Lite Balotelli-Mihajlovic: “Ai suoi ritmi gioco anche io”

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

lite balo-mihajlovic

La vittoria sulla Fiorentina ha dato un briciolo di serenità in più all’ambiente Milan. Il match contro i viola è stata una delle poche prove veramente convincenti dell’annata in corso, per la prima volta si è vista una squadra compatta e aggressiva, la difesa ha retto bene l’urto. Ilicic e Kalinic non hanno inciso, e Donnarumma non si è praticamente mai sporcato i guanti.
Detto questo, i punti interrogativi rimangono, Mihajlovic è ancora lì sulla sua panchina, ma definire stabile la sua posizione, appare una bestemmia. I nomi dei possibili successori si sprecano e l’allenatore serbo sembra sempre più un condannato a morte.
La finale di Coppa Italia, se finale sarà, darà ossigeno a Sinisa. Anche se si tratterebbe di un obiettivo raggiunto per demerito di Fiorentina e Roma, sarebbe comunque un evento vedere il Milan impegnato a giocarsi qualcosa negli ultimi mesi di stagione. E’ triste da dire, per una squadra così titolata, ma i fasti del passato sono ormai offuscati dalle debacle degli ultimi anni.
Qualche buona prestazione si comincia a vedere, ed era ora, ma i problemi sembrano non finire mai. Dopo la fumata nera della trattativa Luiz Adriano, è di oggi la notizia del battibecco fra Mihajlovic e Balotelli. Niente di destabilizzante o di eclatante, più che altro una battuta, un’esternazione che comunque fa pensare.
L’attaccante è tornato a vedere il campo dopo una lunga assenza, e in questi giorni avrebbe dichiarato di sperare in un impiego maggiore, poichè convinto di poter giocare almeno sessanta minuti al massimo. Mihajlovic, a precisa domanda, ha risposto con una frecciata delle sue: “Mario dice di avere sessanta minuti nelle gambe, ma per come gioca lui ce la farei anche io per un’ora. Per come la vedo io forse ha mezz’ora”.
Una sottile frecciata in stile Mihajlovic. Sottile, ma veritiera, correre e aiutare la squadra non sono mai state le migliori doti di Balotelli.  E se un giocatore di medio/buon livello come lui, non certo un campione, non capisce che nel calcio di oggi l’apporto atletico ha un ruolo rilevante, di strada ne continuerà a fare ben poca. A 26 anni non si hanno più scusanti, di occasioni ne ha avute anche troppe.

Paolo Bellosta

  •   
  •  
  •  
  •  
Leggi anche:  Serie C femminile, Silvia Ciferri confermata nella rosa delle grifoncelle