Donadoni si emoziona per l’affetto dei suoi ex tifosi ed espugna San Siro. Quando l’entusiasmo prevale sulla fama

Pubblicato il autore: Ilaria Ceracchi Segui

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Roberto Donadoni ha ridato l’anima al Bologna, è stato come si suol dire l’uomo giusto al momento giusto. Gran lavoratore, simbolo di umiltà, riservatezza e onestà, mai sgarbato davanti ai microfoni e alle domande imbarazzanti dei giornalisti, anche nei momenti più difficili. Probabilmente, sono tutti questi pregi,  sempre più rari negli allenatori, che gli hanno permesso  di rimanere nel cuore dei tifosi rossoneri per tutto questo tempo. Di tempo ne è passato, infatti, e anche molto, dal momento che Donadoni ha giocato la sua ultima partita con la maglia del Milan nel 1999. Ma in questi anni non è stato dimenticato. Proprio così. Ieri, non appena è entrato in campo per guidare dalla panchina il suo Bologna, è stato salutato da San Siro con una serie di applausi. Queste sì che sono soddisfazioni ed emozioni che ogni ex calciatore vorrebbe provare.
Dopo il successo, per molti inaspettato, del Bologna, il ct ha pronunciato parole d’affetto nei confronti di San Siro e di tutti i suoi ex tifosi. Ovviamente, il tecnico bergamasco ha speso parole importanti anche per i suoi ragazzi che sono riusciti a ottenere tre punti fondamentali e a tornare a Bologna con maggiore consapevolezza e determinazione. Soprattutto sereni e soddisfatti di avere un buon punteggio in classifica, dopo un avvio di stagione disastroso che ha portato all’esonero di Delio Rossi.
Donadoni, dunque, espugna San Siro e contribuisce ad alimentare la crisi del Milan e di Sinisa, sempre più in bilico sulla panchina rossonera. La convinzione e la voglia pagano. La favola del Bologna dimostra che nel calcio conta anche, e direi soprattutto, la volontà e il coraggio. Il Milan conta numerosi campioni di fama internazionale, ma senza dubbio con meno volontà e determinazione dei ragazzi di Donadoni che, anche con qualche momento di difficoltà, sono riusciti a metter KO i padroni di casa e a regalare un’emozione incredibile e inaspettata ai duemila tifosi rossoblu giunti a Milano.
Le dichiarazioni di Roberto Donadoni sono stare riportate da Repubblica.
Sugli applausi ricevuti: “Tanti applausi così mi emozionano ogni volta. Perché non è la prima volta che i miei ex tifosi mi tributano questo consenso. E dire che il tempo passa e ti fa pensare: ormai è passato tanto tempo, non si ricorderanno di me. Invece, ogni volta mi vengono i brividi, e l’affetto è reciproco. E’ qualcosa che va oltre l’aspetto tecnico. E’ qualcosa che ti ripaga di amarezze che riguardano tante cose, non solo qualche amarezza di carattere tecnico”.

Sull’atteggiamento positivo della squadra: “Io ho detto ai ragazzi di avere coraggio, di credere in sé stessi, di giocare con questa convinzione. Abbiamo sofferto e rischiato: ma io credo che si debba sempre avere convinzione in sé stessi, bisogna costruire. Quando questo viene a mancare allora mi arrabbio. Mi piace vedere questo gruppo che ha entusiasmo, che in settimana si applica con derisione e sacrificio, che ha attenzione e cerca di mettere in difficoltà l’allenatore nel momento delle scelte. Se riuscirò a trasmettere questa voglia di crescere e una mentalità vincente, allora ci divertiremo ancora di più. Anche, come oggi, di fronte a una grande squadra”.

Poi conclude con un ringraziamento: “Il segreto? Intanto vorrei ringraziare il mio staff, da cui esigo molto. Però se riusciamo a fare bene questo è frutto di un lavoro attento. Siamo sulla strada buona, ma a me non basta continuare così. Io voglio che si cresca ancora. Si può migliorare, arriveranno anche le difficoltà, ma dobbiamo avere la giusta mentalità”.

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