Juventus Agnelli: “Juve così grazie a tante risorse. Adesso ripartiamo dalla Champions, come ha fatto il Bayern”

Pubblicato il autore: Samuela Rubino Segui

Juventus Agnelli

Juventus Agnelli, intervenuto all’Università Bocconi di Milano al convegno sul Fair Play Finanziario insieme al dirigente tedesco Rummenigge, il Presidente della Juventus Agnelli ha affrontato temi molto importanti e soprattutto attuali, che legano la sua squadra, la Juventus, ai modelli da seguire nel calcio estero, tra tutti il Bayern Monaco, che proprio in merito ai risultati sportivi, ha saputo rialzare la testa dopo la sconfitta in finale di Champions League contro l’Inter nel 2010 per poi mettere il trofeo in bacheca solo 3 anni dopo: “Speriamo di fare come il Bayern, perché loro hanno trovato forza di vincere la Champions dopo la sconfitta di Madrid contro l’Inter. La nostra sconfitta a Berlino deve essere un punto di partenza per fare ancora meglio e per vincere questo trofeo in futuro”. Un desiderio che molti giovani lì presenti si augurano di veder realizzare.

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Continua poi su un altro tema cruciale, il Fair Play Finanziario: “Sono alla guida di questa società da sei anni e sono stati sei anni di grande passione. Il mio mandato è iniziato un anno dopo l’ingresso del Fair Play Finanziario che ho tenuto come punto di riferimento per ogni mia azione da presidente. Meglio un bilancio in ordine o vincere lo scudetto o lo Champions League? Se lo chiedi ai tifosi, la risposta è vincere. Chi gestisce il club deve avere la capacità e la lucidità di coniugare le esigenze dei tifosi e il rispetto delle regole. Noi operiamo in un’industria regolamentata sia a livello internazionale che nazionale con leggi anche europee. La nostra capacità di manovra è limitata e i nostri fatturati sono in qualche maniera intermediari dal fatto che Lega e Uefa vendono i diritti televisivi”.

Gli obiettivi che il Presidente della Juventus Agnelli si era prefissato: “Competere ad alto livello sia livello nazionale sia internazionale e mantenere un equilibrio gestionale. Per riuscirci sono stati necessari due semplici ingredienti: le risorse finanziarie e le risorse umane. Ho avuto la fortuna di trovare nel momento giusto della sua carriera Giuseppe Marotta, che ringrazio, ma che continuerò a stimolare per il lavoro da fare in futuro. Con lui sono stati importanti anche Paratici e Nedved. Chiunque opera nel settore sportivo deve tenere a mente che l’aspetto principale della società è lo sport. Abbiamo avuto un azionista che ha condiviso le nostre ambizioni con l’aumento di capitale da 120 milioni nel maggio 2011, soldi che ci hanno dato la possibilità di arrivare ai livelli di oggi. A livello internazionale le eccellenze sono 4: Real Madrid, Barcellona,Bayern Monaco e Manchester United. Riescono attraverso ricette tutte diverse l’una dall’altra a generare profitti incredibili e inavvicinabili dalle altre realtà. Noi abbiamo un museo all’avanguardia, molto bello e con il quale fatturiamo 2 milioni di euro contro i 27 che il Barcellona fattura dal suo museo. Questa differenza si sente. Il Chelsea dallo stadio fattura 90-95 milioni, la Juventus la metà. Dovremo essere bravi a trovare la ricetta giusta per noi per restare in alto e avvicinare le grandi squadre europee”.

Infine Agnelli si sofferma sull’economia italiana che di certo non da una mano al calcio e allo sport in generale: “Il Bayern rispetto a noi parte avvantaggiato sotto più aspetti e le grandi aziende italiane, come Eni ed Enel, non sostengono le eccellenze del nostro Paese a differenza di quanto succede con le aziende bavaresi con il Bayern”.

Insomma Agnelli, il modello da seguire ce l’hai suggerito, adesso però suggerisci anche ad Allegri come batterli in Champions, se per caso hai un’idea!

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