Le “maldicenze” su Aaron Ramsey

Pubblicato il autore: show80 Segui

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I tabloid inglesi la chiamano “la maledizione di Aaron”: ad ogni suo gol muore un vip. Oggi è toccato a Alan Rickman, il Severus Piton di Harry Potter, che – secondo coloro affezionati a tale macabra associazione – sarebbe stato “spinto” nell’aldilà da Aaron Ramsey in gol ieri sera contro il Liverpool.

Ramsey che, secondo le maldicenze più che una vera e propria maledizione, nella fantasia di chi ha dato il via a tale “mania” sarebbe un novello Caronte: il sostituto di quello vecchio e dantesco forse andato in pensione nonostante la Riforma Fornero.

Così oggi il calciatore dei Gunners, nella fantasia di molti, avrebbe l’ingrato compito di accompagnare nell’oltretomba le anime dei vip dopo ogni suo gol. E menomale, verrebbe da dire, che non è Messi. Ad oggi i vip sarebbero tutti scomparsi, magari però Pallone d’Oro alla mano.

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E chissà che cosa ne pensa Sean Connery che, a 85 anni, si è abbonato alle partite dell’Arsenal: magari dal suo soggiorno di casa in Irlanda – a questo punto santini e stregoni woodo vicini –  forse spera, in barba al risultato, che Ramsey giochi un tantino più lontano dalla porta.

La ridondanza mass-mediatica sullo “jettatore Aaron”, iniziata come una goliardica e ironica associazione, sta tuttavia superando i limiti soprattutto quando viene captata dalla platea come verità più che semplice coincidenza.

Eppure, più che per le “eliminazioni” di personaggi celebri, Ramsey dovrebbe emergere come talentuoso centrocampista, per i suoi 51 gol in carriera e per essere stato il capitano più giovane dei dragoni. Vent’anni e 90 giorni che meritano ben altro che lo sberleffo internazionale e l’associazione dei suoi gol non alle giocate ma ad un rito funebre che, a dirla tutta, ha esaurito, se mai fosse esistita, la propria simpatica ironia.

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