Il ritorno dei fuoriclasse

Pubblicato il autore: Luca Bonaccorso Segui


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“La Befana vien di notte, con le scarpe tutte rotte…” etc, etc, etc.

Lui invece no. Lui ieri sera le scarpe ce le aveva pulite pulite e perfettamente integre. Lui non è la befana e la scopa probabilmente manco a casa la usa. Nonostante questo, indubbiamente, lui sa come far felice la gente. E anche l’altro lo sa eccome.

Ma lui chi? E l’altro chi?
Lui si chiama Antonio Cassano e l’altro Vincenzo Montella. E ieri sera, a Marassi, durante la partita più importante dell’anno, sono tornati prepotentemente alla ribalta.

Eppure fino a ieri si diceva…
” Cassano è finito. Cassano non ce la fa a muoversi. Cassano è troppo grosso. Dopo le feste Cassano rotolerà in campo e scambierà il pallone per un pezzo di lasagna. Cassano è alla Samp solo perché Ferrero si è voluto far buoni i tifosi dopo l’Europa League. Cassano non deve giocare, aveva ragione Zenga a preferirgli anche quelli della Primavera. Zenga non si doveva cacciare. Zenga è il Guardiola di Dubai. La Samp andava bene con Zenga. Montella è finito. Montella alla Fiorentina faceva spettacolo per merito dei giocatori. Lo vedi la Fiorentina con Paulo Sousa come gioca bene? Chi è Montella in confronto? Montella alla Samp vuole rivoluzionare tutto e sta distruggendo tutti. Montella ha vinto col Palermo solo per caso. Montella è il cocco di Ferrero. Montella mette Cassano perché sono amici. Montella e Cassano mangiano sempre assieme. Cassano è grosso. Montella ci sta diventando pure.”

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Abbiamo trasmesso in diretta i piagnistei e i luoghi comuni di chi guarda il calcio con un bel paio di paraocchi.

La verità è un’altra: sia Antonio che Vincenzo avevano bisogno di tempo.
Cassano veniva da un periodo in cui era stato fermo, ma da uomo con gli attributi ha deciso di allenarsi duramente e rimettersi in gioco (cosa non da tutti in questo calcio dove comanda il Dio denaro): è arrivato alla Samp grazie all’amore della piazza ma mai con l’appoggio dell’allenatore. Zenga non lo voleva e non l’ha mai considerato: tante dichiarazioni e apprezzamenti di facciata, ma in realtà Fantantonio nelle gerarchie veniva dietro pure a Rodriguez (chi?). Con Montella è cambiato tutto: lui lo conosce ma non gli ha regalato il posto. Anzi. Cassano se l’è guadagnato lavorando sodo e con la convinzione di partire alla pari con tutti: il resto l’ha fatto la sua tecnica divina e l’intelligenza tattica di chi sa sempre farsi trovare al posto giusto nel momento giusto.
Ieri ha regalato magie e assist al bacio,  e le dichiarazioni del post partita fanno capire quanta carica abbia questo ragazzo.
La stessa del suo allenatore: Montella ha rivoltato una squadra senza personalità, l’ha difesa nel momento della difficoltà isolandola dalle critiche (il ritiro a Catania è stato un toccasana), le ha dato un gioco a tratti spettacolare, ha rimesso tutti i tasselli al posto giusto e adesso si prende i suoi meriti. Ha capito che Soriano non può giocare spalle alla porta ma si deve inserire da mezz’ala, ha rispolverato Carbonero e ha dato fiducia ad una difesa intimorita. Su Cassano poi ha usato tutta la sua astuzia: da falso nueve fa salire la squadra e favorisce gli inserimenti di ali e centrocampisti. E i risultati si vedono.

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La Befana vien di notte: Antonio e Vincenzo un pò prima, ma crediamo che le sorprese siano state gradite comunque.
Paraocchi permettendo.

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