Fiorentina: e adesso?

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

sousa

La sconfitta contro il Milan di ieri sera pare abbia segnato una sorta di resa per la squadra di Sousa, che per la prima volta in campionato non segna una rete. Con il ko di ieri le sconfitte diventano 9 in un totale di 27 partite: troppe, specie considerando il potenziale di questa squadra che però, non ha ancora raggiunto quella maturità richiesta per ambire quantomeno al terzo posto. Sulle sei sconfitte patite in campionato, sicuramente tre si potevano evitare, così come il ko in Coppa Italia e quelli ( a domicilio! ) in Europa League, anche se poi alla fine la Fiorentina si è qualificata al turno successivo. Il Milan che ha vinto ieri non era certo una squadra irresistibile, eppure Donnarumma non ha corso alcun serio pericolo. Sousa ha cercato di porre rimedio alla situazione, ma nè Rossi nè Babacar (quest’ultimo entrato a soli 8′ dalla fine del tempo regolamentare), non sono riusciti ad incidere come potevano. I rossoneri hanno guadagnato anche il supporto psicologico, visto che al primo affondo sono passati in vantaggio. Una squadra matura e grintosa si avventa su ogni pallone cercando di segnare a tutti i costi: invece nulla o poco più. Il raddoppio sul finale di Boateng è solo simbolico, una caduta della squadra in vista di un possibile traguardo chiamato Champions (lo scudetto era già una chimera poco prima della gara contro la Lazio, adesso è addirittura impossibile). La Fiorentina, dopo la bella vittoria di Palermo si è smarrita, ha perso malamente contro una Lazio non eccelsa, ha perso ieri a San Siro. La difesa, senza Rodriguez, pare sperduta: Roncaglia stenta, Astori inciampa, Alonso corre ma spesso a vuoto (infortunato, è in forte dubbio per la prossima gara). Il centrocampo prova a sfondare, ma ieri è sbattuto contro il muro avversario. L’attacco per la prima volta è rimasto a secco. Sono numeri che devono far riflettere e soprattutto la società deve pensare a sistemare qualche reparto: il tempo stringe, al termine ultimo di mercato mancano due settimane: non poche ma neppure molte. L’unico colpo messo a segno, quello di Tino Costa, è un rebus. Così come è un rebus la Fiorentina che verrà. Domenica nel lunch match, ci sarà una sfida veramente difficile: se è vero che il Toro giocherà anche mercoledì ed avrà giorni in meno di riposo, è anche vero che la squadra di Ventura si sta risollevando e vorrà riprendere a vincere anche in trasferta, questo sapendo che a Reggio Emilia contro il Sassuolo non sarà affatto facile.  Urgono, come detto, investimenti: l’impressione però è che la famiglia non voglia spendere, e i primi risultati dopo il mercato estivo darebbero a loro ragione. Ma in caso di sconfitta domenica, allora sì che suonerebbero severi campanelli d’allarme. La squadra attualmente appare progressivamente involuta ma quello che è peggio è che manca la rotazione: Borja Valero ha giocato praticamente sempre: le punte di riserva sono entrate solo per una situazione di assoluta emergenza ( e Rossi non è ancora al meglio) , la rosa dei difensori è ristretta. A conti fatti, mancano almeno 2-3 elementi per provare quantomeno a risalire di una posizione. I mezzi ci sono, sarebbe un vero peccato non sfruttare l’occasione.

Leggi anche:  Sampdoria, D’Aversa: “Ottime prestazione, ma dobbiamo ragionare sugli errori commessi”

MASSIMILIANO GRANATO

  •   
  •  
  •  
  •