Lazio: occasione sprecata

Pubblicato il autore: Mauro Simoncelli Segui

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Occasione sprecata, ecco la sensazione al fischio finale della partita, praticamente un tempo intero giocato in superiorità numerica e non essere riusciti a mettere alla frusta gli avversari, reduci da una settimana davvero complicata passata addirittura in ritiro per cercare di salvare la panchina di Colantuono, ecco l’errore della Lazio. Partita troppo sotto ritmo quella giocata dai ragazzi di Pioli eppure in questa fase decisiva del campionato, chiamati ad una poco probabile rimonta in classifica, tutte le partite dovrebbero essere affrontate come l’ultima spiaggia. Alla nuovissima e bellissima Dacia Arena di Udine (esempio di come dovrebbero essere tutti gli stadi italiani…) la Lazio prosegue nella sua striscia positiva, arrivando al settimo risultato utile consecutivo ma ora sono più i pareggi che le vittorie e per una squadra chiamata a risalire la classifica, ogni pareggio equivale più a due punti persi  che ad uno guadagnato. Ecco che quindi al fischio finale dell’arbitro Celi la sensazione è la stessa dopo il Carpi o a Bologna che non dopo le vittorie di Firenze e Milano. La Lazio dopo solo 5 minuti perde per un probabile guaio muscolare l’unico volto nuovo di questa sessione invernale di mercato, Bisevac che al primo fastidio alla coscia destra chiede saggiamente il cambio e con Gentiletti ancora fuori la coperta dei centrali difensivi diventa ora davvero corta per Pioli. Dentro Mauricio a far coppia con Hoedt chiamati ad ammansire le velleità di Thereau e di Zapata. Konko a sinistra basso per sostituire Radu, Cataldi ancora in regia al posto di Biglia e Djordevic scelto come attaccante centrale. Dopo una buona partenza friulana frutto più che altro della concentrazione cercata nel ritiro fatto in settimana la Lazio comincia a guadagnare campo, le due catene laterali funzionano bene, Basta-Candreva e Konko-Keita portano gli attacchi sulle fasce, Milinkovic-Savic si danna l’anima per cercare la sponda giusta, Cataldi riesce a far girare il pallone ma non con la velocità e la precisione di Biglia ed è anche per questo che non arriva praticamente nessun pericolo per la porta di Karnezis. Anzi il gol lo trova l’Udinese con l’ultimo rinforzo del mercato di riparazione, Kuzmanovic, pescato però con  superbo  intuito dal’arbitro in offside sul primo rimpallo. Dal gol annullato cresce il nervosismo in campo e sugli spalti. Si moltiplicano gli scontri a caccia del pallone, ogni tackle è una protesta e in una mischia in area Danilo e Djordevic vengono ammoniti per reciproche scorrettezze. Dopo un minuto proprio un intervento da resa dei conti tra i due di Danilo, procura il secondo rosso per il brasiliano e l’infortunio per il serbo costretto a lasciare il campo a Matri. Minuto 42, Udinese in 10 e terza espulsione consecutiva a favore dei biancocelesti. Al ritorno in campo dopo la pausa ci aspettava una Lazio diversa, più arrembante, più votata all’attacco, per cercare di allargare il gioco, facendo un giro palla rapido, sfruttando la superiorità numerica, invece ne esce una partita lenta, a volta anche noiosa con la squadra di Pioli che sbatte inesorabilmente sul muro eretto davanti alla propria area di rigore da Colantuono. Vengono annullati due gol a Matri, uno per fuorigioco millimetrico e l’altro per una spinta al difensore avversario. Keita, Cataldi più volte e Konko  ci provano da fuori area con tentativi mai così precisi da almeno impensierire il portiere avversario. Candreva continua a scodellare cross uno dietro l’altro senza nessuna precisione e senza trovare mai per questo una volta il compagno libero in mezzo all’area di rigore e neanche l’entrata il campo di Klose per Parolo per cercare di dare ancora più peso all’attacco laziale, porta i frutti sperati. Poi quando a cinque minuti dalla fine, un sacrosanto fallo su di lui non fischiato, provoca la reazione di Matri più plateale che altro inducendo così  il quarto uomo a richiamare l’attenzione dell’arbitro per l’espulsione diretta dell’attaccante laziale che ristabilisce la parità anche numerica. La partita finisce lì c’è solo da registrare la rissa da saloon scatenata dai due Team manager, lo storico Manzini per la Lazio e Infurna dell’Udinese che ha portato spintoni e chissà cos’altro al riparo dalle telecamere con il susseguente accorrere delle due panchine. Ristabilita l’apparente calma c’era solo da attendere i minuti di recupero concessi da Celi per archiviare uno 0-0 che serve solo forse all’Udinese per arrestare l’emorragia di sconfitte consecutive mentre serve davvero poco alla Lazio distante ancora troppi punti da quelle posizioni che servono per entrare in Europa. Si continuano a perdere giocatori per infortunio o squalifica ad ogni partita, si continuano a mostrare i soliti limiti strutturali di questa stagione ma domani il mercato invernali si chiuderà senza cercare di dare qualcosa in più all’allenatore, eccolo forse il limite più grosso di questa società: la voglia di fare qualcosa!

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