Cesena Calcio sotto inchiesta

Pubblicato il autore: Daniela Segui

cesenaFrode da circa 11 milioni di euro per il Cesena. Lo rivelano le indagini condotte dal procuratore di Forlì Cesena Sergio Sottani, a seguito di un’inchiesta e un controllo durati circa due anni. Sotto accusa sia l’ex presidente del Cesena Igor Campedelli, sia l’attuale Giorgio Lugaresi, oltre che l’ex direttore generale Luca Mancini, un professionista, Luca Leoni e gli imprenditori Potito Trovato e Coclite Mastrorazio. In pratica all’interno della società veniva riciclato denaro utilizzato per falsi contratti di forniture di servizi, consulenze e lavori. Queste cifre richieste, si tratta di milioni, finivano nelle casse delle persone suddette, e non alla società. L’inchiesta è partita nel 2014, dopo che gli inquirenti hanno effettuato analisi specializzate su documenti relativi alla società Cesena Calcio e su conti correnti bancari alcuni provenienti anche dalla Repubblica di San Marino. Gli indagati rischiano grosso, le accuse sono: riciclaggio, frode fiscale, associazione a delinquere finalizzata a appropriazione indebita, simulazione di reato e falso in bilancio. Quello che avevano creato, era una vera e propria “associazione a delinquere”, sostiene la guardia di finanza, una macchina per fare soldi a più non posso, sfruttando il buon nome del Cesena. In pratica le persone coinvolte e ora indagate, avevano dei ruoli ben precisi per mettere a segno il raggiro.

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Le truffe erano di natura contabile e amministrativa, venivano creati documenti falsi al fine di farsi elargire soldi che poi finivano invece nei loro conti personali. Come hanno ricostruito dettagliatamente gli investigatori, Campedelli intascava lui direttamente i fondi e li immetteva in banche nella Repubblica di San Marino. Il denaro usciva dalla società del Cesena, passava da un conto che risaliva a un imprenditore che li riciclava”per benino”, e poi finiva in mano all’ex presidente. Poi c’era il ruolo di Luca Mancini, non meno interessante e criminoso del primo: svolgeva finanziamenti per il Cesena del valore di milioni di euro per prestazioni che non sarebbero mai state svolte. In questo modo imbrogliava i soci che fornivano il capitale, intascando lui una buona percentuale del denaro investito. La guardia di Finanza, tutt’oggi, sta svolgendo accurati controlli al fine di comprendere  il reale danno procurato da tutte queste persone, ma soprattutto per quanto tempo hanno omesso di pagare le tasse allo stato con tutti questi “sbagli voluti” e parliamo di un capitale altissimo non di poche centinaia di euro.

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Ma non è di solo questo che viene accusato il Cesena Calcio: tra le varie ipotesi di reato, anche quella di avere sopravvalutato i calciatori, per venderli a società terze. Ne è un esempio la cessione, avvenuta nel 2011, del giocatore giapponese Yoto Nagatomo all’Inter con un valore appunto, sopravvalutato rispetto al reale, giusto per incassare ancora più denaro che poi sarebbero finiti sempre nelle tasche dei professionisti e imprenditori citati. Quest’ultima ipotesi, almeno questa, è tutt’oggi da dimostrare anche se la guardia di finanza non ha dubbi. Riuscirà il Cesena a dimsotrare l’infondatezza, quantomeno di quest’ultimo capo d’accusa? Ancora non si sa per certo. Quel che è vero è che, oltre alla sanzione per la frode da 11 milioni di euro, se fosse provato anche quest’ultima tesi, il Cesena dovrebbe pagare una sanzione molto più elevata.

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