La rabona che salva Miha e la difesa che condanna Garcia

Pubblicato il autore: @lorenzo_v_81 Segui
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Fonte: www.forzaitalianfootball.com

A differenza di quanto successo ad inizio stagione stavolta la rabona di Carlos Bacca è andata a segno permettendo al Milan di superare il Carpi accedendo così alle semifinali di Coppa Italia e contemporaneamente a Sinisa Mihajlovic di salvare la panchina, almeno per ora. Infatti è stato proprio grazie ad uno di quei colpi che esaltano il pubblico (molto esiguo ieri a San Siro come ormai consuetudine in questa competizione ) ma fanno infuriare gli allenatori quando non vanno a buon fine, che il tecnico serbo ha scacciato via i fantasmi dell’ esonero. Inutile negarlo. La sua posizione è stata ed è tutt’ora in bilico sia per un amore mai sbocciato con la presidenza e tifosi e sia per alcuni risultati che la dispendiosa campagna acquisti estiva avrebbe richiesto. I nomi che circolano sono molti sia per l’immediata che per il futuro, ma la situazione più concreta che farebbe forse più piacere ai tifosi del diavolo è una situazione in tinta bianconera. Pare strano a dirlo ma un arrivo immediato di Macello Lippi fino a giugno che poi passerebbe dietro la scrivania per far posto ad Antonio Conte potrebbe davvero rilanciare una società che negli ultimi anni ha raccolto soltanto delusioni. Difficile da concretizzarsi anche sentendo le parole di Galliani il quale ha confermato che l’attuale allenatore della Nazionale è stato contattato ma un po’ di tempo fa. Quindi avanti con Miha che dopo il passaggio del turno vuole rilanciarsi anche in campionato a partire dal difficile sfida del week end contro la Fiorentina. Se questo risultato ha dato per il momento ragione a Mihajlovic si può dire che gli stessi risultati hanno condannato Garcia a Roma: nonostante infatti avesse una percentuale di gare vinte pari al 56,8% con la seconda media più alta dal 1993/94 poco inferiore al 57,4% di Claudio Ranieri, è arrivato comune l’esonero. Un esonero voluto più che altro dalla piazza che non sosteneva più gli atteggiamenti talvolta presuntuosi e supponenti di un allenatore che era invece riuscito nel primo anno ad arrivare in punta di piedi e conquistare tutti. Molto aziendalista, specialmente quando ha sentito la sua posizione in bilico, Garcia non è riuscito a dare una identità ad una squadra costruita per vincere con gli arrivi estivi di Dzeko, Salah e Iago Falque. Questa abbondanza offensiva però è andata a discapito di una carenza difensiva che ha portato alle molte incertezze e ai gol subiti in questa prima parte di stagione. La cessione probabilmente troppo frettolosa di Romagnoli, lo spostamento di un centrocampista come Florenzi nel ruolo di terzino, il recupero non ancora avvenuto di Castan e le continue incertezze di Rudiger hanno decisamente segnato la stagione. Una stagione non ancora compromessa visto che i giallorossi sono ancora in corsa per lo scudetto e negli ottavi di finale di Champions League (anche se fuori in Coppa Italia), per cui il compito di Spalletti non sarà certo semplice, ma sicuramente più agevole della prima esperienza del tecnico toscano quando arrivò a Roma nella stagione successiva a quella dei sei allenatori in pochi mesi.

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