocampista di Mendrisio è alla ricerca della stagione della consacrazione con la speranza di vestire blucerchiato. E perché no, potrebbe essere proprio quella con la maglia delle rondinelle.
Finora il metronomo Svizzero, che ha fatto tutte le trafile giovanili rossocrociate, è sceso in campo in ben 21 circostanze ( 19 in Serie B e 2 in Coppa Italia), tradotto ai minimi termini: quasi sempre titolare anche se raramente riesce a finire le partite per intero a causa del grande dispendio energetico.
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