La nuova Roma di Spalletti e il paragone con la sua prima Roma

Pubblicato il autore: Fausto Leone Segui
24 May 2008 Luciano Spalletti Roma Celebrating The Victory During Final Italy Cup Matchplayed between Roma and Inter at Olimpic Stadium in Rome FotoClaudioPasquazi/GraziaNeri

24 maggio 2008, Luciano Spalletti applaude la vittoria dei suoi nella finale di Coppa Italia giocata all’Olimpico contro l’Inter.

Come dodici mesi fa: allora era stato il Bayern ad umiliare la Roma all’Olimpico, un 7-1 che aveva destabilizzato l’ambiente, trascinando i giallorossi in una spirale negativa da cui non si erano sollevati se non sul finire di stagione, respingendo l’assalto della Lazio e conservando il secondo posto in campionato, lontanissimo dalla Juve di Allegri. Quest’anno il vaso di Pandora l’ha scoperchiato il Barcellona: il 6-1 rifilato al Camp Nou, con il gol della bandiera di Dzeko segnato sul triplice fischio finale, aveva ancora una volta mostrato tutti i limiti dei giallorossi, incapaci di reagire di fronte alla corazzata blaugrana e forse entrati in campo già convinti della propria impotenza.

Dopo una crisi di cui non si vede la fine, la dirigenza statunitense sembra pronta a voltare pagina, dando il benservito a Rudi Garcia per richiamare in panchina uno degli idoli della tifoseria giallorossa, quel Luciano Spalletti che guidò la Roma per quattro stagioni, più il triste epilogo delle dimissioni all’inizio della quinta dopo due sconfitte nelle prime due giornate di campionato, vincendo due Coppa Italia, una Supercoppa italiana conquistata e raggiungendo due quarti di finale in Champions League.

Cosa comporta il cambio sulla panchina della Roma? Quali saranno le differenze fra la Roma di Garcia e la nuova Roma di Spalletti? Quali rinforzi chiederà il tecnico toscano? In attesa che l’affare venga ufficializzato, proviamo ad analizzare i cambiamenti che Luciano Spalletti apporterà sull’undici romanista.

DIFESA: Uno dei problemi che Garcia non è riuscito a risolvere è quello della costruzione del gioco partendo dalla difesa, un’incomprensione tattica mai chiarita dalla partenza del difensore marocchino Mehdi Benatia, del cui ritorno a Roma si vocifera ormai ad ogni sessione di mercato. Yanga-Mbiwa prima, e Rüdiger quest’anno non hanno convinto, e Garcia si è sempre rifiutato di arretrare De Rossi in una linea difensiva a 3, o al posto di uno dei due centrali, col risultato che la Roma sembra offrirsi come agnello sacrificale al pressing alto degli avversari, come ha dimostrato anche sabato scorso una squadra disordinata tatticamente come il Milan. Anche Spalletti non è un estimatore della difesa a 3 (per usare un eufemismo), e non è dunque da escludere che la Roma possa tornare sul mercato per un difensore in grado di costruire dal basso: un nome potrebbe essere quello di Andrea Ranocchia, in uscita dall’Inter e che aveva compiti simili nel Bari di Ventura, ma l’investimento è comunque notevole (i nerazzurri avevano sul tavolo un’offerta da 9 milioni del Norwich, ed è difficile possano chiedere di meno, mentre il giocatore guadagna 2,4 milioni a stagione).
Un altro buco si potrebbe aprire sull’out di destra, dove Garcia ha riadattato (con buoni risultati) Alessandro Florenzi: nella nuova Roma sua Spalletti probabilmente riporterà il giocatore in posizione più avanzata, ritagliando per lui il ruolo che aveva Simone Perrotta nella prima versione della Roma di Spalletti. In questo caso, spazio a Torosodis, che garantisce minor spinta e maggior copertura.

CENTROCAMPO: Daniele De Rossi era stato uno dei capisaldi della Roma 1.0 del tecnico toscano, ma il suo impiego nell’undici titolare della nuova Roma di Spalletti non è assicurato. Negli ultimi anni il raggio d’azione di Capitan-Futuro è indietreggiato, schiacciandosi spesso a ridosso della propria area di rigori e e limitando di molto le sortite nella trequarti avversaria che erano uno dei marchi di fabbrica del centrocampista romano. Il sostituto naturale di quel De Rossi c’è, in attesa che Kevin Strootman recuperi l’ennesimo infortunio, ed è Radja Nainggolan: piedi meno buoni, ma stessa cattiveria agonistica e capacità di agire box-to-box. Per il ruolo di regista che fu del cileno Pizarro, Spalletti potrebbe pensare allo stesso De Rossi o a Keita, oppure tentare la carta-Pjanic, arretrando il bosniaco, mentre appare improbabile possa tornare anzitempo a Trigoria Leandro Paredes, nonostante la buona stagione all’Empoli.

totti-spalletti

ATTACCO: La prima Roma di Spalletti splendeva soprattutto in attacco, con Totti trasformato in falso-nove e Perrotta Vucinic e Taddei (e Amantino Mancini, e il francese Giuly) a girargli intorno. Detto di Alessandro Florenzi, che riguadagnerebbe una posizione di attaccante, al tecnico toscano non resterebbe che cercare gli altri tasselli del puzzle: si rivolgerebbe senza dubbio a Iago Falque, la cui adattabilità tattica e spirito di sacrifico lo rendono un interprete adatto della nuova Roma di Spalletti, ma poi?
La condizione di Totti, fermo a lungo e rientrato solo sabato scorso contro il Milan (un rientro dettato più dalla disperata necessità di interpreti carismatici in campo che da reali esigenze tattiche), sono tutte da valutare, e le voci su un suo possibile ritiro a fine stagione si fanno sempre più insistenti. Ci sarebbe Dzeko, che però interpreta il ruolo di centravanti come vero-nove, e rappresenta un punto di riferimento facile e riconoscibile per le difese avversarie, e dietro di lui i giovanissimi Ponce e Sadiq non sembrano pronti a sostenere il peso dell’attacco giallorosso. Da qui l’inghippo: Spalletti cambierà la sua idea di gioco, o cercherà l’assalto ad un altro attaccante? Nè PerottiEl Shaarawy, i nomi più caldi in casa Roma, sembra abbiano le caratteristiche per ricoprire il ruolo, e a questo punto risultano abbastanza inadeguati anche tutte le ali già presenti in rosa, la cui affidabilità tattica fa sorgere quantomeno dei dubbi sulla loro adattabilità al 4-2-3-1 di Spalletti. Probabilmente alla fine Spalletti avanzerebbe Pjanic nella posizione di trequartista, con Dzeko (o Totti, se e quando il capitano giallorosso tornerà al 100%) avanti e Florenzi e Iago Falque ai lati, costringendo Sabatini ad una retromarcia sul mercato: probabilmente anzi la società si ritroverebbe con la grana Gervinho, troppo anarchico per i dettami dell’allenatore toscano, mentre l’egiziano Salah dovrebbe accettare un ruolo secondario.

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