Passo falso Roma – Tra umori di piazza e chiacchiere da bar

Pubblicato il autore: lorenzo caruso Segui

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Inutile nascondersi dietro i vetri, in casa Roma le cose non stanno andando come il Presidente Pallotta e la dirigenza si aspettavano.
Una stagione cominciata con la convinzione di aver costruito una squadra capace di lottare per il titolo che, dopo 20 giornate di campionato, si ritrova al quinto posto in classifica generale con 35 punti, a ben 9 lunghezze dal Napoli capolista.
Un cambio in panchina avvenuto agli occhi di molti troppo tardi, con un Rudi Garcia che paga per le sue colpe ed inoltre per quelle innegabili di una società che, probabilmente solo ora, si rende davvero conto degli errori fatti sul mercato.
Luciano Spalletti, allenatore scelto per riportare la Roma su un cammino, se non dritto, quantomeno più assestato, si è ritrovato tra le mani una situazione non semplice da gestire, una piazza arrabbiata e delusa per la troppa fiducia riposta in calciatori che fino ad ora, vuoi per il ” non gioco ” di Garcia, vuoi per una tenuta fisica non all’altezza, hanno disatteso la maggior parte delle speranze riposte in ognuno di loro.
Come rimarcato giustamente dallo stesso Spalletti nella conferenza stampa pre – match contro l’Hellas Verona, partire subito con una vittoria sarebbe stata la miglior medicina per una Roma dalla salute cagionevole come questa ma d’altronde non sempre le cose vanno come vengono immaginate. A furor di popolo il ritorno del tecnico toscano è stato salutato da molti, con picchi di gioia, in ricordo di quello che fu lo spumeggiante gioco proposto dalla sua Roma nel quadriennio 2005 – 2009.
Più di un sostenitore, aveva plausibilmente già negli occhi una partenza da romanzo, con il grande ritorno del tanto amato Generale che guida la sua squadra verso la vittoria all’esordio, per la gioia di tutta una città. Ma il calcio, imprevedibile come solo lui sa, spesso non è propriamente una favola.
Ed è proprio qui che ora, il tifoso romanista deve rendersi conto che, a mente fredda, il passo falso contro il Verona non deve esser visto come una disfatta dalla quale non poter più rialzarsi. Immaginare che dopo soli 2 giorni di allenamento Spalletti avrebbe potuto cambiare le sorti di questa Roma, sarebbe stata pura utopia ed il pareggio contro il Verona ne è la prova. Per chi, prima di aprire bocca usa un pò di logica, sarebbe stato normale aspettarsi di rivedere lo stesso ritmo espresso con Garcia, per il semplice fatto che questa squadra fino a neanche 7 giorni fa, era di Garcia.
L’errore in cui i tifosi giallorossi non devono cadere in questo momento è il ragionare secondo la logica del tanto mi da tanto: ” Con il tecnico francese non c’è gioco? Allora che vada. Con Spalletti idem? Bene, vorrà dire che anche lui non è l’allenatore giusto “. Tipi di discorsi come questo, fatti dopo appena poche ore dal ritorno del toscano sulla panchina della Roma, non hanno né capo né coda. Classici discorsi da bar che dovrebbero rimanere cuciti nelle bocche di chi, con troppa facilità, da fiato al proprio pensiero.
La Roma con il Verona ha pareggiato ma il sapore non varia molto da quello della disfatta. A tal proposito, i saggi dicono che la sconfitta è preziosa e per questo motivo la custodiscono.
Che allora società, ma soprattutto i tifosi capiscano che non è questo il momento di sparare sentenze al veleno verso questo o quello. Adesso è il momento di elaborare la sconfitta e di custodirla gelosamente. Perché solo così si riparte.

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