Coco: “Calciatore gay che fa coming out? Gli ultras lo massacrerebbero!”

Pubblicato il autore: Silvia Campagna Segui


Il caso Sarri-Mancini ha scatenato un putiferio. Di omosessualità nel calcio – ma in generale nello sport – si è sempre parlato, con tantissimi casi di “presunti gay”, di personaggi gay del mondo dello spettacolo che scatenavano il gossip lasciando dichiarazioni sulla presenza di calciatori omosessuali in Nazionale, ma con mai nessun coming out da parte di qualche atleta.
Dopo gli insulti omofobi di Sarri ai danni di Mancini durante Napoli-Inter, oltretutto quasi in concomitanza con il Family Day, l’omosessualità nel mondo dello sport torna ad essere un argomento scottante e dibattuto. Ed è stato infatti uno dei diversi temi su cui il Corriere della Sera si è soffermato in un’intervista a Francesco Coco. L’ex giocatore di Milan ed Inter è stato intervistato dal quotidiano all’interno della sua rubrica video Man of the match, in occasione del prossimo derby di San Siro che si giocherà domenica 31 gennaio alle ore 20:45. Coco ha infatti giocato in entrambe le squadre ed è stato per tale ragione intervistato da Matteo Cruccu per avere un suo pronostico sul 216° derby.

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Oltre a soffermarsi sulla sua carriera in entrambe le squadre, sul grandissimo rispetto nei confronti dell’«amore incondizionato» di Maldini e Zanetti rispettivamente per Milan e Inter, e sulla precoce fine del suo percorso da calciatore a soli 30 anni poiché «purtroppo il mio fisico non mi dava più la possibilità di continuare», si arriva al discorso “Coco donnaiolo e festaiolo”: «Sono sempre stato me stesso, anche se alla fine l’ho pagata. Nascondersi dopo aver fatto una serata o una bravata non ha senso». Scatta così l’inevitabile domanda sul caso Vallettopoli che lo ha indirettamente coinvolto nel 2006, in quanto ricattato da Fabrizio Corona per alcune presunte foto di lui in barca coinvolto in effusioni con un trans. Nonostante le sue famosissime storie con donne del mondo dello spettacolo quell’episodio fece scattare un vero e proprio toto-gay, che ancora oggi in parte tormenta Francesco Coco e che introduce il delicato argomento riguardante l’omosessualità nel mondo del calcio. Alla domanda riguardante la presenza o meno di gay nel mondo del calcio Coco risponde: «Il mondo è pieno di non omosessuali e di omosessuali, quindi sarà così anche nel calcio. A me non è mai interessato, non mi sono mai preoccupato di questo. Il calcio è assolutamente indietro sulla questione degli orientamenti sessuali. La questione Sarri-Mancini non ha fatto cadere un muro. Si è preferito parlare del litigio tra i due personaggi invece che del problema vero. La crescita, il cambiamento, deve essere uniforme, deve riguardare tutto il sistema del calcio e di quello che gli gira intorno: squadra, società, singoli calciatori, allenatori, ma soprattutto la cosa più importante e cioè il pubblico. Pensa a cosa accadrebbe se un calciatore facesse coming out: gli ultras lo massacrerebbero! Hanno dei leader che sono dei macisti e se un loro idolo si dichiarasse gay non lo accetterebbero. È troppo facile dire “Esci allo scoperto, fallo, va’ contro il mondo per sistemare un qualcosa”. Bisogna crescere tutti quanti e non lasciare le persone da sole».

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