Da Bartelt a Doumbia – La difficoltà degli attaccanti della Roma

Pubblicato il autore: lorenzo caruso Segui

Doumbia-Roma-genoa


Negli ultimi giorni di mercato, fra la frenesia di un acquisto ed una cessione capita che, a farne le spese, siano quei giocatori ormai finiti fuori i progetti tecnici della società, in casa Roma l’esempio lampante è quello di Seydou Doumbia. L’attaccante ivoriano, pagato dalla Roma poco più di un anno fa, 14,5 milioni di Euro più bonus è rientrato dal prestito al CSKA Mosca, squadra dalla quale, la compagine giallorossa, lo aveva prelevato, nel Gennaio del 2015, per vederlo, nella seconda parte della scorsa stagione, tra i protagonisti in negativo, fuori forma e deludente sotto il piano dei gol segnati.
La situazione attuale del giocatore è in un certo senso paradossale, fuori dalle scelte di Spalletti e ormai estraneo ad un ambiente che difficilmente lo riaccoglierebbe a braccia aperte. In attesa di una sistemazione Doumbia si sta allenando in quel di Trigoria in solitaria, attendendo solamente di sapere quale sarà la sua prossima squadra dopo aver visto pian piano svanire l’opportunità di volare anch’esso in Cina, proprio come Gervinho. Le piste più credibili sembrano essere quelle che portano alla Turchia, più precisamente al Fenerbahçe, o al Marsiglia, squadra francese. Ciò che blocca attualmente il trasferimento dell’ivoriano è il nodo legato al suo ingaggio, infatti l’attaccante percepisce la bellezza di 3,5 milioni di Euro a stagione, con un contratto che lo lega alla squadra di James Pallotta fino al 30 Giugno 2019.
In totale le apparizioni con la casacca giallorossa sono state 13 con un bottino complessivo di 2 gol segnati, inutile dire che le aspettative erano tutt’altra cosa. La domanda che quasi sorge spontanea, un pò maliziosamente è la medesima: “E’ davvero Doumbia il giocatore “brocco” visto alla Roma?”.
Probabilmente, non riusciremo mai a dare una risposta certa, quello che possiamo fare è però andare ad analizzare i numeri dell’attaccante ivoriano. Nelle esperienze precedenti alla Roma,  Doumbia è protagonista in Giappone, Svizzera e Russia di campionati da goleador ed inoltre vero trascinatore della marcia in Champions League del CSKA. E’ vero, si potrebbe tranquillamente dire che i campionati appena citati hanno un tasso tecnico obiettivamente al di sotto di quello italiano ma siamo sicuri che tutti i problemi legati a Doumbia siano riconducibili solamente al salto di livello nella Serie A?
Se prendiamo in considerazione le punte passate a Roma negli ultimi 25 anni, scopriamo che, nella maggior parte dei casi, grandi promesse si sono in poco tempo trasformate in dei veri e propri bidoni.
Tra i casi più eclatanti i tifosi giallorossi ricorderanno sicuramente Gustavo Bartelt, attaccante argentino arrivato a Roma nel 1998 e venduto definitivamente nel 2003 (dopo svariati prestiti) con un totale di 15 presenze e 0 gol segnati. Altro caso che fece scalpore fu quello di Fabio Junior, comprato dal Cruzeiro nel Gennaio del 1999 per ben 30 miliardi di lire con l’appellativo del nuovo Ronaldo. Se ne andrà dopo una stagione e mezza con soli 4 gol segnati.
Eccezion fatta per l’inizio del nuovo millennio, nel quale, non a caso, attaccanti come Batistuta, Montella, Del Vecchio e Totti regalano il terzo Scudetto alla Roma nella stagione 2000/01, la “maledizione” degli attaccanti continua.
Il 2003 si apre con l’acquisto nel mercato invernale, di Massimo Marazzina, attaccante che fino ad allora aveva fatto faville nel Chievo dei miracoli, assieme a Mister Del Neri. Alla fine dello stesso campionato, dopo 7 presenze e 0 reti all’attivo, la Roma decide di non riscattare la punta, che si trasferisce alla Sampdoria.
Il campionato 2003/04 vede nella capitale l’arrivo del colosso norvegese John Carew, prelevato in prestito con diritto di riscatto, dagli spagnoli del Valencia. Segna all’esordio su calcio di rigore contro il Brescia e termina la stagione con 6 marcature ma nonostante ciò, la Roma decide di non riscattarlo (in ogni caso riesce ad entrare nelle simpatie dei supporters romanisti).
Nel campionato 2005/06 è il turno di Shabani Nonda, attaccante congolese prelevato dal Monaco. Anch’esso, come Fabio Junior, terminerà la stagione con 4 gol segnati, prima di trasferirsi al Blackburn.
Il 4 Gennaio del 2007 è il turno di Francesco “Ciccio” Tavano. Arrivato al Valencia solo 5 mesi prima, Tavano fa ritorno in Italia con la casacca dei giallorossi che decidono anche in questo caso di prelevarlo con un prestito oneroso ed un diritto di riscatto. Come per gli attaccanti sopra citati, le cose non vanno come i dirigenti sperano. Tavano chiude con 2 gol e la Roma non lo riscatta.
Per differenti motivi è giusto citare anche il nome di altri 3 attaccanti, vale a dire: Luca Toni, Pablo Osvaldo e Mattia Destro. Il primo passa nella capitale solo 5 mesi, dal Gennaio al Giugno del 2010, segnando 5 gol e sfiorando lo Scudetto con i giallorossi. Ancora oggi viene ricordato con affetto da tutto il popolo romanista. Finita la stagione farà rientro al Bayern Monaco, squadra dalla quale era arrivato in prestito.
Diverso il discorso invece per gli altri 2, Osvaldo e Destro, i quali, chi più, chi meno, hanno trovato  svariate volte la via del gol con i capitolini ma al contrario, pagano un feeling mai realmente nato con i tifosi giallorossi.
Insomma, come abbiamo potuto vedere, da Bartelt a Doumbia, i nomi sono tanti. Il perché spesso, la classica punta trovi difficoltà a Roma (tra l’altro lo stesso Dzeko sta attraversando un periodo di certo non facile) non lo sappiamo. La certezza è che storicamente, la Roma, come qualsiasi altra squadra, nella maggior parte dei casi, vede la vittoria di un titolo parallelamente alla presenza di uno o più attaccanti capaci di insaccare la sfera.

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