Boniek: “A me davano del lavavetri. Insulto De Rossi non è razzismo”. E c’è un precedente…

Pubblicato il autore: show80 Segui

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Durante Juventus-Roma un video ha preso in “castagna” il capitano giallorosso, Daniele De Rossi che, dopo uno scontro di gioco,  si becca con l’attaccante juventino Mandzukic : «Stai muto, zingaro di m….», dice chiaramente De Rossi ( senza portarsi la mano alla bocca come fanno tutti i giocatori per non essere scovati dalle telecamere in atteggiamenti provocatori).
Il primo a schierarsi contro il giocatore romanista è stato  Luca Di Bartolomei. Il figlio di Agostino, il capitano del secondo scudetto giallorosso, indimenticato e idolatrato dai tifosi romanisti e preso come punto di riferimento della sua carriera anche da De Rossi. Durissimo il giudizio di Di Bartolomei junior su Twitter: «L’insulto di Daniele fa schifo, si vergogni. I commenti sulla partita li lascio a voi, ma qualcuno a giugno se ne prenda la responsabilità».
Di converso,  Boniek ai microfoni di Radio Anch’io Lo Sport, replica in modo differente e dice la  sua sulla vicenda che ha visto protagonista il capitano della Roma: “L’insulto di De Rossi a Mandzukic? Penso che stiamo prendendo la direzione sbagliata, in campo queste cose sono sempre successe e il razzismo non c’entra”. “In campo queste cose sono sempre successe e quando sei arrabbiatissimo una frase può scappare. Quando giocavamo noi c’erano meno telecamere e i giocatori erano diversi, se dovevano chiarire qualcosa lo facevano nel tunnel e non con i giornalisti”, sottolinea l’ex giocatore di Juventus e Roma.
Il regolamento della Figc al riguardo, infatti, parla chiaro: la prova tv invocata da più parti nei confronti di De Rossi e che potrebbe costargli una squalifica di parecchie giornate per insulti razzisti, non sarebbe applicabile.
Nell’articolo 35 del Codice di Giustizia Sportiva si parla di applicabilità “limitatamente ai fatti di condotta violenta o gravemente antisportiva o concernenti l’uso di espressione blasfema, non visti dall’arbitro, che di conseguenza non ha potuto prendere decisioni al riguardo“.
La prova tv, invece, può essere utilizzata solo in caso di atti violenti sfuggiti all’attenzione dello stesso arbitro o per bestemmie.
Intanto, al termine di Juventus-Roma, mentre Allegri ha preferito non parlare dell’argomento cercando di non alimentare nuove polemiche, in difesa di De Rossi è sceso in campo Luciano Spalletti: “Vorrà dire che insegneremo a Daniele a mettersi le mani davanti alla bocca. Mandzukic ci ha preso per il c***o per dieci minuti. Quando si è sotto tensione evidentemente ci si dimentica di alzare la mano”. 
De Rossi  è reticente ad episodi del genere  al termine di un RomaLione ( del 2007 nella gara di champions valido per gli ottavi di Champions), fu accusato dal francese Abidal di aver proferito insullti “negro di m***a” ma, dopo la partita, il giocatore giallorosso si era poi subito recato negli spogliatoi della squadra avversaria per chiedere immediatamente scusa.  Durissimo invece il presidente dell’AIA Nicchi che, ospite alla ‘Domenica Sportiva’,  non è andato tanto alla leggera e si è scagliato contro il capitano della Roma: “Questi episodi sono pericolosi. Quando si assume il ruolo di personaggio pubblico e si è visti soprattutto dai giovani, bisogna dare esempi positivi. Mi domando: e se lo facesse un arbitro? Anche noi abbiamo i nervi tesi. Dico che bisogna cercare di controllare i propri impulsi”.  

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