Frosinone Napoli, quanto sono lontani i tempi della Serie C! (Foto stagione 2005/2006)

Pubblicato il autore: Simone Meloni Segui
Frosinone Napoli

Frosinone Napoli (Serie C1 2005/2006): la coreografia degli ultras ciociari

Stagione 2005/2006. Allo stadio Matusa si gioca la sfida tra Frosinone e Napoli, valida per il Girone B della Serie C1. Un incrocio di sogni e delusioni. Sogni, quelli ciociari, che per la prima volta si trovano a stretto contatto con le prime della classe, a giocarsi una storica promozione in Serie B. Delusioni, quelle dei partenopei, reduci prima dalla retrocessione in terza serie e poi dall’umiliante playoff perso, l’anno precedente, contro l’Avellino. Finirà con ambo le squadre a festeggiare il salto di categoria. Diretto, per il Napoli. Attraverso i playoff, per il Frosinone.

Sono passati dieci anni da quella stagione. Abbiamo un Mondiale in più, una Calciopoli in più, tanta gente allo stadio in meno e un livello calcistico a dir poco crollato rispetto a quei tempi. Laziali e campani hanno avuto modo di ritrovarsi di fronte anche nel campionato successivo e lo faranno di nuovo tra meno di 48 ore. In un affascinante revival di quegli anni che, è vero, per il Napoli hanno segnato diverse umiliazioni calcistiche, segnate anche da gestioni fallimentari e qualche negligenza di troppo da parte delle istituzioni “pallonare” (in tutti i sensi), ma hanno creato anche nei tifosi la consapevolezza di cosa voglia dire soffrire e tornare nel gotha del calcio dopo aver assaporato il sapore amaro e verace dei campi della Serie C. Chi era al San Paolo contro il Chieti, il Martina, il Gela, la Sangiovannese e, meglio ancora, chi ha macinato chilometri per seguire la squadra di Reja a Sassari piuttosto che ad Acireale, sottoscriverà alla grande queste parole. In molti sono gli stessi che domenica, al Matusa, non ci saranno. Perché non hanno voluto sottoscrivere la Tessera del Tifoso. Ne perderà senz’altro lo spettacolo sugli spalti, come da copione di questo calcio malato e figlio di divieti, repressioni e asfissianti controlli alle entrate che hanno, man mano, fiaccato la passione di molti supporter e mutato geneticamente il modo di avvicinarsi al calcio degli italiani. Ovviamente in peggio.

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Dieci anni fa lo stadio Matusa si presentava ancora nella sua conformazione originale. Senza l’aggiunta di ulteriori gradinate per adempiere agli obblighi della cadetteria prima e della Serie A poi. Con l’opportunità di seguire la gara un po’ più liberamente, senza elicotteri o schieramenti abnormi. Ci fu una coreografia in Curva Nord, che ai tempi ancora annoverava tutti gli striscioni storici del tifo frusinate. Sembra esser passata un’era geologica, e questo ci dà l’idea di come il calcio, di pari passo con la società, abbia subito alcune svolte epocali. E proprio come nella società, la maggior parte di queste rivoluzioni non solo non hanno portato giovamento, ma hanno semmai rovinato e complicato la vita del tifoso medio. 

Ricordo con nostalgia i vecchi scatti anni ’90 e 2000 pubblicati da Supertifo sulle partite casalinghe del Frosinone. Dietro al settore ospiti c’era una palla bianca, che ha accompagnato anche le miei prime sortite nell’impianto ciociaro. Domenica, tuttavia, si registrerà l’ennesimo tutto esaurito. E questa per la Serie A, sempre più vuota di pubblico, è una grande notizia. A proposito, per gli amanti delle statistiche, quel Frosinone Napoli terminò 3-1 per i campani, in virtù della doppietta di Bogliacino e del gol di Pià. Per i laziali andò in gol Mastronunzio.

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Quel giorno ero al Matusa e realizzai questi scatti con uno dei primissimi cellulari provvisti di fotocamera. Quindi perdonate le pessima qualità.

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