Piccoli nerazzurri crescono: Paulino De La Fuente

Pubblicato il autore: Michele Santoro Segui

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Piccoli nerazzurri crescono: Paulino De La Fuente –  L’esonero di Walter Mazzarri (datato novembre 2014) e il conseguente abbandono dei rigidi schemi nel 3-5-2, caro al tecnico livornese, ha segnato la fine della “prima Repubblica” dell’era di Eric Thohir all’Inter. Con il ritorno di Roberto Mancini alla corte del biscione è stato lanciato un messaggio molto forte: la fantasia deve tornare al potere.

L’ impostazione tattica data dal tecnico jesino e gli arrivi di Shaqiri e Podolski nel mercato invernale dello scorso anno, hanno permesso una prima lenta transizione della squadra verso questa nuova mentalità di gioco. I successivi acquisti dei tanti brasiliani d’Europacome Perisic, Ljaic e Jovetic, non hanno fatto altro che rafforzare questa nuova idea. In questo senso, Mancini potrebbe ricevere in futuro una grossa mano anche da un giovane calciatore nato nella terra del “tiki-taka“: lo spagnolo Paulino De La Fuente.

Classe ’97
, cantabrico di Santander, Pau mette in mostra i suoi primi colpi da fantasista nel Bansander dove, sotto la sapiente guida del tecnico Johnny Celis Gutiérrez, impara a mettere il suo estro al servizio della squadra, evitando inutili derive dribblomani. Il suo talento (già utilissimo alla causa della Selección Cántabra e alle rappresentative giovanili spagnole) viene individuato e bloccato nel giugno 2013 dai nerazzuri. Dopo due stagioni eccellenti negli Allievi Nazionali e in Berretti, a luglio arriva il salto in Primavera, già provata spesso durante l’annata precedente. Niente male i numeri di questa prima parte di stagione: 12 presenze totali, 11 in Campionato e una in Coppa Italia, e con 3 gol e due assist all’attivo; cifre notevoli per un ragazzo che ha da poco raggiunto la maggiore età e che presto, nella Viareggio Cup, potrà esprimere, ancora con maggiore spazio, le proprie qualità tecniche.

Mancino, trequartista puro, dotato di grande abilità nel dribblare nello stretto e di una notevole visione di gioco; il tipico folletto spagnolo in grado di spaziare orizzontalmente per tutto il fronte d’attacco e che dà il meglio di sé partendo da destra, per rientrare centralmente e provare la conclusione mancina, l’imbeccata filtrante per la punta, o l’uno-due col compagno. Genialità e capacità di saltare l’uomo già notevoli per i suoi 18 anni ed un sinistro delicatissimo con cui può far tutto e grazie al quale ha affinato la sua tecnica anche nei calci da fermo. Un’altra qualità che balza subito agli occhi, anche dei meno esperti, è il rapido gioco di gambe di cui è in possesso, necessario a farlo andar via anche negli spazi più angusti, con tanti avversari in marcatura.

In Spagna è stato accostato al talento mai del tutto sbocciato di Sergio Canales, ex stellina della cantera del Real Madrid, che nella Liga non si sta imponendo fino in fondo. Come lui, anche De La Fuente non è dotato di grande fisicità (necessaria come il pane in Serie A).
Il tempo per metter su un po’ di muscoli c’è, la classe c’è sempre stata. Per adesso la sua qualità è al servizio di Stefano Vecchi, ma c’è la netta sensazione che manchi davvero poco per vederlo nel calcio che conta.

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