Sarri-Mancini, scenda l’oblio!

Pubblicato il autore: Eleonora Belfiore Segui

Dopo una snervante quanto inutile querelle, ben montata ad arte, Roberto Mancini ha  accettato le scuse di Maurizio Sarri. La gaudiosa notizia è stata resa nota attraverso un  comunicato ufficiale, da poco pubblicato sul sito della società nerazzurra.
In questo modo, l’Inter  sembra aver deciso di chiudere definitivamente questa sordida faccenda.
L’antefatto è noto:la lite era iniziata negli ultimi minuti della partita Napoli-Inter, quando veniva  un giocatore del Napoli, Dries Mertens. All’inizio non era stato chiaro quale fosse il motivo del diverbio fra i due allenatori, Mancini aveva, infatti, protestato vistosamente anche contro il quarto uomo. Tuttavia, nelle interviste dopo la turbolenta partita, l’allenatore dell’Inter  ha raccontato di essere stato insultato da Sarri. Il resto della storia si arricchisce di particolari sempre diversi, a seconda di chi narra.
Dopo il furibondo litigio di martedì sera, che ha assunto un tragicomico  tono da tormentone invernale, e dopo innumerevoli dibattiti, la “pace” fatta tra i due allenatori sarebbe stata favorita dall’intervento della nota trasmissione televisiva ” Le Iene“. Il servizio andrà in onda domenica 24 gennaio e già promette di regalare  uno share piuttosto considerevole per  Italia1.
Sarebbe un lieto fine  davvero politicamente corretto, se non  continuasse a sussistere una sgradevole sensazione di smarrimento.
E’ il “perturbante”, signori, quello strano fastidio che attraversa la nostra mente, silenziosamente.
Perché qualcosa, in questa stucchevole vicenda, ancora non ci convince. Il sospetto che si sia voluto strumentalizzare l’accaduto, gettando fango su un’intera squadra,coinvolta in una polemica moralista ed ipocrita, è fin troppo palese.
A ben guardare, di fronte ad episodi altrettanto gravi, a volte addirittura peggiori,  mai si è riscontrata un’indignazione analoga ed apparentemente così unanime. I numerosi “lavali col fuoco” e le incitazioni all’assassino di Ciro sono cose vecchie, dimenticate.
In realtà non hanno mai scandalizzato. L’indignazione  è sempre a senso unico in Italia.
Seppur negata dall’ancestrale mito secondo il quale “gli italiani non sono razzisti”,esiste,invece, una comprovata storia del razzismo italiano, in cui uno spazio non trascurabile viene stabilmente occupato, da tempo immemore,  proprio dal razzismo nei confronti dei meridionali.
Anche la cronaca calcistica degli ultimi anni è piena di episodi che testimoniano la persistenza di questo immaginario razzista che si traduce in molteplici forme.                                                                   E se a questo, aggiungiamo, forse con una punta di maldicenza, l’invidia  verso una squadra che  ha alle spalle un ottimo allenatore, troppo spesso sottovalutato, la piega razzista che avrebbe preso “l’affare  Sarri” era quasi inevitabile.
Non temete: la  giostra mediatica continuerà ancora per giorni, arricchendosi, magari di nuovi dettagli imbarazzanti.
L’allenatore del Napoli ha pagato un prezzo, forse, troppo alto.
Ha sbagliato? Certo. Ma nelle parole di chi adesso lo condanna senza appello c’è tanto stucchevole perbenismo, o  studiata ipocrisia, a seconda dei casi.
La supremazia azzurra è , forse,  ancora un tabù inaccettabile.E dopo questa  brutta sceneggiata, si avverte la sensazione che il Napoli troverà, sul proprio cammino, una strada ancora sarripiena di ostacoli, scorrettezze e trappole, orchestrate in maniera bara. Proprio come cinico e baro è il destino..
E poiché, come disse un grande romanziere, la fine è nota, lasciamo scendere  finalmente l’oblio su questa impietosa vicenda…

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