Diakitè, il giramondo del pallone

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Modibo-Diakité

E’ notizia recente dell’ingaggio del difensore Modibo Diakitè da parte della Sampdoria. La notizia desta stupore perchè a richiedere il difensore è quel Vincenzo Montella che nella stagione 2013-14, quando l’Aeroplanino allenava la Fiorentina, non solo impiegò il francese con il contagocce, ma in seguito, allo scadere del contratto del giocatore, diede il via libera alla cessione. La storia di Diakitè, nato a Bourg en Bresse il 2 marzo del 1987, dal viso feroce e dalla statura imponente ( è alto 1.92 per 88 kg ) si interseca ben presto con il nostro paese. Arrivò nel 2004 alle giovanili proprio della Sampdoria; poi ci fu il trasferimento al Pescara ( una sola presenza nella stagione 2005-2006, allenatore Maurizio Sarri ) e quindi alla Lazio, dove esordì in prima squadra nel 2006 agli ordini di Delio Rossi: in tutto sette stagioni, fino al 2013, con 65 presenze e 2 reti. La caratteristica sua, oltre alla possenza fisica, è lo scatto di testa e l’elevazione, che riescono a coprire la sua tecnica non propriamente sopraffina: in alcuni casi anzi sfiora l’eccesso (eufemismo), visto che si dice che il francese non guardi tanto il gioco ma le gambe dell’avversario. Dopo la lunga esperienza laziale, corredata da due Coppe Italia e una Supercoppa Italiana (oltre ad un brutto infortunio nel 2008), Diakitè approda in Inghilterra ma a gennaio arriva la chiamata della Fiorentina. Diakitè indossa la maglia numero 3, si batte come può ma colleziona solo 11 presenze tra Campionato e Coppa Italia. La viola è in finale del torneo (perderà poi 3-1 col Napoli), ma l’aeroplanino non lo fa sedere neanche in panchina. A giugno torna in Inghilterra ma esprime il desiderio di tornare in Italia, magari a Firenze. In riva all’Arno però non ci sentono e dopo una sosta al Deportivo, torna a calcare i campi di casa nostra: lo fa a Cagliari, per cercare di sollevare gli isolani. Purtroppo la squadra retrocede e curiosamente, Diakitè colleziona il medesimo numero di presenze in campo dell’esperienza toscana: solo 9 in campionato. La retrocessione farebbe pensare ad un futuro lontano dall’Italia per il francese che invece si accasa al Frosinone, trovando anche il tempo di segnare una rete, nel 2-2 contro il Genoa. Le ultime voci (smentite però dall’allenatore), hanno dato Diakitè in forte litigio con Stellone: da qui la decisione della rescissione del contratto e l’approdo in blucerchiato. La Sampdoria quindi acquista tonicità in difesa, nella speranza questa volta che la permanenza del francese sia più lunga e trovi una collocazione più duratura: di certo non mancherà il suo grande impegno, anche se spesso ha rischiato il cartellino rosso per la sua grande irruenza. Inoltre, la sua estrema duttilità potrà essere utile alla causa doriana in quanto può essere difensore centrale di una difesa a tre o a quattro però si adatta a giocare anche come terzino destro. Si farà sicuramente largo tra le maglie avversarie e magari  il tecnico Montella cercherà di spiegargli il concetto come faceva Nereo Rocco con i suoi pupilli dicendo: ” colpisci tutto ciò che si muove a pelo d’erba, se è il pallone ancora meglio “. Il primo appuntamento sarà di prestigio, visto che a Genova arriverà il Napoli.

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