Pirlo: “Verratti il futuro. Pogba il più forte e Rugani il più serio”

Pubblicato il autore: show80 Segui
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Il centrocampista del New York City, Andrea Pirlo, è stato intervistato dalla Gazzetta dello Sport e ha snocciolato “perle di saggezza” disquisendo sul campionato italiano e sui giovani italiani che potranno diventare i nuovi campioni. A noi mancano le sue punizioni e la sua visione di gioco che illuminava , come un fulmine a ciel sereno, le partite della serie A italiana. Un vero maestro d’orchestra.
Riportiamo integralmente l’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport. 

Prima il piccolo: la famiglia. Che giocatore è Nicolò?
“Mi somiglia tanto, è tecnico e… poco grintoso (ride). Si diverte a giocare a calcio, che è la cosa più importante”.

Ora, in grande, il calcio. Che differenze ci sono tra gli spogliatoi del 1995 e quelli del 2016?
“Tantissime. Una volta, in prima squadra, avevi paura a parlare e stavi in un angolo. Era una dittatura degli anziani. Ti presentavi con l’orecchino, te lo toglievano. Ti facevi crescere i capelli, te li tagliavano”.

Adesso?
“Adesso un ragazzo viene a fare un allenamento con la prima squadra e pensa di essere arrivato. La cosa più importante è mettersi lì a fare le foto”.
Mai subito qualche episodio… poco piacevole?
“No, però qualche bella entrata l’ho presa. Una da Giunta: avevo dribblato due o tre volte, mi hanno fatto una caviglia così”.
Quindi non ci sono più ragazzi seri, professionali?
“Certo che ci sono. Rugani ad esempio.  Anche Bernardeschi mi sembra un ragazzo serio, ma lo conosco meno”.
È troppo complicato, partendo magari da Rugani, fare la formazione dell’Italia del 2020?
“Sì, complicato. Però potrebbero esserci lui, Romagnoli, Berardi, Bernardeschi, De Sciglio, Verratti”.
Tra i ragazzi conosciuti in carriera, chi è stato il più impressionante: Pogba?
“Pogba, sì: è il più forte tra i giovani che ho visto. Dal primo allenamento abbiamo capito: “Questo è forte”. Era magrino ma le gambe arrivavano ovunque. Ora è più grosso, potente: si è anche irrobustito”.
Pogba all’inizio sembrava un vice-Pirlo e i paragoni sono stati mille. Titoli letti negli anni: “Balic, il Pirlo dei Balcani”. “Verratti prende il testimone di Pirlo”. “Modic, il nuovo Pirlo”. “Cataldi, il nuovo Pirlo dalla Capitale”. C’è un erede riconosciuto?
“Cataldi no, è diverso da me, è più incursore. Verratti non mi somiglia, però è il calciatore che può giocare per vent’anni in Nazionale”.
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