Il bello d’esser brutti: l’Inter resta prima senza convincere

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

inter
L’Inter di Mancini torna vittoriosa da Empoli e si porta a casa tre punti da una trasferta insidiosissima. La sconfitta interna con la Lazio poteva lasciare scorie pesanti nella mente dei giocatori di Mancini, inoltre l’Empoli è uno degli avversari peggiori da affrontare in questo campionato. Giampaolo diverte e fa punti e anche contro l’Inter ha fatto vedere un gioco bellissimo: ritmi alti, pressing e un eccellente giro palla.
Una partita vinta ai punti, ma persa sul campo.
Mancini non si vuole specchiare, non l’ha mai fatto, e si presenta con la solita difesa impenetrabile e con un centrocampo tutto muscoli. Gli esterni di attacco fanno un lavoro incessante, Perisic corre come un dannato, Ljiajc prova a imitarlo. Icardi resta lì davanti, abbandonato, in perenne attesa di un pallone da sbranare.
L’occasione arriva. Perisic buca sull’esterno, mette in mezzo, Maurito si inserisce e fa vedere ancora una volta che il killer instinct non lo si perde: 0a1. Finisce così, il primo posto rimane strisciato di nero e di azzurro.
L’Inter è brutta, l’Inter non diverte, l’Inter è una bestemmia se si ama l’essenza dolce di questo sport: se si ama il bel gioco, il fioretto e il cucchiaio.
L’Inter è tremendamente solita, quanto brutta. E’ anche fortunata, ma ha fatto vedere ancora una volta quanto conti la difesa. Handanovic, Murillo e Miranda sono tre pedine granitiche, Icardi è invisibile per gran parte della partita, ma sempre presente per colpire a morte i portieri avversari.
L’1a0 è diventata la norma. Atalanta, Milan, Chievo, Verona, Bologna, Roma, Torino, Genoa, Empoli: nove partite su diciotto, una su due, sono finite così.
Il bello d’esser brutti, si può vincere un campionato così? Vedremo, ma adesso ad inseguire sono gli altri.

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Paolo Bellosta

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