Quando Zaza fa rima con Jon Dahl Tomasson

Pubblicato il autore: Paolo Bellosta Segui

tomasson
La Juve comincia l’anno nel migliore dei modi, con un bel 3a0. Risultato netto, ma facilmente pronosticabile: il Verona è allo sbando, i bianconeri stanno volando a velocità doppia, dopo una partenza terribile.
Non è l’esito nel match a fare notizia, semmai uno dei mattatori dell’incontro.
Mandzukic è indisponibile e Allegri decide di schierare Morata al fianco del folletto Dybala. Alvaro si sbatte, corre, si scontra, fa sponde, ma non incide, non timbra.
Non fa quello che un attaccante dovrebbe fare, non segna e non è cosa da poco. Morata non è più quello dei gol europei, il bello di notte, non ha la stessa sicurezza e la stessa consapevolezza.
Vede la porta piccola, piccola e il portiere sembra un avversario imperforabile, anche se si tratta di Gollini, mica Yashin. Morata dopo 79 minuti esce ed entra Zaza, al bomber di Policoro bastano 120 secondi: assist di Pogba, palla in profondità, scatto e palla in fondo al sacco.
Per Zaza la porta è immensa ultimamente, sta facendo bene in questo inizio e lo sa.
Il gol al Siviglia da subentrante, la firma sulla vittoria di Palermo, una manciata di giornate prima, il gol al Frosinone. Senza dimenticare le due perle nel derby di Coppa Italia, questa volta da titolare.
Il ragazzo non è un fenomeno, ma è davvero bravo nel sapersi imporre senza mostrare timori reverenziali. La maglia Juve pesa come un macigno, ma Zaza regge bene. Una rete ogni 63 minuti giocati, mica male.
La mente vola indietro di qualche anno, stagione 2003-2004. Jon Dahl Tomasson deve far fronte a una concorrenza spietata, gioca in un Milan stellare e davanti c’è veramente l’imbarazzo della scelta. Allenarsi tutti i giorni con Sheva e Inzaghi è stimolante, ma è anche difficilissimo emergere dalla panchina e vedere il campo.
Il ragazzotto danese si ritaglia i suoi spezzoni, diventa sempre più decisivo. E’ la prima riserva, il dodicesimo e chiude la stagione con 11 gol in 24 partite, o meglio in 24 spezzoni. Tanta roba.
Il Milan vince lo scudetto e buona parte del merito va anche a lui.
Altre sfide, altro calcio, altri ricordi, sono passati più di dieci anni, ma in questi giorni Zaza fa rima con Tomasson.

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Paolo Bellosta

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