Catania chiede giustizia

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui

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Benvenuti a Catania.
Città bellissima, calorosa, un vero gioiello insomma: ovviamente con i suoi pro e i suoi contro, come tutte le città del mondo.
Lungi da me però farvi da guida turistica in questo momento: noi qui parliamo di sport, e qui nella fattispecie parleremo di calcio.
Se dovessimo umanizzare il calcio a Catania, lo idealizzeremmo tramite i tifosi del Catania: la faccia del calcio sotto l’Etna sono gli ottomila cuori (spesso anche di più) che la domenica vanno allo stadio a vedere una squadra di Lega Pro.
Una piazza abituata a palcoscenici molto più affascinanti come quelli della Serie A, a giocatori che hanno scritto la storia in Sicilia e che si sono fatti valere anche lontano dall’isola, ad allenatori che hanno iniziato da zero e adesso guidano squadre prestigiose.
Una realtà che è stata privata da una dirigenza che ha fatto sì che la città toccasse il cielo con un dito, salvo poi riportarla dalle stelle alle stalle in maniera brusca: inutile sindacare o continuare a parlare di ciò che è successo, visto e considerato che è agli occhi di tutti, che la storia è risaputa e che non è mai piacevole mettere il dito nella piaga.
Una considerazione però va fatta: Pulvirenti ha sbagliato ed è stato punito.
Oltre a lui ecco che anche il Catania è stato punito: retrocessione e 12 punti di penalizzazione.
La legge dice così, e di conseguenza non si scappa: ma le altre squadre? gli altri giocatori coinvolti?
Ecco, questo sfugge agli occhi di molti: non ai più attenti però.
Il Catania, stando a quanto raccolto negli atti, si è comprato delle partite: ok, ma se il Catania si è comprato le partite, qualcuno avrà pur intascato i soldi no?
Ecco, da questo scenario sono magicamente spariti gli sparring partner di questa recita e l’unico che ha pagato (e che continua a pagare) è stato solo ed esclusivamente il Catania: una sentenza all’italiana dove si punisce il peccatore più evidente e si dimentica come se niente fosse di tutto il resto.
Gli etnei adesso vivono un campionato irto di difficoltà, con una società piena di problemi da risolvere, giocatori regalati a squadre di Serie B perchè impossibili da mantenere, tanti giovani in cerca di successo e qualche calciatore  affermato (per la Lega Pro ovviamente) che fanno ciò che possono per il bene di una maglia infangata da troppe vicissitudini:  la classifica dice che si vivacchia a metà classifica, consci del fatto che senza quei punti di penalizzazione la squadra lotterebbe per un posto nei playoff.
La città però chiede chiarezza: a tal proposito è stata imbastita anche una raccolta firme da parte dei tifosi rossoazzurri, pronti a discutere civilmente col presidente della FIGC Tavecchio, sperando in una giustizia uguale per tutti e incitandolo a darsi da fare lui in prima persona.
Nessun punto di penalizzazione tolto, sicuramente, può riportare indietro le storie di calcio vissute sotto le pendici dell’Etna negli ultimi anni, le emozioni, la fortuna di sentirsi una realtà tanto sorprendente quanto piacevole: il sogno è stato infranto, ma la passione degli etnei non sparisce in nessuna serie.

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