L’Autore di Holly e Benji svela i suoi segreti. Il campo era davvero lungo 18 km? Messi? Come Hutton

Pubblicato il autore: show80 Segui

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Per celebrare il ritorno del Barcellona – squadra campione d’Europa e del mondo di calcio – in Giappone in occasione della FIFA Club World Cup, Yoichi Takahashi, autore del manga Captain Tsubasa – da noi noto come Holly e Benji – ha voluto celebrare la formazione catalana. L’omaggio consiste in un’illustrazione appositamente realizzata e diffusa dai profili social ufficiali della stessa società. Ricordiamo anche che Holly ha giocato anche nella squadra catalana nel cartone animato.  Approfittando del suo viaggio a Barcellona, l’​​illustratore creativo ha visitato la redazione del popolare catalana Sport  ed ha rilasciato un’intervista svelando alcuni segreti della serie. In essa, ha rivelato diverse cose che per molti sono  un mistero, come ad esempio perché il campo sembrava infinito, o perché non vi erano sanzioni nel cartone animato anche dopo fallacci alla “Pepe” del Real Madrid.
Inoltre, il giapponese ha ammesso che se Oliver Hutton fosse un vero giocatore sarebbe da paragonare a  Leo Messi e Cristiano Ronaldo ( non riesce proprio a scegliere tra i due)

Qual è il tuo giocatore preferito?
Sia Cristiano che Messi mi piacciono molto.  Ultimamente sto vedendo i gol di Suarez e mi sto innamorando del suo modo di giocare e del suo cinismo in area di rigore. E’ un cecchino.

Io le dico i nomi dei giocatori reali e lei li paragona alla serie Holly e Benij, va bene?

 (Sorride timidamente) Okay.
Messi …. Oliver Hutton
Cristiano Ronaldo …. Mark Lenders.
Iniesta … Tom Baker.
Casillas … Benji Price.

Ci ha pensato una ricercatrice a fare gli appositi studi in merito e a rispondere alla domanda: quanto era lungo il campo di calcio di Holly e Benji? E’ lungo 18 chilometri.  Il campo da calcio di Holly e Benji è lungo 18 chilometri e largo 5: il calcolo lo si è fatto tramite una formula che prende in considerazione il raggio terrestre, l’inclinazione del pianeta, l’altezza di uno dei giocatori. Quindi fate le debite considerazioni, ad ogni partita percorrevano 250 chilometri.
Ma questo calcolo è veritiero? Può darci delucidazioni su una domanda rompicapo che i fan del cartone animato cercano da venti anni? 
 [Scoppia a ridere]. In primo luogo devo dire che il manga o il fumetto è diverso dall’animazione. Poiché, ovviamente, nell’animazione devo far in modo di arrivare a trenta minuti per ogni puntata.  Poi volevo far in modo di trasmettere la personalità dei personaggi, la loro vita interiore e le loro problematiche nel giocare al calcio. 
Dalla difesa all’attacco abbiamo cercato di spiegare le vicissitudini dei giocatori, anche quelle degli avversari.  Volevamo far in modo di far vedere come andasse a finire la partita, con le sue dinamiche, e il mondo sentimentale dei giocatori. 
Questa parte è fatta di un lavoro meticoloso di grafica. Un grandissimo esperimento sul calcio, dato che il Giappone all’epoca non aveva così tanti fan dal punto di vista calcistico, visto in maniera eccezionale. Ecco perchè a tutti sembrava che il campo non finisse mai. 
Perché non c’era nessuna penalità?
Perchè mi piaceva che il gioco non fosse interrotto e intervallato  da penalità da parte dell’arbitro. Le penalità riducono la sequenza del gioco. 

INTERVISTA DI FOX DEPORTES

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