Fiorentina: il bilancio dopo il girone di andata

Pubblicato il autore: massimiliano granato Segui

Il girone di andata è terminato ed è tempo doveroso di bilanci, fatti purtroppo con un velo di amarezza, specie guardando il punteggio della prima in classifica, constatando che poteva esserci anche la Fiorentina, se non ci fossero stati quegli inspiegabili blackout, traducibili in cinque sconfitte, di cui almeno tre evitabili. Quando arrivò Paulo Sousa molti storsero il naso: c’era chi preferiva Spalletti, chi proprio una soluzione straniera l’avrebbe volentieri evitata. Dopo il ko di Torino sponda granata invece, la squadra iniziò ad inanellare una vittoria dopo l’altra trovandosi addirittura in cima alla classifica dopo il 3-0 rifilato all’Atalanta: era il 4 ottobre e qualcuno cominciò a fare tabelle-scudetto. Ma, in un copione purtroppo già visto, nei momenti topici la Fiorentina si perde: quindi arrivano le sconfitte contro Napoli e Roma: entrambe col medesimo risultato ma con modalità diverse. Eppure la viola è rimasta sempre lassù e via a ripartire a testa bassa, nonostante la coperta corta, sempre ricordata dai tifosi. Sono venuti i primi pareggi ( sofferto quello contro l’Empoli ), prima di una nuova serie di vittorie. Si è stentato anche in Europa League ed è arrivata, beffarda, l’eliminazione in Coppa Italia: era un torneo su cui si puntava, specie dopo la finale del 2014 e la semifinale del 2015: due avventure finite molto male: la prima, avvelenata dall’accoltellamento del tifoso napoletano (morirà poi in ospedale), e la seconda contro l’avversaria storica, la Juventus: dopo il 2-1 di Torino arrivò l’incredibile 0-3 di Firenze, con una squadra che si dimentica di giocare. Il ko dell’ultima gara di andata è giunto inatteso ed era una gara che si poteva vincere, visto lo stato di forma altalenante della squadra di Pioli. Invece la Fiorentina ha perso malamente, per giunta con una differenza che è cresciuta addirittura nel recupero, dopo che all’88’ si era “solo ” 0-1. Il gol di Roncaglia ha regalato una pallida illusione, crollata dopo il gol di Anderson, che si è trovato a tu per tu con Tatarusanu, infilandolo inesorabilmente. Vedendo poi i risultati delle altre ( sarebbe giusto che certe gare venissero però giocate in contemporanea ), ci si morde le mani per l’occasione perduta. E’ facile parlare col senno di poi: giusto. Ma questa squadra, con due-tre assestamenti può rimanere lassù, se non tentare un’altra scalata. Ma bisogna operare nel modo giusto. La piazza invoca alcuni rinforzi: mancano alternative in difesa ( Astori e Gonzalo sembrano i due baluardi validi, col rispetto degli altri ), il centrocampo va bene, ma l’attacco a volte latita e bisogna sperare che Ilicic e Kalinic godano di ottima salute. In definitiva, questa Fiorentina è bella ed ha regalato veramente molte emozioni, al di là di ogni qualsiasi supposizione iniziale. Basterebbe poco per far competere questa squadra con le grandi della Scala del calcio: ma basta poco anche per disintegrare quel poco di valido fatto finora. Paulo Sousa, già allenatore in campo ai tempi della Juventus, ha dimostrato sagacia e cervello: merita di lavorare in santa pace, come merita di essere assecondato, per quanto possibile nelle sue richieste. E Firenze deve stare con lui.
MASSIMILIANO GRANATOPaulo Sousa1-2

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