Ezio Gamba, ct della nazionale russa di judo, riceve la cittadinanza russa da Putin

Pubblicato il autore: Lorenzo Matricardi Segui

Gamba

Ezio Gamba è un judoka italiano e, anche se non ha mai raggiunto la fama di Federica Pellegrini o di Valentino Rossi, può essere considerato a tutti gli effetti una delle stelle dello sport italiano, come dimostra la mattonella sul viale delle Olimpiadi al Foro Italico, prestigioso riconoscimento che il Coni ha conferito ai 100 atleti più meritevoli. Gamba è stato inoltre insignito del Collare d’Oro appena tre settimane fa. Il suo palmares tra l’altro farebbe invidia a chiunque. Nato il 2 dicembre del 1958, egli può vantare una medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca del 1980 e una d’argento a Los Angeles nel 1984, una medaglia d’argento ai Mondiali di judo del 1979 e del 1983 e una medaglia d’oro agli Europei del 1982.

Dal 2008 Ezio Gamba è l’allenatore della nazionale russa di judo, con la quale ha ottenuto risultati importantissimi. Sotto la sua guida infatti sono arrivati, alle olimpiadi di Londra, i primi ori olimpici della storia del judo russo. Come premio per i prestigiosi risultati sportivi conseguiti alla guida della nazionale, Gamba ha ricevuto la cittadinanza russa. A consegnargli il passaporto –questa mattina a Sochi – è stato il presidente Vladimir Putin in persona, noto appassionato di judo ed egli stesso judoka. Putin ha dichiarato che è stato lo stesso Gamba ad esprimere il desiderio di diventare a tutti gli effetti cittadino russo. Leggermente diversa invece la versione del diretto interessato il quale, intervistato dall’Ansa, ha tenuto innanzi tutto a sottolineare di aver mantenuto anche la cittadinanza italiana, per poi descrivere il suo rapporto con la federazione russa e gli atleti da lui allenati. Queste le sue parole:

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«Vivo con questi ragazzi da otto anni, 300 giorni all’anno, e questa è una parte della mia vita che voglio ricordare. Così quando mi è stata proposta la possibilità di ottenere la cittadinanza ho detto subito sì: questo non preclude i miei rapporti con l’Italia, dove vive la mia famiglia e dove pago le tasse, oltre che in Russia». Gamba ha inoltre spiegato che il passaporto russo «È una prova di stima, al di là dei risultati professionali, che dimostra una relazione personale di un certo livello. Il presidente Putin è unico, conosce tutti gli atleti per nome e cognome, maschi e femmine, e non solo i campioni olimpici, proprio tutti. In giro per il mondo non ho mai riscontrato questo tipo di attenzione: per la squadra è molto importante». Alla domanda sulle doti di Putin come judoka Gamba ha risposto prontamente: «Estremamente efficace. Certo, anch’io non sono più quello di una volta, gli anni dicono la loro… ma per la sua età è davvero efficace». Gamba ha poi proseguito: «La nostra disciplina resta ai vertici e abbiamo almeno 8 atleti che possono lottare per la medaglia olimpica e 3 che possono anche vincerla: restiamo negli standard di Londra».

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In occasione dei Collari d’oro a Roma, tre settimane fa, Gamba si era espresso anche in merito al grande caos scatenato dallo scandalo doping in Russia: «Se è davvero è così è una vergogna e sono sicuro che Putin userà il pugno duro. Prenderà in mano la situazione e farà saltare tutti i responsabili. E’ impossibile che una cosa così salti fuori dal nulla, senza un periodo transitorio. Non so come possano succedere cose del genere. Allora vorrei dire che il sistema è sbagliato e la stessa organizzazione mondiale è corrotta. Ma se è vero e questi sono dopati, devono essere squalificati. Se è vero, è una vergogna e sono sicuro che Putin prenderà in mano tutto. Per come lo conosco io è sempre stato disponibile. Non ho mai sentito la pressione e non mi sono mai sentito costretto a fare dei risultati».
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