Mascherano nei guai. L’eterna partita Fisco vs Sportivi

Pubblicato il autore: Nicola Di Gregorio Segui
Javier Mascherano

Javier Mascherano

Il match tra il fisco e gli sportivi (in generale) non finisce mai. L’ultimo round è quello contro il calciatore argentino Javier Mascherano, condannato ad un anno di carcere e 815 mila euro di multa; il verdetto è stato emesso quest’oggi e si riferisce a reati fiscali avvenuti nel periodo 2011-2012. Non una novità per il centrocampista, visto che aveva già patteggiato la pena per una somma di 1.5 milioni di euro (introiti provenienti dallo sfruttamento dei propri diritti d’immagine) più ulteriori 200 mila euro di interessi. All’appello adesso mancano 800 mila euro di spese legali e un’ulteriore multa (attorno ai 21 mila euro) come commutazione della pena carceraria. Certamente il calcitatore non morirà di fame, ma resta una grossa spesa senza contare la macchia indelebile sulla sua persona.

In buona compagnia. Mascherano è solo l’ultimo caso di sportivi finiti nel mirino del fisco.
Il nostro pilota di punta della MotoGP Valentino Rossi, dopo essere stato accusato di aver evaso il fisco utilizzando una residenza fittizia a Londra. Nel 2008 il corridore trovò l’intesa con l’Agenzia delle entrate di Pesaro per una cifra attorno al 20 milioni di euro, circa un quinto dell’ammanco totale denunciato dall’accusa. La cifra era relativa al periodo 2000-2004. Poco dopo arrivò l’accordo anche per il periodo 2005-2006 per un totale di altri 16 milioni di euro. L’eterno rivale di Rossi, Max Biagi, non fu immune da certe accuse. Nell’ottobre del 2015 l’ex campione del mondo è stato rinviato a giudizio dal tribunale di Roma con l’accusa di aver evaso il fisco per circa 18 milioni di euro. In questo caso l’accusa riguardava “atti fraudolenti consistiti nel trasferimento della propria residenza nel Principato di Monaco”. Il processo è previsto per settembre prossimo.
Recente è il caso del Pallone d’Oro Lionel Messi. Lo Stato spagnolo ha chiesto 22 mesi di carcere per Leo Messi ritenuto colpevole di 3 illeciti di tipo tributario (nel periodo tra il 2007 e il 2009); le frodi si riferivano al alcuni guadagni relativi al diritto d’immagine del calciatore arrivati tramite imprese con sedi nei cosiddetti paradisi fiscali.
Un altro calciatore preso di mira dal fisco fu il Campione del Mondo 2006 Fabio Cannavaro: in quell’occasione il gip di Napoli nel 2014 firmò un provvedimento di sequestro di beni da 900 mila euro. La frode in quel caso riguardava la FD Service srl, società di noleggio gestita insieme alla moglie tra il 2005 e 2010.
In passato il nostro campionissimo di sci Alberto Tomba aveva avuto problemi col fisco riguardo dei soldi guadagnati e non dichiarati: il tutto attorno ai 22-23 miliardi di lire (si parla del 1998). Successivamente venne assolto dall’accusa di frode fiscale.
Noto a tutti nel nostro Paese è la diatriba fiscale che ancora oggi ciclicamente tiene banco: lo “scontro” Diego Armando Maradona – fisco italiano.
Tanti altri casi sono noti alle cronache, per un problema che a quanto pare non è così isolato come dovrebbe. Dani Pedrosa, Loris Capirossi, Giancarlo Fisichella (che raggiunse un accordo con l’erario pagando 3,8 milioni di euro) e Flavio Briatore sono soltanto alcuni nomi che nel corso degli anni sono venuti alla ribalta della cronaca per aver avuto problematiche fiscali.

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